10372333_640570246031039_5450807847459659898_nQuesto momento, forse, lo aspettavo da anni. Avevo già preannunciato qualcosa nel precedente post “una settimana di ordinaria follia” ma mai come ora quanto teorizzato tra le righe è quantomeno esplicito. Quella che è passata molto spesso come “lecita critica”, come il “non essere servi di nessuno” o il dire “le cose come stanno”: l’inizio di questo mercato li ha palesemente sbugiardati. Perché, diciamolo, i nostri amici tifosi (a convenienza) in questa prima fase di mercato sembrano essere abbastanza in crisi – si era partiti con Agazzi e per un po’ era già partito il classico mantra “Il mercato non si fa agli ultimi giorni di agosto” – mantra, peraltro, già smentito dalla storia (Ibrahimovic, Nesta per il Milan ma anche Snejider per l’Inter). Poi è arrivato Alex, il cui acquisto era già nell’aria – ed è arrivato con l’intenzione di sostituire Mexes, non Rami il quale va verso il riscatto così come è stato riscattato Poli e, ciliegina sulla torta – sembra vicino all’ingaggio a parametro zero pure Jeremy Menez. Insomma c’è la sensazione che per una volta si stia tornando a fare le cose per bene. E mi limito a parlare, per coerenza, di sensazione dato che il mercato lo valuterò nella sua interezza al 31/8.

Ed ecco, quindi, che finalmente è caduto quel mondo di retorica Curziana, quel mondo che si barricava dietro la scusa “non vogliamo soldi, vogliamo un progetto“. Mi è bastato fare un giro per l’ambiente tra siti web e social network per capire che finalmente e indiscutibilmente quelle che erano “sane critiche” si sono spesso rivelate accuse infondate e pretestuose per creare attacchi a prescindere. Chi ha creato discutibili gruppi di tifoseria accingendosi a depositario unico della verità o, ancora peggio, chi la verità dovrebbe diffonderla invece di arringare seguendo l’onda e il momento pur di attirarsi le simpatie di simpatie – parliamo dei giornalisti al seguito del Milan, o così dovrebbe essere. Eppure tra gli editoriali che dicono di raccontare la verità le versioni sono spesso diverse quindi almeno uno mente. Qualcuno ha scritto in settimana che i social network ci permettono di fidarci di chi vogliamo – ecco, io di chi scrive che Ambrosini a 37 anni merita ancora un anno di contratto mentre Alex a 31 anni può giocare, forse, ancora un solo anno ad alti livelli tenderei a non fidarmi. Tenderei a non fidarmi di chi prima disprezza i “crestati e i tatuati” e poi esalta De Jong quando apre bocca contro la società. Tenderei a non fidarmi di chi sputa su una bandiera vera, come Gattuso solamente per aver fatto un apprezzamento a Galliani. Tenderei a non fidarmi di coloro che per gonfiare un po’ le cifre parlano di ingaggio lordo e non netto – ma di questi ne ho già parlato durante la stagione quindi non mi dilungo.

Alex e Menez. Parametri zero, acquisti, non scarti. C’è una teoria molto diffusa per cui sembra che solamente il Milan prenda parametri zero e questi siano automaticamente scarsi. Un parametro zero è un giocatore che non ha trovato l’accordo per il rinnovo con la propria squadra – e non necessariamente uno scarto. Ci sono i Traorè ma ci sono anche i Kakà, gli Honda (da cui mi aspetto una grande stagione) o tornando più indietro nel tempo i Cafù, oppure ancora, guardando nelle altre squadre, gli Llorente. In secondo luogo Alex e Menez sono scarti fino ad un certo punto: i loro ingaggi al PSG erano elevati (ingaggi che non prenderanno al Milan) e il PSG sta attualmente scontando una sanzione della UEFA per mancato rispetto del FFP per cui non può elevare ulteriormente il monte stipendi e ha quindi dovuto far spazio nella rosa cedendo giocatori comunque appena dopo quelli di primo piano.

Eppure i tifosi non sono contenti? Non capisco, cosa si aspettavano? Benatia? Che è stato cercato dal Milan e l’ha rifiutato? Ma poi chi era Benatia un anno fa? L’altro difensore della coppia ex-Udinese con Zapata o qualcosa di più? Giudichiamo veramente un difensore sulla base di un anno? Un anno fa si chiedeva a gran voce il riscatto di Zapata dopo l’ottimo girone di ritorno o sbaglio? Strootman o Nainggolan? Come se il Milan non li avesse cercati ma si fosse trovato senza disponibilità economica al momento di chiudere l’affare? Ma d’altronde loro “non vogliono soldi, vogliono un progetto“. Ed ecco che finalmente cade questo mantra ipocrita che ci trasciniamo dietro da anni: altro che progetto, vogliono i soldi. Tifosi prima del risultato, poi dei giocatori, quindi della maglia. Finalmente possiamo parlarne per quelli che si sono dimostrati – speriamo finalmente cada questa frasetta idiota con cui ci si fa scudo ad ogni replica alla loro contestazione.

Quella che è la rabbia, infatti, sta facendo spazio alla paura che da sempre si oppone alla speranza. La paura di poter tornare in alto, la paura di perdere quel gregge che ogni giornalista, blogger, tifoso si è creato al proprio seguito, la paura di dover festeggiare, di non saper cosa dire. Magari, come ipotizzavamo tempo fa, la paura di doversi dare al Curling per davvero (erano i tempi in cui con Seedorf ci stavo io, in cui #ioStoConSeedorf era #ioStoConInzaghi, dopo essere stato #ioStoConAllegri). La paura di chi si spaccia per tifoso ma combatte questo Milan per altri motivi, spesso politici. Di chi ora evita l’argomento mercato pur di non ammettere che Alex per il campionato Italiano è un ottimo acquisto. Li vediamo girovagare per argomenti sempre più banali come quello delle mancate domande scomode a Berlusconi (ma dai? ma ne vedete mai a Moratti, a Conte, a Mazzarri, ad Agnelli? ed è colpa del Milan?) fino a doversi giustificare al pubblico, in periodi di magra, inventandosi numeri più o meno credibili su fantomatiche visite.

Audience, insomma, erroneamente percepita come sinonimo di qualità dei contenuti. Quel tipo di ragionamento che ha prodotto il giornalismo di oggi: servile, chino, mai scomodo e scrivente spesso ciò che il tifoso vuole leggere e non la verità – quello per cui, ad esempio, si ha paura di scrivere sui giornali il numero di scudetti della Juventus. Proviamo ad accettare questo ragionamento – a questo punto il miglior programma TV è il Grande Fratello, il miglior politico della storia Italiana è Benito Mussolini e la miglior musica attualmente in circolazione è quella degli One Direction. Spero che abbiate provato un po’ di brivido a sentire queste tre affermazioni e abbiate capito da soli. Svegliatevi dal torpore, e riscoprite quanto sia bello tifare per il Milan.

L’articolo su Milanorossonera.it

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.