Due anni dopo…

Due anni fa Paolo Maldini alzava al cielo di Yokohama l’ultimo trofeo della sua meravigliosa carriera, l’ultimo trofeo del nostro Milan.

E’ cambiato tantissimo. Sono venute meno tre colonne di quel Milan: Paolino, Carletto e Kakà. Quel Milan era tutto o quasi affidato al genio del brasiliano, negli ultimi anni Carletto si è trovato  a guidare una barca che già sapeva dove andare e cosa fare. Il suo compito era ormai diventato quello di dare sempre motivazioni ai marinai, tenere unito il gruppo anche nei momenti in cui il mare si faceva più grosso. Ci ha condotti in porto Carletto, siamo giunti a destinazione e lui ha salutato ed è andato via.

Chissà, probabilmente voleva tornare indietro di qualche anno, metterci del suo in acque sconosciute laddove possa far valere tutte le qualità di grandissimo timoniere, non solo quella del buon padre.

Due anni fa si concludeva un ciclo, oggi vogliamo aprirne un altro. Abbiamo un nuovo timoniere, giovane, coraggioso. I marinai non sono cambiati di molto, ma sanno che oggi contano tutti allo stesso modo non ci si può più nascondere, tutti devono dare il loro meglio.

Per quanto mi riguarda ho una voglia matta di tornare a vincere. Non saremo fortissimi, ma non sempre vince il più forte. Io credo nell’happy ending, o meglio, voglio crederci.

Mi piace la presunzione di puntare in alto, di ambire alla Champions nonostante tutto e tutti. Poi sarà quel che sarà, ma non mi va di nascondermi.

Voglio la Champions, quantomeno voglio credere di poterla alzare al cielo di Madrid. Tre anni dopo Atene, due anni e mezzo dopo Yokohama, un anno dopo la nascita del nuovo Milan, quello in cui tutti devono remare insieme. Tutti.

L’ora delle decisioni irrevocabili

Ci siamo. Assago, Mediolanum Forum. 20:30 del 17 Dicembre 2009. Se Milano vuol proseguire la sua avventura in Eurolega e confermarsi tra le prime 16 squadre d’Europa deve passare da qui. L’avversario si chiama Prokom, avversario dal quale siamo stati sconfitti di 5 punti in Polonia e che nel turno precedente è riuscito a cogliere due punti insperati battendo il Real Madrid. Domani è una partita da vincere assolutamente. Possibilmente anche di 6 punti in modo da ribaltare lo scontro diretto. Vincere per continuare a sperare, da favoriti, nelle top 16. In caso di sconfitta invece la sentenza sarebbe irrevocabile. A casa.

Piero Bucchi: “E’ una partita importantissima, praticamente uno spareggio. Mancano ancora tre partite alla fine della regular season, è vero, però una vittoria, cercando magari di ribaltare anche la differenza canestri, sarebbe davvero importante in chiave qualificazione alle Top16. Provare a vincere è doveroso e siamo pronti ad affrontare questa gara con il giusto piglio e la giusta carica. Il Prokom è una buona squadra, come dimostrato più volte fin qui in questa Euroleague, una squadra esperta a questo livello. Stiamo giocando bene nelle ultime settimane, migliorando gara dopo gara. In Italia abbiamo vinto sei partite consecutive, ma anche in Europa stiamo andando nella giusta direzione: oltre alla vittoria in casa con Oldenburg della scorsa settimana, abbiamo dimostrato di poter giocare buone partite anche recentemente nella gara di Madrid o, a tratti, in quella di Atene contro il Panathinaikos. Difesa e controllo del tabellone, soprattutto quello difensivo, penso possano essere le chiavi della gara contro la formazione polacca, una squadra in crescita come evidenziato dalla grande vittoria che hanno conquistato la scorsa settimana davanti ai propri tifosi contro il Real Madrid. Noi comunque ci siamo e siamo pronti a giocare la nostra gara”.

Sotto canestro dovrebbe essere confermato Petravicius, che pare aver completamente recuperato dopo l’infortunio, in quintetto base tiene banco il solito ballottaggio Hall / Mancinelli con l’Italiano favorito in partenza, completano il quadro Finley in regia. Da definire ancora se si partirà col doppio playmaker insieme al Bullo o se partirà Mordente dal 1′.

RADIO,TV E INTERNET

Diretta televisiva su SportItalia a partire dalle ore 20.25. Diretta radiofonica su Radio Hinterland a partire dalle ore 20.25 (94.6FM – www.radiohinterland.com e www.olimpiamilano.com).

ARBITRI

Gli arbitri della gara contro l’Asseco Prokom Gdynia saranno i signori Sasa Pukl (Slovenia), Juan Carlos Garcia Gonzalez (Spagna), Robert Vyklicky (Repubblica Ceca).

I PRECEDENTI

Sono 5 i precedenti nella storia tra Olimpia Milano e Prokom Gdynia con la formazione polacca in vantaggio con 4 vittorie contro una sola della squadra milanese. L’unica vittoria Olimpia risale alla prima giornata di andata delle Top16 della passata stagione quando i biancorossi passarono a Gdynia 62-60. A Milano, l’Olimpia non ha mai vinto contro il Prokom, collezionando invece due sconfitte su altrettante gare giocate.

110 anni e non sentirli

Finalmente! Dopo tanti tentativi infruttuosi, finalmente anche la sportiva Milano avrà una società pel giuoco del football. Per ora sebbene non ci si possa dilungare d'avvantaggio, possiamo però di già accertare che i soci toccano la cinquantina e che le domande di ammissione sono copiosissime. Lo scopo di questa nuova società sportiva è quello nobilissimo di formare una squadra milanese per concorrere alla Coppa Italiana della prossima primavera. All'uopo, la presidenza ha già fatto pratiche ed ottenuto per gli allenamenti il vasto locale del Trotter. Animo dunque, o giovani milanesi, e cercate di conquistare anche in questo ramo di sport quel nome che già conquistaste nel ciclismo, nella ginnastica e nel canottaggio…
E' una sera fredda d'Inverno nella Fiaschetteria Toscana di via Berchet. Alfred Edwards e Herbert Kilpin stanno per cambiare la storia del calcio mondiale. Stanno per fondare quello che ad oggi è il club più titolato al mondo. La storia è nota, il Milan prende subito il possesso del calcio continentale con tre scudetti nei primi 10 anni di vita, è la seconda squadra a vincere il massimo titolo continentale dopo il Genoa. Nel frattempo nasce il nostro stadio, San Siro. Il resto lo conosciamo tutti. Sono storie di decenni più o meno vincenti. Fino ad oggi. Il risultato è questo:
(Per semplicità mancano 17 scudetti, 5 coppe Italia e 5 Supercoppe Italiane)
 
Agli altri le briciole. La soddisfazione di "non aver partecipato" o quella di essere convinti di essere "la squadra di prestigio di Milano", perennemente sottomessi sul campo con i risultati e fuori dal campo con lo stile. Agli altri non resta solo che continuare a invidiarci. Questo è il Milan. E' quella squadra che quando tutti danno per morta ti alza la coppa in faccia. L'orgoglio Italiano in Europa e nel Mondo.

Domani sogneremo altri traguardi, inventeremo altre sfide. Cercheremo altre vittorie che valgano a realizzare ciò che di buono, di forte, di vero c'è in noi, in tutti noi che abbiamo avuto questa ventura di intrecciare la nostra vita ad un sogno che si chiama Milan.

Milano siamo solo noi. Buon compleanno a tutti.

La sconfitta dello Zio Fester

Niente Inghilterra, niente Germania, nè Spagna o Uzbekistan (sì, era uscita una voce…). Gattuso rinnova fino al 2012.

E’ una vicenda paradossale, a tratti assurda. Rino gioca (male) le prime gare della stagione, poi si infortuna; qualche settimana fa alza la voce, pretende più spazio, minaccia l’addio. Ma come fai a pretendere di giocare se ancora non sei pronto? Mistero.

Non mi erano chiare le reali intenzioni di Gattuso, ma se ha deciso di rinnovare credo che abbia ottenuto ciò che voleva, e cioè anche delle garanzie sul posto in squadra,

Ha vinto Rino dunque, ma ha perso Adriano soprattutto. Con tanti saluti al progetto under-23 che necessariamente sarebbe dovuto passare anche la cessione di qualche over-30. Con tanti saluti al bilancio perchè il nostro numero 8 continuerà a guadagnare non poco.

Parliamoci chiaro: il contributo che dà oggi Ringhio al Milan lo potrebbero dare tanti altri, più giovani e meno costosi. Ma tant’è, il prossimo passo saranno i rinnovi a Pirlo, Inzaghi e pure Dida, giusto Adrianone?

Ah, sia chiaro…Rino ha perso molti punti, ora deve riconquistarseli.

Questione di modulo

“Il problema è che in questo modulo abbiamo tre attaccanti e ne può giocare uno solo. All’interno di un campionato ci possono anche essere delle situazioni in cui si può cambiare in cor­sa. Non è che possiamo restare fermi su uno schema di gioco o su un modu­lo” (Massimo Ambrosini)

Parole che lasciano un po’ così. Una critica a Leo, una critica decisamente diretta, senza giri di parole. Ieri il 4-2-3-1 era un modulo fantastico, bellissimo e divertentissimo, addirittura l’unico modulo adottabile con questi giocatori.

Oggi non è più così unico, forse ha già stufato, forse piace solo a pochi questo squilibrio tattico (Ronaldinho e Seedorf), fatto sta che il Capitano ha parlato chiaro.

Fondamentalmente concordo con Massimo e l’ho già scritto. Ci sono momenti in cui dobbiamo mantenerci più corti e ordinati, non si può vincere sempre con questa spregiudicatezza. Rimango un po’ perplesso per i tempi. Voglio dire, si sapeva che giocando così prima o poi sarebbe arrivata una sconfitta, proprio come quella di ieri.

Ci è andata male, non ne è entrata una e intanto dietro abbiamo concesso tantissimo, come da DNA del modulo. Se giochi con un modulo più ordinato, concedi meno e il giorno in cui ti gira male,  è più facile che finisca zero a zero.

Eppure c’è voluta una sconfitta per far tornar di moda certi argomenti.

Credo che il messaggio sia arrivato forte e chiaro a Leonardo, ora toccherà a lui fare delle scelte, ha già dimostrato di avere carattere per farlo, anche se questa volta è più delicata la situazione. Il 4-2-fantasia è tutto suo (non nel senso che l’ha creato), serve la sua umiltà nel cambiare di tanto in tanto, mettendo da parte l’orgoglio. Sono sicuro che può farlo, così come sono sicuro che questo modulo non vada però accantonato, semplicemente vorrei una squadra che sappia cambiar pelle più volte durante una partita.
UPDATE 17.30:

L’ A.C. Milan comunica che il calciatore Rino Gattuso ha rinnovato il contratto con la società rossonera fino al 30 Giugno 2012.

Senza parole.

Deja-vu

Un film già visto la partita di oggi. Per certi versi è stata simile alla gara col Cagliari, abbiamo lasciato tante occasioni agli avversari, ma è anche vero che ogni ripartenza si concludeva con qualcosa di interessante, generalmente cross di un ispirato Ronaldinho. La differenza sono i gol che nel primo tempo non sono arrivati. L’assenza di Pato, assenza giustificata per la quale non recrimino nulla a Leonardo, si è sentita parecchio in area di rigore.

Mi è sembrato però di rivivere una delle tante partite di questi ultimi anni in cui alla fine ci siamo mangiati le mani. Oggi era l’occasione per chiudere definitivamente il discorso secondo-posto prima della sosta, indipendentemente dal risultato della prossima difficile trasferta a Firenze. E perchè no, rosicchiare altri due punti all’Inter.Lo so che adesso arriveranno le critiche, Leo tornerà ad essere un incapace, il modulo un abominio, la squadra un’accozzaglia di pippe…è così che funziona. La verità è che se dicessi che oggi la squadra non mi è piaciuta direi una bugia, mi è piaciuta molto meno a Zurigo o Catania. Abbiamo fatto il nostro solito gioco, stavolta gli episodi ci hanno dato contro. Sono i rischi del mestiere, i rischi di un modulo molto offensivo, penso che oggi non si sia scoperto nulla di nuovo, o no? Però è il modulo che ci ha portati fin qui, che ci ha fatti esaltare con Samp e Cagliari, dobbiamo analizzare il tutto. E anche qui, nulla da recriminare.

E’ vero che non perdevamo da fine settembre, è vero che il Palermo è una buona squadra, è vero che una giornata storta ci sta. E’ vero però che la sconfitta di oggi fa male.

Niente drammi però, testa bassa e lavoriamo per Firenze, trasferta difficilissima, ma abbiamo già dimostrato di poter vincere lì.

Tra Caciocavalli e Cassate

Ci sono partite che confermano le tue certezze e partite che ti fanno crollare il mondo addosso. La Juve ha fatto la sua quarta sconfitta nelle ultime 5 gare. Quando spendi 25 milioni per vedere il nuovo campione tirare un rigore così, allora forse è meglio essersi tenuti i soldi. Lo è stata anche Zurigo, per il Milan, dopo il 3-0 contro la Sampdoria. Si presenta oggi un Milan conscio che comunque vada alle 22.45 di stasera sarà comunque secondo in classifica. E’ il momento di capire chi siamo, se possiamo in qualche modo puntare in alto oppure se possiamo ritenerci soddisfatti di questa situazione di classifica. Per la prima volta si vede un Leonardo un po nervoso dopo la conferenza stampa: Io con Carlo sono molto amico, lo sento spesso, ma ci sono differenze nel nostro modo di lavorare. Se c’è una cosa a cui va dato merito a Leonardo è quella di aver finalmente fatto fuori il cancro della squadra: i senatori. La riconoscenza in una squadra di calcio è una bella cosa, ma non ti fa alzare nessuna coppa. Ma attenzione, perché Leonardo va anche oltre: da Pippo, per come si allena, non pretendo di più. Frase forte, che fa forse capire che non è più Ronaldinho quello che non si allena a Milanello. Chiudiamo con la frase su Pato: Qualsiasi talento non può fare il fenomeno per 90’ e per 60 partite. Eppure pare che siamo tutti pronti a dare il pallone d’oro a chi fa il discreto giocatore una volta al mese… chissà cosa avrebbero detto se questo avesse fatto una doppietta decisiva al Santiago Bernabeu.
LE PROBABILI FORMAZIONI DI MILAN – PALERMO

Serie A 16a giornata in tv: Atalanta-Inter, Milan-Palermo (SKY, Premium, Dahlia)MILAN (4-2-1-3): 1 Dida , 15 Zambrotta , 13 Nesta , 4 Kaladze , 77 Antonini , 21 Pirlo , 23 Ambrosini , 10 Seedorf , 7 Pato , 22 Borriello , 80 Ronaldinho (30 Storari , 18 Jankulovski , 20 Abate , 19 Favalli , 16 Flamini , 9 Inzaghi , 11 Huntelaar) All. Leonarodo

Serie A 16a giornata in tv: Atalanta-Inter, Milan-Palermo (SKY, Premium, Dahlia)PALERMO (4-3-1-2): 46 Sirigu , 16 Cassani , 24 Kjaer , 5 Bovo , 42 Balzaretti , 9 Nocerino , 11 Liverani , 23 Bresciano , 30 Simplicio , 7 Cavani , 10 Miccoli (83 Rubinho , 3 Goian , 6 Pastore , 21 Melinte , 14 Bertolo , 90 Hernandez , 20 Budan) All. Rossi

L’ARBITRO E I PRECEDENTI CON LE DUE SQUADRE: arbitro Bergonzi di Genova. Cinque i precedenti del Milan, che ha uno score di 3 successi, 1 pareggio ed 1 sconfitta e già un incrocio in stagione: 2-1 a Verona il 25 ottobre scorso. Il Palermo ha 10 precedenti ufficiali in cui 3 volte ha vinto, 5 pareggiato e 2 perduto, con già due incroci in stagione: Lazio-Palermo 1-1 del 27 settembre (serie A) e Palermo-Reggina 4-1 del 26 novembre (Coppa Italia).

Attenzione a Bergamo. Se finisce come l’anno scorso da domenica prossima ci divertiamo. Speriamo solo di divorarci la Cassata. A qualcuno ieri sera il Caciocavallo è rimasto indigesto.

Letterina a Babbo Natale


Caro Babbo Natale,

è da tanto che non ti scrivo, quindi prima di tutto ti chiedo: come stai?

Quando ti scrivevo le letterine alla fine ti disegnavo sempre con una bandiera rossonera in mano, ricordi?  La fede non è cambiata, sono ancora Milanista. Tu lo stai seguendo il Milan? Bhè se così non fosse ti dico che quest’anno ci stiamo divertendo. Abbiamo avuto una partenza difficile, ma oggi non ci può lamentare, anzi ogni tanto ci divertiamo parecchio a vederlo giocare. Si vive alla giornata, senza grossi calcoli, quel che viene, viene. Però lo sai, a me piace vincere… Ed è per questo che ti scrivo, d’altronde non saprei a chi rivolgermi. Silvio è in altre faccende affacendato e Adriano in questo periodo le lettere è impegnato a scriverle, non a leggerle.

Ti chiedo per piacere di portarci un terzino, i nostri si stanno impegnando, ci mettono tanta buona volontà, ma manca ancora qualcosina. E poi ti chiedo un difensore centrale, ne abbiamo due fortissimi, ma un po’ fragili. E dietro loro c’è Kaladze, uno che tu non vorresti nemmeno come per farlo giocare nelle tue partitelle sulla neve, figuriamoci al Milan!

Se vuoi davvero essere gentile, allora potresti portarmi anche un bel centrocampista, uno completo che possa dare il cambio ai nostri. E poi un trequartista, duttile magari. Ronaldinho, Seedorf e Pato hanno bisogno di riposarsi ogni tanto, d’altronde tu lo fai quasi tutto l’anno…

Ti chiedo troppo? Forse sì, ma mi accontenterei anche se non arrivassero tutti. E se vuoi puoi riprenderti Gattuso. Sì è vero, come giocattolo è un po’ vecchiotto, si vede che è stato usato tanto, però so che in Inghilterra piacerebbe a molti.

Se non vuoi fare tanta fatica portaci direttamente la Champions, tranquillo, la tireremo fuori al momento opportuno, a maggio.

Come? Quella te la chiede sempre un certo simpatticco Massimo? E va beh, digli che sarà per l’anno prossimo, tanto lui lo sa che l’unico modo per vincerla è chiederla a te… Oppure portagli una bella Champions di cartone, sarebbe contento lo stesso, intanto noi ci divertiamo con quella vera.

Un saluto, aspetto fiducioso di trovare sotto l’albero i tuoi pacchi regalo. Ah, ho detto pacchi regalo, non pacchi e basta. Quelli dalli pure a Ciro, ormai è abituato.

Rassegna stampa – Seconda Parte

Un Didastro, poi un lampo di Pirlo e la prova della maturità di Pato, che fa piangere il Santiago Bernabeu con una doppietta. Il Milan vince in casa Real. Paga la scelta di Leonardo di schierare una formazione d’attacco: per un tempo le punte non sfondano, nelle ripresa, anche grazie agli errori del Real, c’è la metamorfosi e la grande vittoria dei rossoneri, che potrebbero aver svoltato nella stagione. Real Madrid raggiunto in classifica: i presunti galattici sopno un abbozzo di squadra, con giocatori fermi e pochissime idee offensive.

Gazzetta.it – 21 Ottobre 2009

Tutti ad abbracciare Dida. Vincere al Bentegodi è difficile come vincere al Bernabeu, forse di più. Il Milan vince con due gol di Nesta. Vince in rimonta contro un Chievo che gioca un primo tempo strepitoso, va subito in gol con Pinzi, frena e spezza ogni azione di un Milan che sembra stanco. Invece si scatena alla distanza, va a sbattere almeno tre volte contro le grandi parate di Sorrentino, ma ostinatamente preme. E alla fine abbraccia Dida, che evita il gol di Granoche (la sconfitta) un minuto prima del gol della vittoria. Milan quarto e Sud che avanza: Palermo, Bari, Napoli.  Mercoledì sapremo se l’ antiInter si chiama Samp o Juve, lo sapremo dopo lo scontro diretto a Torino che l’ Inter si godrà davanti alla tv.

Repubblica – 26 Ottobre 2009

La Juve fallisce l’obiettivo vittoria e lascia l’Olimpico a mani vuote. Il Napoli di Mazzarri firma una storica rimonta e dal 2-0 passa al 2-3 con cui espugna Torino e resta al settimo cielo, con il tecnico che conquista il decimo punto su dodici disponibili e firmando un’impresa che non accadeva da 21 anni.

Tuttosport – 31 Ottobre 2009

Dopo il Bordeaux, il Cagliari. Stesso risultato (2-0) e Juve che non riesce a rialzare la testa. Se in Champions la qualificazione è ancora in ballo (ma c’è da superare l’ostacolo Bayern Monaco), in campionato la situazione si mette decisamente in salita. I bianconeri scivolano a -8 dall’Inter, e dovranno tentare il tutto per tutto nello scontro diretto di Torino per arginare un’emorragia di punti che, altrimenti, rischia di diventare inarrestabile e non compromettere definitivamente la stagione. In serata, infatti, arriva anche il sorpasso del Milan che si piazza al secondo posto grazie al successo sul Catania.

Tuttosport – 29 Novembre 2009

Ragazzi, che spettacolo! Basta un tempo al Milan per avere la meglio sulla malcapitata Sampdoria nel primo anticipo della 15esima giornata di Serie A. I rossoneri hanno vinto 3-0 mettendo a segno le reti decisive nei primi 23? minuti e giocando una gara praticamente perfetta. Ronaldinho, Seedorf, Pato e Borriello sono i mattatori della serata, ma è a tutta la squadra (in primis a Leonardo) che vanno i complimenti. Niente da fare invece per i blucerchiati, sempre più in crisi si risultati

Sportevai.it – 5 Dicembre 2009

Siamo felici di aver raggiunto gli ottavi. Non ci siamo qualificati con i 3 punti, ma comunque ci siamo riusciti.

Ronaldinho – 9 Dicembre 2009

Cinquanta milioni per due brasiliani che hanno fatto flop. E lascia­mo da parte Amauri, brasiliano pure lui, che è costato altri 25 milioni: troppi almeno per quello che si è visto sinora. Ma torniamo a Diego e a Felipe Melo che avreb­bero dovuto raf­forzare la Juve. Il valore dei due sudamericani non si discute: Diego è stato un fenomeno in Germania, mentre Felipe Melo, oltre al­lo splendido campionato disputato a Fi­renze, è sempre titolare nel Brasile di Dunga. Giocatori eccellenti allora, ma forse non erano quelli che servivano al­la Juve. Oppure Ferrara non è stato in grado di utilizzarli in modo corretto. Il che in pratica significa che per adesso i due brasiliani sono da considerare co­me acquisti sbagliati.

Corriere dello Sport – 10 Dicembre 2009

Rassegna Stampa – Prima parte

Primi a piazzare il grande colpo e primi a voler varare il nuovo corso. La Juve ha fretta di archiviare la stagione e, a campionato in corso, ha già ufficializzato ed arruolato l'uomo che dovrà aiutare la squadra a colmare il gap con i campioni d'Italia dell'Inter e riconquistare i piani nobili dell'Europa.
La Stampa – 27 Maggio 2009

Ferrara, Parte la sfida all'Inter, con Diego, Melo e Forse Grosso
La Repubblica – 5 Luglio 2009

Felipe Melo, 26 anni appena compiuti, dovrà allora essere il giocatore del grande balzo verso l’Inter, come chiesto dall’ultimo cda juventino, o come impone l’esborso, addirittura più gravoso di quello fatto per il connazionale Diego, la stella designata.
La Stampa – 8 Luglio 2009

L'Eurojuve si allinea. Dentro le ambizioni, fuori dai dubbi. Dal centrocampo in su (ma Cannavaro&C. hanno una voglia matta di confutare chi non ritiene il reparto difensivo all’altezza dei migliori) vale le big del continente. Sulla carta, gra­zie agli innesti verdeoro di Diego e Felipe Melo, il salto di qualità è naturale, inevita­bile, voluto. Perché quei due, i brasiliani di livello mon­diale, si aggiungono a un bel pacchetto consolidato nel do­po serie B. In ordine sparso: Sissoko, Marchisio, Camora­nesi, Zanetti, Tiago. E voglia­mo mettere l’attacco con i Fantastici 4? Amauri a set­tembre sarà italiano e maga­ri anche subito azzurro, Ia­quinta è un nazionale ap­provato, Trezeguet se anche resta con il muso lungo è mi­ster gol per natura e Del Pie­ro si spiega da solo. Insom­ma, Juve a forza dirompente, con il piglio d’acciaio e le ri­sorse per imporre gioco e rit­mo, così come vogliono la me­todologia del nuovo prepara­tore Massimo Neri e i detta­mi del tecnico senza paura Ciro Ferrara. E migliorarsi, per chi negli ultimi anni ha frequentato il podio tricolore, vuol dire scudetto e Cham­pions verso i lidi di maggio.
Tuttosport – 12 Luglio 2009

È già la Juventus di Diego. Quella che vince all'Olimpico contro una Roma tonica, che ha risposto colpo su colpo. Ma non è bastato neanche un favoloso gol di De Rossi per rispondere alla doppietta di Diego e alla rete nel recupero di Felipe Melo. La Juve in campionato vince ancora, stavolta 3-1, e con una prova di forza. Replicando così a quella dell'Inter, nel derby. E rimanendo prima in classifica, davanti ai nerazzurri. La Roma aveva perso solo una delle ultime 21 gare interne: proprio contro la Juve nella scorsa stagione.
Gazzetta – 30 Agosto 2009

La media del Milan è da piena zona retrocessione, perché sinceramente non mi va di 'dimenticare' (come imposto dalla dirigenza) i disastrosi risultati del campionato: evitando, per amor di patria, di accomunare ai ko sul campo anche quelli ai rigori, e sforzandomi contro voglia di aggiungere la vittoria sul Varese (Lega Pro, Seconda Divizione), in totale il Milan in questa prima parte di stagione ha affrontato 12 impegni ufficiali, con appena 2 vittorie (Varese, appunto, e Siena), 5 pareggi e 5 sconfitte.
Massimo Bordignon – 13 Settembre 2009

Il pareggio del Milan a Bergamo in 11 contro 10 e la prima sconfitta a Palermo della Juventus firmata Ciro Ferrara fanno preoccupare i tifosi rossoneri e bianconeri.
Gli uomini di Leonardo sono sprofondati al 10° posto, segnando finora la miseria di 4 gol, solo l'Atalanta ultima ha fatto peggio. La battuta d'arresto casalinga in Champions League con lo Zurigo aggiunge inquietanti ombre sul valore del gruppo privato del suo astro più splendente, Kakà. In questo scenario il primo che potrebbe pagare è l'allenatore, ma la mossa – al di là dell'ipotizzabile scossa – non sembra certo la soluzione ai mali del Milan.

Tuttomercatoweb – 6 Ottobre 2009

Champions League, Pellegrini affonda "Voglio una goleada!"
Il tecnico del Real Madrid scalda il Match con il Milan. Per AS i rossoneri sono "una squadra in decadenza"

Eurosport – 21 Ottobre 2009


Alle 15.00 la seconda parte

Torniamo a noi

                   

Ebbene, dopo esserci concessi una giornata di gufaggio, fallita ahimè miseramente (ma ci rifaremo più avanti) torniamo a concentrarci sul nostro Milan e sull'eredità che la partita di martedì ci ha lasciato.
Siamo agli ottavi, siamo passati come secondi, in pratica abbiamo rispettato le previsioni fatte al momento del sorteggio; ciò non toglie che questo girone ha lasciato un po' di amaro in bocca. Non abbiamo mai vinto in casa e abbiamo ottenuto solo un punto su sei con il modesto Zurigo. Peccato, il primo posto non era un'utopia, ora presumibilmente ci toccherà affrontare un big. Non mi spaventa, prima o poi ti tocca… Mi preoccupa di più dover giocare il ritorno fuori casa. In certe serate San Siro da un contributo importante, ma tant'è.

Veniamo a quanto ha detto la partita, ben più di quanto ci si potesse aspettare. Innanzitutto è arrivata la conferma di quanto pensato dopo Catania e cioè che il modulo 4-2-fantasia (come ribattezzato dallo Zio Fester) funziona alla grande quando riusciamo ad imporci da subito. Se sono gli avversari ad attaccarci andiamo in difficoltà: i reparti si allungano terribilmente, a centrocampo si va in apnea e diventa difficile risistemarsi. E quindi? Che fare? Cambiamo modulo? No, perchè non possiamo dimenticare i risultati che ha prodotto, però ci vorrebbe più elasiticità mentale da parte di Leo. Ad esempio abbassare Seedorf sulla linea di Pirlo e Ambro e tenere più bloccati i terzini.

In secundis abbiamo capito che Leonardo non conosce la parola turn-over. Schierare dall'inizio quattro giocatori non al 100% è un rischio elevato, pagato caramente con l'infortunio di Thiago Silva. Ok, la rosa è corta, non ci sono molte riserve e ancora meno sono quelle all'altezza, ma mi chiedo se Flamini non potesse giocare al posto di Ambro. Sì, poteva. Idem per Kaladze, meglio vederlo per una partita sola che rischiare di avercelo titolare a lungo (e meno male che c'è la sosta per recuperare Thiago Silva, altrimenti era un guaio ancor più grande).
In sintesi rimprovero al nostro allenatore uno scarso utilizzo di tutte le risorse a sua disposizione e penso ad Antonini riscoperto solo dopo l'infortunio di Oddo o a Huntelaar.
E' vero che la panchina non abbonda, ma nei ruoli in cui ci sono delle alternative Leonardo deve fare maggior turn-over. E al resto deve pensarci la società da gennaio. Altrimenti si rischia che qualche infortunio possa costarci molto caro.

Grazie lo stesso

Sarà per la prossima volta…

(mazza che pipponi…)

Riepilogando:

Gruppo A: Bordeaux, Bayern Monaco

Gruppo B: Manchester United, CSKA Mosca

Gruppo C: Real Madrid, MILAN

Gruppo D: Chelsea, Porto

Gruppo E: Fiorentina, Lione

Gruppo F: Barcellona, ***

Gruppo G: Siviglia, Stoccarda

Gruppo H: Arsenal, Olympiacos

Ragazzi aiutatemi… non trovo la Juventus…

Tutti col Rubin

FORZA RAGAZZI

REGALATECI UN SOGNO

Figura da Cioccolatai

Rimane solo questo della partita di oggi. Leonardo che guarda lo Zurigo giocare contro di noi come se fosse il Barcellona e non ci capisce una sega. Quando la squadra non gioca da sola emergono sempre le carenze tattiche di questo allenatore. La partita alla fine si è rivelata inutile. E se non era per l’impresa di Madrid a quest’ora eravamo a casa. La partita alla fine si rivela inutile, visto che come era ampiamente prevedibile il Real espugna Marsiglia. Ci qualifichiamo giustamente e ci qualifichiamo giustamente come secondi. Ora agli ottavi affronteremo lo United (fidatevi non li canno mai i sorteggi). Questo Milan in Champions non va da nessuna parte. Da qui a Febbraio ci vuole una strigliata. E non mi bastano i risultati in campionato. Non siamo l’Inter. Prima la coppa. Questa non è una qualificazione da Milan. E’ una qualificazione da Inter. Una cosa positiva: anche vincendo non sarebbe cambiato nulla.
Arbitraggio indecente, non è possibile che ogni volta l’arbitro aspettasse il guardalinee che gli dicesse cosa fischiare. Il loro gol arriva su calcio piazzato. Dida si fa fregare sul suo palo, e pensare che qualcuno vuole rinnovargli il contratto. Ridateci camerata Abbiati. Nel secondo tempo decidiamo di giocare a calcio. Ma è troppo tardi. Soffriamo terribilmente le squadre che si chiudono. La conferma dopo Catania. Questo modulo con quelle squadre non va bene. In un minuto cambia tutto. Real che torna in vantaggio e pari di Dinho che ci fa tirare il fiato. Milan agli ottavi. Come secondo. Da qui a Febbraio c’è molto da lavorare. Ovviamente il fatto che le prossime partite di Champions le giocheremo con squadre che se la giocano fa ben sperare.
Ma un pensiero a chi sta peggio di noi. Grazie Van Gaal. E tanti saluti a Diego Maradona e Ferrara spettacolo. Era dal 2004 con l’Inter che una delle tre big italiane non usciva ai gironi.

V come Vendetta

Sono passati quasi 70 giorni da quella maledetta partita, ma sembra già un’altra annata. Milan 0. Zurigo 1. Leonardo dopo quella partita pensò alle dimissioni. Galliani lo invitò a rimanere al suo posto. Tifosi che parlano di squadra da retrocessione, da rifondare. Chissà che Milan sarebbe stato. Nella vita non si può tornare indietro. Perchè dopo quella partita, di fatto, non abbiamo più perso. E’ stata la terza sconfitta della stagione, ma anche l’ultima contro le 4 della presunta “corazzata” (sperando che diventino 5 da mercoledì). Da lì è ripartita un’altra Champions, una Champions molto diversa da quella a cui eravamo abituati. E’ la seconda volta che arriviamo a giocarci la qualificazione all’ultima giornata, dopo quel Milan – Schalke 04 della stagione 2005/06, sempre che di giocarsi la qualificazione si parla: per andare a casa infatti ci sono solamente 2 combinazioni su 9, le più improbabili, ovvero una non vittoria nostra e la vittoria del Marsiglia con il Real Madrid. Sembra tutto già scritto, Real Madrid vincente, Milan secondo, Marsiglia in Europa League ma mai dire mai. La fortuna a volte quello che ti prende (i 3 punti casalinghi con Zurigo e Real Madrid (anche se lì sono più errori arbitrali che sfortuna)) prima o poi te lo ridà. E allora chissà che il Marsiglia non riesca a imporre il pari alla casablanca e ridarci il primo posto che meriteremmo.
Che partita sarà domani? Al 90% una partita inutile per la qualificazione. Al 99% una partita come Catania – Milan. Una sola delle due vorrà giocare a calcio, l’altra tenterà di distruggere quanto creato e di portare a casa un pari che non serve a nulla, hanno persino definito questa la “partita della vita” quando sono già quarti. Tranquilli ragazzi, si parla di prestigio, evidentemente non siamo l’Inter…
Cosa fare domani sera? Sfogarsi. Come contro la Samp. Anzi di più. Senza fermarsi, finchè gli svizzeri non imploreranno pietà. Ne abbiamo la facoltà per chiudere questo stramaledetto cerchio. E poi aspettiamo che il miracolo avvenga a Marsiglia. Del secondo posto non so cosa farmene.

P.s. Dimenticavo di dare il benvenuto al nuovo utente. Benvenuto elby. Uno di noi.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI ZURIGO-MILAN

ZURIGO (4-4-1-1) : Leoni, Lampi, Barmettler, Tihinen, Koch, Vonlanthen, Gajic, Aegerter, Djuric, Margairaz, Alphonse. (Guatelli, Rochat, Buchel, Stucki, Schonbachler, Mehmedi, Nikci). All. Challandes.

MILAN (4-2-1-3): Dida, Antonini, Nesta, Thiago Silva, Abate, Pirlo, Ambrosini, Seedorf, Pato, Borriello, Ronaldinho. (Storari, Kaladze, Jankulovski, Pasini, Flamini, Huntelaar, Inzaghi). All. Leonardo.


L’angolo dei pronostici

Juventus – Bayern Monaco X 3.20
Maccabi Haifa – Bordeaux 2 2.80
Besiktas – CSKA Mosca 2 2.75
Zurigo – Milan 2 1.32
Marsiglia – Real Madrid 2 2.15
Chelsea – APOEL 1 1.30

Con 3 Euro se ne vincono 272

Quando il fair play è di troppo…

I fatti più o meno sono conosciuti. Durante Ascoli-Reggina la squadra di casa si porta in vataggio segnando con un avversario a terra, i difensori della Reggina si fermano, Sommese prosegue e i bianconeri vanno in vantaggio.
Ne segue una rissa, ovviamente. Succede poi che Bepi Pillon, tecnico ascolano con un passato in amaranto, ordina ai suoi giocatori di lasciar segnare la Reggina. Bene, bel gesto verrebbe da pensare, no? Piuttosto che trasformare la partita in una caccia all’uomo meglio concedere il pareggio e ripartire da capo. E così è: la partita prosegue e gli ospiti si impongono per tre reti a una.
Nel dopo-partita i tifosi ascolani contestano duramente  squadra, capitano e (soprattutto) allenatore. Quello che sembrava un gesto di puro fair play diventa il più miserabile dei crimini, per Pillon nessun applauso, solo critiche e non solo dai tifosi, ma pure dal suo presidente Roberto Benigni (no non quello, un altro) che ha dichiarato: “Il fair play è importante, ma di quello che succede nel tennis o nel rugby non m’interessa. E poi certe cose si possono fare sui campetti degli amatori, non in Serie B”.
In pratica: fair play sì, ma solo a parole. E la vicenda surreale non si esaurisce qui. Lo stesso presidente sta pensando di esonerare il suo tecnico ed è notizia d’oggi che la Figc aprirà un’inchiesta (qui la notizia).

Insomma a parer mio una situazione che poteva portare un esempio positivo per il calcio italiano si sta trasformando in qualcosa di vergognoso, tutti bravi a riempirsi la bocca di bei paroloni, ma se poi sono gli stessi presidenti a rifiutare il gioco corretto, imponendo quindi di non rispettarlo alla squadra, di cosa parliamo a fare?
Teniamoci  le nostre risse, i nostri complotti, le nostre furbate. Ed evitiamo di scandalizzarci per il gol di Henry…così, per coerenza.

C’era una volta…

C’era un volta un allenatore incapace, un esordiente catapultato in una dimensione più grande di lui,  spaesato, insicuro, confuso. Oggi su quella stessa panchina c’è un Allenatore con la A maiuscola, addirittura un mago per alcuni.
C’era una volta un Ronaldinho finito, uno che i numeri li faceva fuori dal campo. Oggi c’è una macchina da assist, otto in campionato, un giocatore tornato su livelli importanti, fondamentalmente utile e concreto, ma a tratti terribilmente spettacolare.
C’era una volta un Borriello sempre rotto, un mister X in attacco, uno che non segnava mai, anche se in questo caso mi chiamo fuori perchè ho sempre creduto in lui.  Ora c’è uno che segna e fa segnare, uno a cui non si può rinunciare mai.
C’era una volta, anzi non c’erano una volta dei terzini degni di tale nome. Ora ne abbiamo due, tre, quattro se Antonini confermerà le ottime prove con Parma, Catania e Samp.
C’era una volta un Seedorf inutile, vecchio e irritante. Oggi c’è il miglior Seedorf degli ultimi tre anni, ieri ha fatto una delle migliori partite in Rossonero, una di quelle che te lo fanno odiare come pochi quando invece lo vedi passeggiare.
C’era una volta una squadra allo sbando, u na squadra che per molti era da zona retrocessione. Oggi si pensa, si sussurra la parola Scudetto e in molti casi sono gli stessi che prevedevano una stagione nella seconda metà delle classifica ad ambire al tricolore.

Dobbiamo avere tutti più equilibrio. Io non credo minimamente allo scudetto, difficile tenere per altri cinque mesi questo ritmo. E la rosa rimane corta; non ci sono sostituti all’altezza di tre trequartisti nè dei due centrali nel caso dovessero mancare a lungo. Peraltro il portiere è Dida, vatti a fidare…
Mi andrebbe benissimo giocarci il secondo posto con la Juve, che sono certo che con i rientri al 100% di Sissoko e Marchisio (troppo importanti per loro) tornerà a far bene.

Ho sempre detto che se devo sognare, ma con moderazione, preferisco pensare alla… vabbè ci siamo capiti, per scaramanzia non vado oltre, non sia mai che martedì sera succeda il fattaccio.
Ma di questo ne parleremo più avanti.