Settimana di Derby e quindi parliamo di Inter. Ci occupiamo del primo Derby della storia giocato di sera (da allora solo in due occasioni non si è giocato sotto la luce dei riflettori). È il 20 marzo 1994. La settimana successiva gli italiani saranno chiamati alle urne e Berlusconi conquisterà la maggioranza, salendo a capo del Governo per la prima volta. Un altro Derby ben più famoso fu giocato a poco tempo dalle elezioni, l’ 11 maggio 2001 e, come scrisse la Fossa, sembrava Wimbledon.

Il Milan arriva alla stracittadina con 7 punti di vantaggio sull’ Inter seconda e una gara in meno, lo scudetto numero 14 è ormai una formalità (si sorpassera’ per numero di tricolori proprio l’ Inter ferma a 13) e la testa è ormai alla Champions League, che culminerà con la speciale notte di Atene.

I cugini, invece, sono in corsa in Coppa Uefa dove riusciranno a trionfare, mentre in campionato finiranno 13′. È l’ Inter degli olandesi (si tentarono anche loro di fare fortuna con calciatori prelevati della terra dei mulini a vento) Jonk e Bergkamp, mentre in panchina siede Marini che ha sostituito Bagnoli. Per Marini sarà il primo e unico Derby da allenatore, proprio come fu per Tardelli sette anni dopo. Ma almeno Marini non ne prese sei

I nerazzurri partono più intraprendenti dei nostri: un paio di conclusioni da fuori area che non impensieriscono Rossi, poi un’ occasione per Bergkamp che scappa a Baresi, ma davanti a Seba si emoziona e conclude l’ azione con un tiretto raccolto senza patemi dal portiere cesenate. Nel frattempo, Maldini ha dimostrato tutta la stima che ha nei confronti di Berti con un’ entrata che costringe il fantasista nerazzurro a lasciare il campo. Noi ci facciamo pericolosi nel finale di tempo con Donadoni che di destro impegna Zenga, dopo aver raccolto una punizione di Panucci.

Dopo 50 secondi dall’ inizio del secondo tempo, arriva il vantaggio: Savicevic punta l’ area avversaria dalla sinistra e tira, Bergomi (ancora lontano dal conoscere la sua anima gemella Fabio Caressa) devia e spiazza Zenga.

Successivamente il Milan può chiudere la gara con Simone che non approfitta di un bel passaggio del Genio, per il resto è ordinaria amministrazione per Baresi e compagni.

Gli allenatori fanno il loro voto: Capello sceglie la Provvidenza Massaro, Marini il redivivo (o meglio revenant) Schillaci. Sussulti nerazzurri nel finale con Bergkamp e Shalimov.

E a cinque dalla fine da un calcio d’ angolo battuto da Jonk e allungato di testa da Orlando, sbuca l’ uomo delle Notti Magiche che sorprende tutti e mette in rete la palla del pareggio. Già, pure nella stagione del record dei 929 minuti di imbattibilita’ di SebaRossi e dove gli 1-0 erano sicuri come la Casa Bianca, riuscivamo a beccare gol su palla da fermo, che non crediate che sia una malattia che ci affligge “solo” dai tempi di Ancelotti.

Sembra finita, con gli interisti che esultano come neanche la sera del triplete, ma bisogna ancora fare i conti con Massaro, che non viene chiamato Provvidenza così per caso. Siamo giunti al 90′ ormai, Danielone tira dal limite dell’ area, leggera deviazione di Manicone e Zenga impietrito che prova a spingere fuori il pallone con gli occhi: 2-1.

Diventa il revival del Derby di due stagioni prima: il casciavit Massaro che infila il bauscia Zenga all’ ultimo, come nelle migliori favole dove il bene beffa il male. Ma, la Provvidenza le emozioni più belle deve ancora farcele vivere…

Milan: Rossi, Panucci, Maldini, Albertini, Galli, Baresi, Donadoni, Desally, Boban (60′ Massaro), Savicevic, Simone (84′ Eranio).

All. Capello

Inter: Zenga, Bergomi, Orlando, Jonk, A. Paganin, Battistini, Berti (13′ M. Paganin), Manicone, Shalimov, Bergkamp, Fontolan (76′ Schillaci).

All. Marini

Arbitro: Ceccarini di Livorno.

Reti: 46′ aut. Bergomi, 86′ Schillaci, 89′ Massaro.

Posted by AL diavolo

Milanista dal 1999 causa padre e scudetto di Zaccheroni. Dotato di elefantesca memoria, nostalgico degli anni che furono ma che spera vivamente di rivivere. Anche se uno come Nesta non nascerà più.