Partita rinviata per neve

Ripartire da Firenze

E’ l’ultimo esame prima della sosta, sotto la neve, a Firenze ormai c’è aria di casa, 300 chiometri da qui. L’anno scorso fu l’ultima di Maldini, di Ancelotti, di Kakà, quel Milan che non c’è più e da cui dobbiamo liberarci per costruirne un altro ancora più vincente. Le potenzialità ci sono tutte. E’ una sfida chiave, vincere per cacciare ancora dietro i Viola e per passare un buon natale al secondo posto in attesa della gara col Genoa e del derby d’Italia del 10 Gennaio contro la Juve e per tenerci lì, a un tiro di schioppo da una capolista che non sta passando un momento sereno e che a Febbraio sarà costretta di nuovo a convincere l’opinione pubblica che il loro obiettivo stagionale era lo scudetto che è più importante della Champions League. Se Atene piange Sparta per ora non ride. Formazione contro il Palermo da confermare, a mio parere è stata una partita sfortunata ma firmo subito se questa formazione garantisce una sola sconfitta ogni 15 gare come è stato. Come al solito dopo l’ultima sconfitta ci hanno sparato dietro di tutto, ansiosi di distruggere questa bella realtà che è il Milan. Ma per una volta Leonardo è stato bravo a difendere il gruppo, ieri, in conferenza stampa, replicando a tono a Franco Ordine, il servo del Padrone. Motivo in più per cui oggi non può fallire. Dovesse farlo sarà massacrato.

Arbitra Rizzoli, i precedenti non sono esaltanti: il derby e la partita di Napoli. Sento puzza di bruciato. Chissà che la prima squadra più favorita dagli arbitri in Italia non abbia spinto per favorire anche la seconda. L’ultimo precedente prima di natale fu quel 5-1 casalingo contro l’Udinese. Basterebbe un 1-0 anche di mano. Per rivedere poi il Milan dopo natale e probabilmente non rivedere più la Fiorentina.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI FIORENTINA – MILAN

Sabato Calcio - Fiorentina-Milan e Estudiantes-Barcellona (SKY, Premium, Dahlia)FIORENTINA (4-2-3-1): 1 Frey , 29 De Silvestri , 3 Dainelli , 2 Kroldrup , 23 Pasqual , 18 Montolivo , 4 Donadel , 24 Santana , 10 Mutu , 6 Vargas , 11 Gilardino (35 Avramov , 25 Comotto , 14 Natali , 20 Jorgensen , 19 Gobbi , 21 Babacar , 9 Castillo) All. Prandelli

Sabato Calcio - Fiorentina-Milan e Estudiantes-Barcellona (SKY, Premium, Dahlia)MILAN (4-2-1-3): 1 Dida , 15 Zambrotta , 13 Nesta , 4 Kaladze , 77 Antonini , 21 Pirlo , 23 Ambrosini , 10 Seedorf , 7 Pato , 22 Borriello , 80 Ronaldinho (30 Storari , 18 Jankulovski , 20 Abate , 8 Gattuso , 16 Flamini , 9 Inzaghi , 11 Huntelaar) Riserva non giocatore. Leonardo All. Tassotti.

Non è ancora Natale…

                                                             YES, WE CAN!
                       
                               

Ma prima: YES, WEEK-END!
Occhio alla Fiorentina, dobbiamo conservare assolutamente il secondo posto. Tra i festeggiamenti per il compleanno numero 110, le voci di mercato e i sorteggi di Champions League si rischia di sottovalutare una partita importantissima. Tradizionalmente soffriamo l'ultima prima della sosta, forse un impegno così delicato può aiutarci a rimanere concentrati.

Rovinare quello che di buono abbiamo fatto fin qui sarebbe un grosso peccato.

Una giornata particolare

Da ieri nel centro di Milano è aperta una mostra che ripercorre i nostri 110 anni di vita, lo sapevate? Bhè se non lo sapevate ve lo dico io adesso. Stamattina sono andato con un amico a visitarla, chissenefrega se in teoria avrei dovuto essere a scuola.

Sfidando così un freddo quasi polare, verso le dieci eravamo davanti al Palazzo Bagatti Valsecchi. Abbiamo dovuto aspettare qualche minuto, sempre al freddo, ma devo dire che ne è valsa la pena.

La mostra non è enorme, ci son delle salette dedicate alle foto, all’esposizione di magliette e scarpini storici, monitor su cui sono proiettate le immagini delle partite e dei giocatori che hanno fatto la nostra storia.

Fin qui nulla di speciale, con tutti i gadget che ho a casa avrei potuto farla io una mostra.

Ma ecco due sale, due sale che pochi altri possono permettersi di allestire. Sulla sinistra c’è la sala dei palloni d’oro, da Kakà a Sheva, da Gullit a Van Basten, passando per quello di Rivera che però non c’era. Solo la didascalia, ma niente trofeo, “non si trova” mi è stato detto. E’ uno spettacolo vederli da così vicino, a pochi centimetri, senza barriere. Un misto tra la voglia di alzarlo (non credo si possa, ma dato che non c’era nessuno penso che lo steward mi avrebbe concesso quantomeno di toccarlo) e il timore di toccare ciò che appartiene a dei mostri sacri.

Questa sala comunica con quella dei grandi trofei internazionali, quelli nazionali sono mischiati agli altri oggetti, non hanno un posto tutto loro. Le Champions, le Coppe Intercontinentali, il trofeo del Torneo dell’Amicizia. Tutto lì, ancora a pochi centimetri, stavolta c’è una cordoncino rosso che tiene a distanza. Il tutto attorniato dalle foto delle finali, dalle magliette e quant altro. Uno spettacolo.

La sala delle Coppe. Qui, l’ultima Champions, alla destra di Ambro c’è un mobile col trofeo del Mondiale per Club

Tutto quello che ha fatto la storia lo trovate lì, in quei pochi metri quadrati. Gli scarpini usati da Kakà nell’ultima partita al Milan, la fascia di Maldini accanto a quella di Ambro, la maglia di Paolino, quella di Baresi, di Inzaghi, di Savicevic, di Albertini. E centinaia di foto, di libri, statue, statuine, statuette e chissà quante cose tralascio…insomma, c’è di tutto!

Non manca il libro delle firme, così come non manca una colonna sonora da brividi.

Non trovo le parole giuste per descrivere, semplicemente lì c’è la Nostra Storia. E dato che avete presente la Nostra Storia, vi lascio immaginare quante emozioni…

Da pelle d’oca.

Guida TV

Ore 12.00, RaiTre, Mediaset Premium e Sky Sport 1: Sorteggio Champions League

Buona visione a tutti

Ore 12.00, Canale 5: Forum

Buona visione agli Juventini

Due anni dopo…

Due anni fa Paolo Maldini alzava al cielo di Yokohama l’ultimo trofeo della sua meravigliosa carriera, l’ultimo trofeo del nostro Milan.

E’ cambiato tantissimo. Sono venute meno tre colonne di quel Milan: Paolino, Carletto e Kakà. Quel Milan era tutto o quasi affidato al genio del brasiliano, negli ultimi anni Carletto si è trovato  a guidare una barca che già sapeva dove andare e cosa fare. Il suo compito era ormai diventato quello di dare sempre motivazioni ai marinai, tenere unito il gruppo anche nei momenti in cui il mare si faceva più grosso. Ci ha condotti in porto Carletto, siamo giunti a destinazione e lui ha salutato ed è andato via.

Chissà, probabilmente voleva tornare indietro di qualche anno, metterci del suo in acque sconosciute laddove possa far valere tutte le qualità di grandissimo timoniere, non solo quella del buon padre.

Due anni fa si concludeva un ciclo, oggi vogliamo aprirne un altro. Abbiamo un nuovo timoniere, giovane, coraggioso. I marinai non sono cambiati di molto, ma sanno che oggi contano tutti allo stesso modo non ci si può più nascondere, tutti devono dare il loro meglio.

Per quanto mi riguarda ho una voglia matta di tornare a vincere. Non saremo fortissimi, ma non sempre vince il più forte. Io credo nell’happy ending, o meglio, voglio crederci.

Mi piace la presunzione di puntare in alto, di ambire alla Champions nonostante tutto e tutti. Poi sarà quel che sarà, ma non mi va di nascondermi.

Voglio la Champions, quantomeno voglio credere di poterla alzare al cielo di Madrid. Tre anni dopo Atene, due anni e mezzo dopo Yokohama, un anno dopo la nascita del nuovo Milan, quello in cui tutti devono remare insieme. Tutti.

L’ora delle decisioni irrevocabili

Ci siamo. Assago, Mediolanum Forum. 20:30 del 17 Dicembre 2009. Se Milano vuol proseguire la sua avventura in Eurolega e confermarsi tra le prime 16 squadre d’Europa deve passare da qui. L’avversario si chiama Prokom, avversario dal quale siamo stati sconfitti di 5 punti in Polonia e che nel turno precedente è riuscito a cogliere due punti insperati battendo il Real Madrid. Domani è una partita da vincere assolutamente. Possibilmente anche di 6 punti in modo da ribaltare lo scontro diretto. Vincere per continuare a sperare, da favoriti, nelle top 16. In caso di sconfitta invece la sentenza sarebbe irrevocabile. A casa.

Piero Bucchi: “E’ una partita importantissima, praticamente uno spareggio. Mancano ancora tre partite alla fine della regular season, è vero, però una vittoria, cercando magari di ribaltare anche la differenza canestri, sarebbe davvero importante in chiave qualificazione alle Top16. Provare a vincere è doveroso e siamo pronti ad affrontare questa gara con il giusto piglio e la giusta carica. Il Prokom è una buona squadra, come dimostrato più volte fin qui in questa Euroleague, una squadra esperta a questo livello. Stiamo giocando bene nelle ultime settimane, migliorando gara dopo gara. In Italia abbiamo vinto sei partite consecutive, ma anche in Europa stiamo andando nella giusta direzione: oltre alla vittoria in casa con Oldenburg della scorsa settimana, abbiamo dimostrato di poter giocare buone partite anche recentemente nella gara di Madrid o, a tratti, in quella di Atene contro il Panathinaikos. Difesa e controllo del tabellone, soprattutto quello difensivo, penso possano essere le chiavi della gara contro la formazione polacca, una squadra in crescita come evidenziato dalla grande vittoria che hanno conquistato la scorsa settimana davanti ai propri tifosi contro il Real Madrid. Noi comunque ci siamo e siamo pronti a giocare la nostra gara”.

Sotto canestro dovrebbe essere confermato Petravicius, che pare aver completamente recuperato dopo l’infortunio, in quintetto base tiene banco il solito ballottaggio Hall / Mancinelli con l’Italiano favorito in partenza, completano il quadro Finley in regia. Da definire ancora se si partirà col doppio playmaker insieme al Bullo o se partirà Mordente dal 1′.

RADIO,TV E INTERNET

Diretta televisiva su SportItalia a partire dalle ore 20.25. Diretta radiofonica su Radio Hinterland a partire dalle ore 20.25 (94.6FM – www.radiohinterland.com e www.olimpiamilano.com).

ARBITRI

Gli arbitri della gara contro l’Asseco Prokom Gdynia saranno i signori Sasa Pukl (Slovenia), Juan Carlos Garcia Gonzalez (Spagna), Robert Vyklicky (Repubblica Ceca).

I PRECEDENTI

Sono 5 i precedenti nella storia tra Olimpia Milano e Prokom Gdynia con la formazione polacca in vantaggio con 4 vittorie contro una sola della squadra milanese. L’unica vittoria Olimpia risale alla prima giornata di andata delle Top16 della passata stagione quando i biancorossi passarono a Gdynia 62-60. A Milano, l’Olimpia non ha mai vinto contro il Prokom, collezionando invece due sconfitte su altrettante gare giocate.

110 anni e non sentirli

Finalmente! Dopo tanti tentativi infruttuosi, finalmente anche la sportiva Milano avrà una società pel giuoco del football. Per ora sebbene non ci si possa dilungare d'avvantaggio, possiamo però di già accertare che i soci toccano la cinquantina e che le domande di ammissione sono copiosissime. Lo scopo di questa nuova società sportiva è quello nobilissimo di formare una squadra milanese per concorrere alla Coppa Italiana della prossima primavera. All'uopo, la presidenza ha già fatto pratiche ed ottenuto per gli allenamenti il vasto locale del Trotter. Animo dunque, o giovani milanesi, e cercate di conquistare anche in questo ramo di sport quel nome che già conquistaste nel ciclismo, nella ginnastica e nel canottaggio…
E' una sera fredda d'Inverno nella Fiaschetteria Toscana di via Berchet. Alfred Edwards e Herbert Kilpin stanno per cambiare la storia del calcio mondiale. Stanno per fondare quello che ad oggi è il club più titolato al mondo. La storia è nota, il Milan prende subito il possesso del calcio continentale con tre scudetti nei primi 10 anni di vita, è la seconda squadra a vincere il massimo titolo continentale dopo il Genoa. Nel frattempo nasce il nostro stadio, San Siro. Il resto lo conosciamo tutti. Sono storie di decenni più o meno vincenti. Fino ad oggi. Il risultato è questo:
(Per semplicità mancano 17 scudetti, 5 coppe Italia e 5 Supercoppe Italiane)
 
Agli altri le briciole. La soddisfazione di "non aver partecipato" o quella di essere convinti di essere "la squadra di prestigio di Milano", perennemente sottomessi sul campo con i risultati e fuori dal campo con lo stile. Agli altri non resta solo che continuare a invidiarci. Questo è il Milan. E' quella squadra che quando tutti danno per morta ti alza la coppa in faccia. L'orgoglio Italiano in Europa e nel Mondo.

Domani sogneremo altri traguardi, inventeremo altre sfide. Cercheremo altre vittorie che valgano a realizzare ciò che di buono, di forte, di vero c'è in noi, in tutti noi che abbiamo avuto questa ventura di intrecciare la nostra vita ad un sogno che si chiama Milan.

Milano siamo solo noi. Buon compleanno a tutti.

La sconfitta dello Zio Fester

Niente Inghilterra, niente Germania, nè Spagna o Uzbekistan (sì, era uscita una voce…). Gattuso rinnova fino al 2012.

E’ una vicenda paradossale, a tratti assurda. Rino gioca (male) le prime gare della stagione, poi si infortuna; qualche settimana fa alza la voce, pretende più spazio, minaccia l’addio. Ma come fai a pretendere di giocare se ancora non sei pronto? Mistero.

Non mi erano chiare le reali intenzioni di Gattuso, ma se ha deciso di rinnovare credo che abbia ottenuto ciò che voleva, e cioè anche delle garanzie sul posto in squadra,

Ha vinto Rino dunque, ma ha perso Adriano soprattutto. Con tanti saluti al progetto under-23 che necessariamente sarebbe dovuto passare anche la cessione di qualche over-30. Con tanti saluti al bilancio perchè il nostro numero 8 continuerà a guadagnare non poco.

Parliamoci chiaro: il contributo che dà oggi Ringhio al Milan lo potrebbero dare tanti altri, più giovani e meno costosi. Ma tant’è, il prossimo passo saranno i rinnovi a Pirlo, Inzaghi e pure Dida, giusto Adrianone?

Ah, sia chiaro…Rino ha perso molti punti, ora deve riconquistarseli.

Questione di modulo

“Il problema è che in questo modulo abbiamo tre attaccanti e ne può giocare uno solo. All’interno di un campionato ci possono anche essere delle situazioni in cui si può cambiare in cor­sa. Non è che possiamo restare fermi su uno schema di gioco o su un modu­lo” (Massimo Ambrosini)

Parole che lasciano un po’ così. Una critica a Leo, una critica decisamente diretta, senza giri di parole. Ieri il 4-2-3-1 era un modulo fantastico, bellissimo e divertentissimo, addirittura l’unico modulo adottabile con questi giocatori.

Oggi non è più così unico, forse ha già stufato, forse piace solo a pochi questo squilibrio tattico (Ronaldinho e Seedorf), fatto sta che il Capitano ha parlato chiaro.

Fondamentalmente concordo con Massimo e l’ho già scritto. Ci sono momenti in cui dobbiamo mantenerci più corti e ordinati, non si può vincere sempre con questa spregiudicatezza. Rimango un po’ perplesso per i tempi. Voglio dire, si sapeva che giocando così prima o poi sarebbe arrivata una sconfitta, proprio come quella di ieri.

Ci è andata male, non ne è entrata una e intanto dietro abbiamo concesso tantissimo, come da DNA del modulo. Se giochi con un modulo più ordinato, concedi meno e il giorno in cui ti gira male,  è più facile che finisca zero a zero.

Eppure c’è voluta una sconfitta per far tornar di moda certi argomenti.

Credo che il messaggio sia arrivato forte e chiaro a Leonardo, ora toccherà a lui fare delle scelte, ha già dimostrato di avere carattere per farlo, anche se questa volta è più delicata la situazione. Il 4-2-fantasia è tutto suo (non nel senso che l’ha creato), serve la sua umiltà nel cambiare di tanto in tanto, mettendo da parte l’orgoglio. Sono sicuro che può farlo, così come sono sicuro che questo modulo non vada però accantonato, semplicemente vorrei una squadra che sappia cambiar pelle più volte durante una partita.
UPDATE 17.30:

L’ A.C. Milan comunica che il calciatore Rino Gattuso ha rinnovato il contratto con la società rossonera fino al 30 Giugno 2012.

Senza parole.

Deja-vu

Un film già visto la partita di oggi. Per certi versi è stata simile alla gara col Cagliari, abbiamo lasciato tante occasioni agli avversari, ma è anche vero che ogni ripartenza si concludeva con qualcosa di interessante, generalmente cross di un ispirato Ronaldinho. La differenza sono i gol che nel primo tempo non sono arrivati. L’assenza di Pato, assenza giustificata per la quale non recrimino nulla a Leonardo, si è sentita parecchio in area di rigore.

Mi è sembrato però di rivivere una delle tante partite di questi ultimi anni in cui alla fine ci siamo mangiati le mani. Oggi era l’occasione per chiudere definitivamente il discorso secondo-posto prima della sosta, indipendentemente dal risultato della prossima difficile trasferta a Firenze. E perchè no, rosicchiare altri due punti all’Inter.Lo so che adesso arriveranno le critiche, Leo tornerà ad essere un incapace, il modulo un abominio, la squadra un’accozzaglia di pippe…è così che funziona. La verità è che se dicessi che oggi la squadra non mi è piaciuta direi una bugia, mi è piaciuta molto meno a Zurigo o Catania. Abbiamo fatto il nostro solito gioco, stavolta gli episodi ci hanno dato contro. Sono i rischi del mestiere, i rischi di un modulo molto offensivo, penso che oggi non si sia scoperto nulla di nuovo, o no? Però è il modulo che ci ha portati fin qui, che ci ha fatti esaltare con Samp e Cagliari, dobbiamo analizzare il tutto. E anche qui, nulla da recriminare.

E’ vero che non perdevamo da fine settembre, è vero che il Palermo è una buona squadra, è vero che una giornata storta ci sta. E’ vero però che la sconfitta di oggi fa male.

Niente drammi però, testa bassa e lavoriamo per Firenze, trasferta difficilissima, ma abbiamo già dimostrato di poter vincere lì.

Tra Caciocavalli e Cassate

Ci sono partite che confermano le tue certezze e partite che ti fanno crollare il mondo addosso. La Juve ha fatto la sua quarta sconfitta nelle ultime 5 gare. Quando spendi 25 milioni per vedere il nuovo campione tirare un rigore così, allora forse è meglio essersi tenuti i soldi. Lo è stata anche Zurigo, per il Milan, dopo il 3-0 contro la Sampdoria. Si presenta oggi un Milan conscio che comunque vada alle 22.45 di stasera sarà comunque secondo in classifica. E’ il momento di capire chi siamo, se possiamo in qualche modo puntare in alto oppure se possiamo ritenerci soddisfatti di questa situazione di classifica. Per la prima volta si vede un Leonardo un po nervoso dopo la conferenza stampa: Io con Carlo sono molto amico, lo sento spesso, ma ci sono differenze nel nostro modo di lavorare. Se c’è una cosa a cui va dato merito a Leonardo è quella di aver finalmente fatto fuori il cancro della squadra: i senatori. La riconoscenza in una squadra di calcio è una bella cosa, ma non ti fa alzare nessuna coppa. Ma attenzione, perché Leonardo va anche oltre: da Pippo, per come si allena, non pretendo di più. Frase forte, che fa forse capire che non è più Ronaldinho quello che non si allena a Milanello. Chiudiamo con la frase su Pato: Qualsiasi talento non può fare il fenomeno per 90’ e per 60 partite. Eppure pare che siamo tutti pronti a dare il pallone d’oro a chi fa il discreto giocatore una volta al mese… chissà cosa avrebbero detto se questo avesse fatto una doppietta decisiva al Santiago Bernabeu.
LE PROBABILI FORMAZIONI DI MILAN – PALERMO

Serie A 16a giornata in tv: Atalanta-Inter, Milan-Palermo (SKY, Premium, Dahlia)MILAN (4-2-1-3): 1 Dida , 15 Zambrotta , 13 Nesta , 4 Kaladze , 77 Antonini , 21 Pirlo , 23 Ambrosini , 10 Seedorf , 7 Pato , 22 Borriello , 80 Ronaldinho (30 Storari , 18 Jankulovski , 20 Abate , 19 Favalli , 16 Flamini , 9 Inzaghi , 11 Huntelaar) All. Leonarodo

Serie A 16a giornata in tv: Atalanta-Inter, Milan-Palermo (SKY, Premium, Dahlia)PALERMO (4-3-1-2): 46 Sirigu , 16 Cassani , 24 Kjaer , 5 Bovo , 42 Balzaretti , 9 Nocerino , 11 Liverani , 23 Bresciano , 30 Simplicio , 7 Cavani , 10 Miccoli (83 Rubinho , 3 Goian , 6 Pastore , 21 Melinte , 14 Bertolo , 90 Hernandez , 20 Budan) All. Rossi

L’ARBITRO E I PRECEDENTI CON LE DUE SQUADRE: arbitro Bergonzi di Genova. Cinque i precedenti del Milan, che ha uno score di 3 successi, 1 pareggio ed 1 sconfitta e già un incrocio in stagione: 2-1 a Verona il 25 ottobre scorso. Il Palermo ha 10 precedenti ufficiali in cui 3 volte ha vinto, 5 pareggiato e 2 perduto, con già due incroci in stagione: Lazio-Palermo 1-1 del 27 settembre (serie A) e Palermo-Reggina 4-1 del 26 novembre (Coppa Italia).

Attenzione a Bergamo. Se finisce come l’anno scorso da domenica prossima ci divertiamo. Speriamo solo di divorarci la Cassata. A qualcuno ieri sera il Caciocavallo è rimasto indigesto.

Letterina a Babbo Natale


Caro Babbo Natale,

è da tanto che non ti scrivo, quindi prima di tutto ti chiedo: come stai?

Quando ti scrivevo le letterine alla fine ti disegnavo sempre con una bandiera rossonera in mano, ricordi?  La fede non è cambiata, sono ancora Milanista. Tu lo stai seguendo il Milan? Bhè se così non fosse ti dico che quest’anno ci stiamo divertendo. Abbiamo avuto una partenza difficile, ma oggi non ci può lamentare, anzi ogni tanto ci divertiamo parecchio a vederlo giocare. Si vive alla giornata, senza grossi calcoli, quel che viene, viene. Però lo sai, a me piace vincere… Ed è per questo che ti scrivo, d’altronde non saprei a chi rivolgermi. Silvio è in altre faccende affacendato e Adriano in questo periodo le lettere è impegnato a scriverle, non a leggerle.

Ti chiedo per piacere di portarci un terzino, i nostri si stanno impegnando, ci mettono tanta buona volontà, ma manca ancora qualcosina. E poi ti chiedo un difensore centrale, ne abbiamo due fortissimi, ma un po’ fragili. E dietro loro c’è Kaladze, uno che tu non vorresti nemmeno come per farlo giocare nelle tue partitelle sulla neve, figuriamoci al Milan!

Se vuoi davvero essere gentile, allora potresti portarmi anche un bel centrocampista, uno completo che possa dare il cambio ai nostri. E poi un trequartista, duttile magari. Ronaldinho, Seedorf e Pato hanno bisogno di riposarsi ogni tanto, d’altronde tu lo fai quasi tutto l’anno…

Ti chiedo troppo? Forse sì, ma mi accontenterei anche se non arrivassero tutti. E se vuoi puoi riprenderti Gattuso. Sì è vero, come giocattolo è un po’ vecchiotto, si vede che è stato usato tanto, però so che in Inghilterra piacerebbe a molti.

Se non vuoi fare tanta fatica portaci direttamente la Champions, tranquillo, la tireremo fuori al momento opportuno, a maggio.

Come? Quella te la chiede sempre un certo simpatticco Massimo? E va beh, digli che sarà per l’anno prossimo, tanto lui lo sa che l’unico modo per vincerla è chiederla a te… Oppure portagli una bella Champions di cartone, sarebbe contento lo stesso, intanto noi ci divertiamo con quella vera.

Un saluto, aspetto fiducioso di trovare sotto l’albero i tuoi pacchi regalo. Ah, ho detto pacchi regalo, non pacchi e basta. Quelli dalli pure a Ciro, ormai è abituato.

Rassegna stampa – Seconda Parte

Un Didastro, poi un lampo di Pirlo e la prova della maturità di Pato, che fa piangere il Santiago Bernabeu con una doppietta. Il Milan vince in casa Real. Paga la scelta di Leonardo di schierare una formazione d’attacco: per un tempo le punte non sfondano, nelle ripresa, anche grazie agli errori del Real, c’è la metamorfosi e la grande vittoria dei rossoneri, che potrebbero aver svoltato nella stagione. Real Madrid raggiunto in classifica: i presunti galattici sopno un abbozzo di squadra, con giocatori fermi e pochissime idee offensive.

Gazzetta.it – 21 Ottobre 2009

Tutti ad abbracciare Dida. Vincere al Bentegodi è difficile come vincere al Bernabeu, forse di più. Il Milan vince con due gol di Nesta. Vince in rimonta contro un Chievo che gioca un primo tempo strepitoso, va subito in gol con Pinzi, frena e spezza ogni azione di un Milan che sembra stanco. Invece si scatena alla distanza, va a sbattere almeno tre volte contro le grandi parate di Sorrentino, ma ostinatamente preme. E alla fine abbraccia Dida, che evita il gol di Granoche (la sconfitta) un minuto prima del gol della vittoria. Milan quarto e Sud che avanza: Palermo, Bari, Napoli.  Mercoledì sapremo se l’ antiInter si chiama Samp o Juve, lo sapremo dopo lo scontro diretto a Torino che l’ Inter si godrà davanti alla tv.

Repubblica – 26 Ottobre 2009

La Juve fallisce l’obiettivo vittoria e lascia l’Olimpico a mani vuote. Il Napoli di Mazzarri firma una storica rimonta e dal 2-0 passa al 2-3 con cui espugna Torino e resta al settimo cielo, con il tecnico che conquista il decimo punto su dodici disponibili e firmando un’impresa che non accadeva da 21 anni.

Tuttosport – 31 Ottobre 2009

Dopo il Bordeaux, il Cagliari. Stesso risultato (2-0) e Juve che non riesce a rialzare la testa. Se in Champions la qualificazione è ancora in ballo (ma c’è da superare l’ostacolo Bayern Monaco), in campionato la situazione si mette decisamente in salita. I bianconeri scivolano a -8 dall’Inter, e dovranno tentare il tutto per tutto nello scontro diretto di Torino per arginare un’emorragia di punti che, altrimenti, rischia di diventare inarrestabile e non compromettere definitivamente la stagione. In serata, infatti, arriva anche il sorpasso del Milan che si piazza al secondo posto grazie al successo sul Catania.

Tuttosport – 29 Novembre 2009

Ragazzi, che spettacolo! Basta un tempo al Milan per avere la meglio sulla malcapitata Sampdoria nel primo anticipo della 15esima giornata di Serie A. I rossoneri hanno vinto 3-0 mettendo a segno le reti decisive nei primi 23? minuti e giocando una gara praticamente perfetta. Ronaldinho, Seedorf, Pato e Borriello sono i mattatori della serata, ma è a tutta la squadra (in primis a Leonardo) che vanno i complimenti. Niente da fare invece per i blucerchiati, sempre più in crisi si risultati

Sportevai.it – 5 Dicembre 2009

Siamo felici di aver raggiunto gli ottavi. Non ci siamo qualificati con i 3 punti, ma comunque ci siamo riusciti.

Ronaldinho – 9 Dicembre 2009

Cinquanta milioni per due brasiliani che hanno fatto flop. E lascia­mo da parte Amauri, brasiliano pure lui, che è costato altri 25 milioni: troppi almeno per quello che si è visto sinora. Ma torniamo a Diego e a Felipe Melo che avreb­bero dovuto raf­forzare la Juve. Il valore dei due sudamericani non si discute: Diego è stato un fenomeno in Germania, mentre Felipe Melo, oltre al­lo splendido campionato disputato a Fi­renze, è sempre titolare nel Brasile di Dunga. Giocatori eccellenti allora, ma forse non erano quelli che servivano al­la Juve. Oppure Ferrara non è stato in grado di utilizzarli in modo corretto. Il che in pratica significa che per adesso i due brasiliani sono da considerare co­me acquisti sbagliati.

Corriere dello Sport – 10 Dicembre 2009

Rassegna Stampa – Prima parte

Primi a piazzare il grande colpo e primi a voler varare il nuovo corso. La Juve ha fretta di archiviare la stagione e, a campionato in corso, ha già ufficializzato ed arruolato l'uomo che dovrà aiutare la squadra a colmare il gap con i campioni d'Italia dell'Inter e riconquistare i piani nobili dell'Europa.
La Stampa – 27 Maggio 2009

Ferrara, Parte la sfida all'Inter, con Diego, Melo e Forse Grosso
La Repubblica – 5 Luglio 2009

Felipe Melo, 26 anni appena compiuti, dovrà allora essere il giocatore del grande balzo verso l’Inter, come chiesto dall’ultimo cda juventino, o come impone l’esborso, addirittura più gravoso di quello fatto per il connazionale Diego, la stella designata.
La Stampa – 8 Luglio 2009

L'Eurojuve si allinea. Dentro le ambizioni, fuori dai dubbi. Dal centrocampo in su (ma Cannavaro&C. hanno una voglia matta di confutare chi non ritiene il reparto difensivo all’altezza dei migliori) vale le big del continente. Sulla carta, gra­zie agli innesti verdeoro di Diego e Felipe Melo, il salto di qualità è naturale, inevita­bile, voluto. Perché quei due, i brasiliani di livello mon­diale, si aggiungono a un bel pacchetto consolidato nel do­po serie B. In ordine sparso: Sissoko, Marchisio, Camora­nesi, Zanetti, Tiago. E voglia­mo mettere l’attacco con i Fantastici 4? Amauri a set­tembre sarà italiano e maga­ri anche subito azzurro, Ia­quinta è un nazionale ap­provato, Trezeguet se anche resta con il muso lungo è mi­ster gol per natura e Del Pie­ro si spiega da solo. Insom­ma, Juve a forza dirompente, con il piglio d’acciaio e le ri­sorse per imporre gioco e rit­mo, così come vogliono la me­todologia del nuovo prepara­tore Massimo Neri e i detta­mi del tecnico senza paura Ciro Ferrara. E migliorarsi, per chi negli ultimi anni ha frequentato il podio tricolore, vuol dire scudetto e Cham­pions verso i lidi di maggio.
Tuttosport – 12 Luglio 2009

È già la Juventus di Diego. Quella che vince all'Olimpico contro una Roma tonica, che ha risposto colpo su colpo. Ma non è bastato neanche un favoloso gol di De Rossi per rispondere alla doppietta di Diego e alla rete nel recupero di Felipe Melo. La Juve in campionato vince ancora, stavolta 3-1, e con una prova di forza. Replicando così a quella dell'Inter, nel derby. E rimanendo prima in classifica, davanti ai nerazzurri. La Roma aveva perso solo una delle ultime 21 gare interne: proprio contro la Juve nella scorsa stagione.
Gazzetta – 30 Agosto 2009

La media del Milan è da piena zona retrocessione, perché sinceramente non mi va di 'dimenticare' (come imposto dalla dirigenza) i disastrosi risultati del campionato: evitando, per amor di patria, di accomunare ai ko sul campo anche quelli ai rigori, e sforzandomi contro voglia di aggiungere la vittoria sul Varese (Lega Pro, Seconda Divizione), in totale il Milan in questa prima parte di stagione ha affrontato 12 impegni ufficiali, con appena 2 vittorie (Varese, appunto, e Siena), 5 pareggi e 5 sconfitte.
Massimo Bordignon – 13 Settembre 2009

Il pareggio del Milan a Bergamo in 11 contro 10 e la prima sconfitta a Palermo della Juventus firmata Ciro Ferrara fanno preoccupare i tifosi rossoneri e bianconeri.
Gli uomini di Leonardo sono sprofondati al 10° posto, segnando finora la miseria di 4 gol, solo l'Atalanta ultima ha fatto peggio. La battuta d'arresto casalinga in Champions League con lo Zurigo aggiunge inquietanti ombre sul valore del gruppo privato del suo astro più splendente, Kakà. In questo scenario il primo che potrebbe pagare è l'allenatore, ma la mossa – al di là dell'ipotizzabile scossa – non sembra certo la soluzione ai mali del Milan.

Tuttomercatoweb – 6 Ottobre 2009

Champions League, Pellegrini affonda "Voglio una goleada!"
Il tecnico del Real Madrid scalda il Match con il Milan. Per AS i rossoneri sono "una squadra in decadenza"

Eurosport – 21 Ottobre 2009


Alle 15.00 la seconda parte

Torniamo a noi

                   

Ebbene, dopo esserci concessi una giornata di gufaggio, fallita ahimè miseramente (ma ci rifaremo più avanti) torniamo a concentrarci sul nostro Milan e sull'eredità che la partita di martedì ci ha lasciato.
Siamo agli ottavi, siamo passati come secondi, in pratica abbiamo rispettato le previsioni fatte al momento del sorteggio; ciò non toglie che questo girone ha lasciato un po' di amaro in bocca. Non abbiamo mai vinto in casa e abbiamo ottenuto solo un punto su sei con il modesto Zurigo. Peccato, il primo posto non era un'utopia, ora presumibilmente ci toccherà affrontare un big. Non mi spaventa, prima o poi ti tocca… Mi preoccupa di più dover giocare il ritorno fuori casa. In certe serate San Siro da un contributo importante, ma tant'è.

Veniamo a quanto ha detto la partita, ben più di quanto ci si potesse aspettare. Innanzitutto è arrivata la conferma di quanto pensato dopo Catania e cioè che il modulo 4-2-fantasia (come ribattezzato dallo Zio Fester) funziona alla grande quando riusciamo ad imporci da subito. Se sono gli avversari ad attaccarci andiamo in difficoltà: i reparti si allungano terribilmente, a centrocampo si va in apnea e diventa difficile risistemarsi. E quindi? Che fare? Cambiamo modulo? No, perchè non possiamo dimenticare i risultati che ha prodotto, però ci vorrebbe più elasiticità mentale da parte di Leo. Ad esempio abbassare Seedorf sulla linea di Pirlo e Ambro e tenere più bloccati i terzini.

In secundis abbiamo capito che Leonardo non conosce la parola turn-over. Schierare dall'inizio quattro giocatori non al 100% è un rischio elevato, pagato caramente con l'infortunio di Thiago Silva. Ok, la rosa è corta, non ci sono molte riserve e ancora meno sono quelle all'altezza, ma mi chiedo se Flamini non potesse giocare al posto di Ambro. Sì, poteva. Idem per Kaladze, meglio vederlo per una partita sola che rischiare di avercelo titolare a lungo (e meno male che c'è la sosta per recuperare Thiago Silva, altrimenti era un guaio ancor più grande).
In sintesi rimprovero al nostro allenatore uno scarso utilizzo di tutte le risorse a sua disposizione e penso ad Antonini riscoperto solo dopo l'infortunio di Oddo o a Huntelaar.
E' vero che la panchina non abbonda, ma nei ruoli in cui ci sono delle alternative Leonardo deve fare maggior turn-over. E al resto deve pensarci la società da gennaio. Altrimenti si rischia che qualche infortunio possa costarci molto caro.

Grazie lo stesso

Sarà per la prossima volta…

(mazza che pipponi…)

Riepilogando:

Gruppo A: Bordeaux, Bayern Monaco

Gruppo B: Manchester United, CSKA Mosca

Gruppo C: Real Madrid, MILAN

Gruppo D: Chelsea, Porto

Gruppo E: Fiorentina, Lione

Gruppo F: Barcellona, ***

Gruppo G: Siviglia, Stoccarda

Gruppo H: Arsenal, Olympiacos

Ragazzi aiutatemi… non trovo la Juventus…