Se dobbiamo trovare un calciatore su cui Mihajlovic ha deciso di puntare molto più dei (tanti) passati allenatori, questi è M’Baye Niang; il cedrone francese si è debitamente appropriato della casacca dei titolari per una motivazione molto semplice: non ha contenders. Luiz Adriano non è visto dal mister, Balotelli è meno in forma di Platinette e Ménez claudica. Le opinioni sullo scoordinatissimo ragazzone francese si dividono in due: A lo considera un potenziale craque, B una sega nucleare. Vie di mezzo, ad oggi, non ne ricordo.

Cosa fare per dividere ancor più le opinioni di un tifo rossonero già spaccato in due da quasi dieci anni? Offrirgli sedici milioni sull’unghia. Eh sì, il Leicester di Claudione Ranieri vuole M’Baye, e per accontentare il tecnico ha deciso di proporre al Milan un’offerta difficilmente sottovalutabile. Sixteen più un bonus sulla prossima vendita. E in un mercato in cui si litiga anche per il buono pasto della Coop è chiaro come ieri in sede sia sopraggiunta un’agitazione mista a eccitazione.

Ora, io ritengo Niang un giocatore con dei limiti mentali talmente evidenti e una capacità di gestirsi nulla che non ne intravedo le potenzialità che invece in tanti decantano. Sarà un mio limite, non c’è dubbio, ma è difficilmente negabile come a una prestazione devastante di Niang ne seguano tre da fucilazione a sale nelle cosce. Posso capire tutti i discorsi sull’assenza di progetto, sulla mancanza di idee, etcera, avete ragione! Però queste cifre per uno che non ha dimostrato nulla sono importanti, sicuramente da valutare.

Chiaramente se entrano sedici milioni poi devono uscirne sedici, magari per un centrocampista perchè El Ghazi non è la priorità. Ecco, se proprio vogliamo trovare un punto d’incontro, siamo tutti d’accordo nel dire che se Niang esce poi entra Witsel ot similia siamo contenti? No perchè se Niang esce ed entra Pavoletti mi incazzo pure io.

Bacca-Luiz-Ménez-Balo è un reparto sufficiente per sostenere un’altra ventina di partite, Montolivo-Bertolacci invece rappresentano già una situazione più preoccupante. Ammesso e non concesso che De Jong non debba più giocare, rimanere con quei due più Poli, Kucka e Josè Mauri è un pelo inquietante.

Io poi continuo a far notare che in difesa ne andrebbero cambiati necessariamente almeno due su quattro, ma il problema sta venendo nascosto egregiamente dal tanto bistrattato Romagnoli, di gran lunga il miglior difensore del campionato considerando la situazione e i compagni con cui gioca.

Continuiamo ad attendere con ansia la fine di questo mercato pallido che continua a confermare come manchino soldi e idee. E la cosa brutta che ora come ora è difficile anche invocare il consueto Cina salvaci.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)