Quando ho iniziato a tifare Milan nei primi anni ’90 non potevo certo realizzare appieno quale Storia intrisa di significati maestosi andavo ad abbracciare. Quando si è bambini quello che conta è vedere il pallone che rotola trascinato dai piedi dei propri beniamini, tutto il resto è una semplice cornice poco visibile.
Lo stile Milan, l’eccellenza del trio olandese, la Storia, la tifoseria, i grandi del passato sono messi da parte dalle immagini che scorrono sullo schermo e che riescono a catturare anche l’attenzione dei piccoli tifosi.

Poi si acquisisce consapevolezza e la cornice diventa sempre più visibile, il Milan non è più qualche immagine spettacolare sullo schermo ma ha un’anima e un corpo, e una tifoseria.
La Curva del Milan ha esercitato su di noi sempre grande palpitazione, al punto di divenirne fieri e orgogliosi. Vedere allo stadio i tifosi della nostra squadra gridare a squarciagola e stendere coreografie inequiparabili diventa uno spettacolo nello spettacolo.

Poi arriva il 2005, l’episodio dello striscione rubato e lo scioglimento del gruppo.
Arrivano anche gli anni tristi che hanno reso il grande Milan una splendida carcassa sempre più macerata dal peso del tempo. Peso del tempo che non ha risparmiato perfino la sua tifoseria, ridotta a un nugolo di banderuole portate dal vento.
E il vento ora dice Barbara.
E io mi chiedo. Che titoli o che capacità possiede Barbara Berlusconi per poter essere considerata la fautrice del ritorno del grande Milan? Con che coraggio scrivete comunicati in cui ci si augura che la gestione del Milan passi nelle sue mani?
Ben vengano gli imprenditori seri e italiani, ma perchè bocciare a prescindere lo straniero, quando è proprio su di loro che le grandi squadre europee costruiscono vittorie e Storia?
La xenofobia nel calcio è disgustosa e retorica.
A chiunque piacerebbe e ammirerebbe una squadra fatta di italiani (forti). Ma non è possibile se vuoi vincere. Se il progetto di B&B è questo, allora ve lo diciamo con il cuore: W la Cina. O l’Arabia, o la Thailandia. Ma che poi lo diciamo lo stesso, dato il punto a cui siamo arrivati.

Barbara Berlusconi non è un’opzione credibile. Non ha dimostrato nulla per poter gestire il Milan, non è la persona su cui puntare.
Un peccato vedere la nostra tifoseria fare muro per spingerla “al potere”. Siamo allo sbando. Non c’è società, non c’è tifoseria, non c’è squadra, non c’è gruppo.
Per questo bisogna ripartire da zero. E se per farlo bisogna impararsi qualche ideogramma o giù di lì, ben venga.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)