La settimana post-derby volge al termine, in un crogiolo di emozioni acri di mancata vittoria. Lo “stoc” della traversa sbucciata da Stefano mi martella la testa dal trentunesimo minuto del secondo tempo. Le maledizioni e le sevizie fatte alla bambolina voodoo di El Shaarawy lasciano spazio ai ragionamenti a mente fredda, che tutto vogliono meno l’esclusione del faraone, troppo importante in un Milan così povero di talento i cui problemi attuali prescindono dalla traversa di El Sha.
Problemi e lacune che dovranno obbligatoriamente essere colmati da un decente mercato invernale. Basta acquistucoli tappa-carie e giocatori finiti.
Certo, ben vengano gli Honda, i Menez e gli Alex, ma non se per ognuno di questi devi pagare le tasse Muntari, Essien, Torres.
Voglia di investire saltaci addosso, perchè francamente il barcamenarci tra Udinese e Lazio (tutto il rispetto, per carità) comincia a stufare.

Abbandonata razionalmente l’idea per la quale il nostro presidente torni a investire soldi importanti nel suo giocattolo (una volta) vincente, mi ritrovo a far due conti con lo stato attuale delle cose.
Ed è proprio a Torres che mi tocca tornare. Torres sì, Torres no? Gran bella domanda. La tifoseria è fondamentalmente spaccata in due, se non tre; chi vuole continuare a puntarci, chi lo vuole panchinare, chi lo vuole esodare verso il Nicaragua. Dura dire chi abbia ragione, per quanto lo spagnolo stia facendo di tutto per far salire in cattedra l’opzione centro America.
Dunque, proviamo a immaginare una situazione con Torres in panchina; avremmo in campo un tridente con Pazzini centravanti o con il falso nueve Menez, opzione decisamente più affine a Inzaghi.
El Sha-Menez-Honda, con Bonaventura arretrato nei tre centrocampisti, modulo che già ha dimostrato di poter fare bene, quindi perchè non continuare a puntarci? Semplice, perchè così facendo perdi del tutto Torres. Già sfiduciato, si ritroverebbe a vagare in un limbo infinito costellato di panchine e depressioni, che lo porterebbe ad essere una palla al piede per gli anni a venire, forte del suo contratto fuori logica.
Certo, con il senno di poi viene da dire che l’operazione in sè sia stata folle sin da agosto, ma questo è. Sarei disonesto se dicessi di non aver nutrito la speranza di rivederlo almeno al 60% di ciò che è stato, quindi evito di mettermi a capo di faide anti dirigenziali per l’affaire El Niño.

Dunque, la situazione offensiva è in un momento di piccola crisi, difficile rispondere a tutte queste domande. Può Torres ritornare utile? Può Pazzini rimpiazzarlo? Può Menez essere efficace come attaccante centrale (io dico di no, ma quando si ha la sua qualità, puoi dominare la mediocre serie A senza tante frivolezze tattiche)?
Purtroppo con quello che passa il convento tanti ragionamenti non puoi farli, perchè come caschi, caschi male. L’unica cosa fattibile nel breve periodo è quella di recuperare la grinta intravista in alcune occasioni, perchè con la convinzione si possono coprire tanti limiti e vincere tantissime partite anche con quello che abbiamo davanti, altrimenti la risposta è solo una, un po’ fantasiosa, e ha come ingredienti un presidente, una rete di osservazione, dei soldi, un mese di tempo.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)

6 Comments

  1. Certo che ci vuole una bella dose di autolesionismo a volere confermato titolare inamovibile il ragazzino viziato e pure maleducato e divoratore di gol al prezzo di perdere per sempre la possibilita’ di avere un vero centravanti di valore internazionale . I gusti sono gusti . Evidentemente qualcuno vede nel Faraoncino potenzialita’ nascoste che ne faranno presto un nuovo Messi . Io no .

    1. Mattia Urbinati
      Mattia Urbinati 28 Novembre 2014 at 21:09

      Credo che il centravanti debba prescindere dall’impiego o meno di El Sha.

  2. Borgofosco

    Il tempo è scaduto per tutti. Il Milan deve voltare pagina e non ci dovranno esserci rimpianti di sorta. Mancini ha affermato che Balotelli ha qualità da pallone d’oro. Ma al Milan non lo ha dimostrato, per me forse parzialmente, ed è stato ceduto. Lo stesso dicasi per chicchessia. Ora se in questo torneo, con un solo obiettevo possibile, questa squadra dovesse fallirlo…credo che non potrebbe essere alibi per alcuno sia tra i giocatori che nello staff tecnico e dirigenziale. Mancare l’obiettivo minimo significherebbe che sia i giocatori che forse anche l’allenatore non sono da Milan. Game over il tempo scadrebbe per tutti!

  3. Da fonti ben informate di Milanello si sa da tempo che Torres ha problemi fisici si dice la caviglia ma non solo quello e pertanto non ci si può aspettare prestazioni migliori dallo ma il presidente lo vuole sempre in campo

    E’ noto a tutti gli addetti ai lavori giornalisti e non che Inzaghi voleva questa Estate Cerci , ma il presidente ha voluto Torres

    povero Inzaghi ancora qualche partita senza gioco e vittoria e poi si scateneranno le famose critiche presidenziali anticamera per l’esonero a fine stagione

    tanto si sa al milan la colpa è sempre degli allenatori

  4. Torres non sta giocando bene solo perche’ non gli arriva un pallone che sia uno decente . In queste condizioni di gioco nemmeno Inzaghi avrebbe segnato .
    Torres corre e lotta , quindi non e’ affatto rotto . Ma vi ricordate come segnava Ronaldo , lui si’ rotto , con le palle giuste di quei compagni con i piedi d’oro ?
    Aprite gli occhi !

    1. Mattia Urbinati
      Mattia Urbinati 30 Novembre 2014 at 12:20

      Al Chelsea non gli arrivavano i palloni, quindi?

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