9d48f168c6838b6a0d2291991a5f94fe-688x458_MGbig-300x199La Roma non è né il Livorno né il Catania. Partiamo anche noi così, perché evidentemente va di moda facendo il giro della blogosfera. Proprio perché la Roma non è né il Livorno né il Catania mai mi sarei aspettato di leggere quello che ho letto tra la notte di venerdì ed il pomeriggio di sabato. Articoli in cui sembra che i giallorossi ci abbiano schiacciato, abbiano vinto 9-10 a zero, ci abbiano fatto sembrare il Sassuolo – poi vado a vedere cosa è successo, vedo un gol enorme divorato da Balotelli, una grande giocata di Pjanic e un gol in fuorigioco di Gervinho. Non una enorme differenza tra le due squadre – una ancora in cantiere, l’altra perfettamente fatta, formata e finita.

Forse c’è da capirli, poverini. Erano cinque giornate che avevano quei tweet, quei commenti, quei post pronti nelle loro bozze già da scrivere. Cinque lunghissime giornate in cui han parlato di nuova sede, di mercato, di riscatti, di comunicazione poiché il campo gli stava dando torto, e torto marcio. Cinque giornate in cui facevano finta di non aver visto le partite per poi parlare del nulla o poco più. La partita di Roma era la loro occasione – difficile che il Milan passasse su un campo in cui nessuno lo ha fatto ed eccoli, di nuovo, usciti come spazzatura dai cassonetti in cui erano stati confinati a pontificare su una rosa scarsa, un allenatore incapace e magari accusare contemporaneamente la società di fare lo stesso quando una settimana fa twittavano #iostoconseeedorf.

Smascherati. Finalmente. Smascherati poiché non si può parlare di progetto, far finta di niente mentre questo decolla e poi tornare a sparare a zero alla prima sconfitta, specie su un campo dove Napoli, Fiorentina e la Juve di coppa Italia non mi sembra abbiano fatto figure migliori di quella del Milan di venerdì sera. Non c’è progetto se si continuano a portarsi dietro i fantasmi del passato, se si giudica il Milan di Seedorf – terzo da quando ha preso la panchina – sulla base dei punti fatti dal Milan di Allegri. Non c’è progetto se non si accetta che in un processo di crescita ci si trova in test contro squadre più forti di noi, non c’è progetto se si fanno passare vittorie come Livorno e Catania per scontate quando un girone fa non era così. Non c’è progetto se citando Livorno e Catania si omette, volontariamente, la partita di Firenze, vero segno di crescita della squadra.

E allora, permettetemi di dire ancora una volta che progetto, programmazione e chiarezza sono tre belle parole vuote con cui qualcuno ha amato troppo riempirsi la bocca in questi anni. Le partite non le risolve la chiarezza, le risolvono i giocatori – e la Roma di Garcia è l’esempio di cosa può fare una squadra con ricambi all’altezza e un allenatore capace: non dimentichiamo da dove è partita la Roma, da due stagioni fallimentari così come la Juve di Conte. Non dimentichiamo che Pjanic è un giocatore che lo scorso anno era in quella Roma e che oggi fa la differenza, così come Totti e De Rossi ritrovati dopo anni sotto i loro livelli. Perché nella Roma di venerdì sera i nuovi acquisti mancavano quasi tutti – segno che nella differenza tra il settimo e il secondo posto col record di punti l’allenatore conta molto di più del mercato. Il calcio non è FIFA e non è nemmeno Football Manager. Non basta inserire un giocatore al posto di un altro come se si fosse in un album di figurine.

E’ incredibile come in otto mesi il modello italiano per i nostri tifosi sia passato dalla Fiorentina alla Roma, come Sabatini sia diventato improvvisamente un genio quando a luglio era sulla graticola ed era contestato dagli stessi tifosi giallorossi. Il modello però restano sempre gli altri – una volta gli uni, una volta gli altri, esaltandone gli alti e nascondendone i bassi. Io credo in Clarence Seedorf – e proprio per questo non tollero quanto letto in questo week-end in cui si è andati oltre il limite del normale processo di rifondazione di una squadra dopo la catastrofe Massimilano Allegri.

A questo punto mi ricollego al titolo del post: si cercano tifosi. Tifosi per la prossima stagione capaci di credere in Seedorf coi fatti e non sono a parole, tifosi che non giudicano negativamente a prescindere ogni sessione di mercato (ma ve li ricordate quelli che si strappavano i capelli per D’Ambrosio? O quelli che sputavano su Taaraabt e preferivano Biabiany? Io sì), tifosi che non strumentalizzino gli acquisti per le loro battaglie personali, tifosi che prendano le parti dei loro tesserati quando questi vengono attaccati dai giornalisti in una maniera indegna. In una parola tifosi sempre e comunque, non del risultato. Tifosi veri, che abbiano fiducia in chi ci ha fatto passare notti europee indimenticabili che nessun altro ha vissuto mai. Se l’anno prossimo a San Siro per avere 50.000 spettatori bisognerà comprare Messi o Cristiano Ronaldo il Milan avrà perso. Ancora prima di cominciare a giocare. La nostra tifoseria è diventata quella dell’Inter – e tutto ciò è molto triste.

L’articolo originale su Milanorossonera.it

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.

5 Comments

  1. diavolino permettimi il titolo è sbagliato

    non cercasi tifosi , ma cercasi giocatori da Milan ,

    non per lo stipendio , per le Ferrari , qualcuno che si voglia impegnare ad onorare quella gloriosa maglia che indossano

    per l’anno prossimo spero che si giochi con i giovani , largo a Cristante EL 92 come l’anno scorso

    Rami Tarabat kakà quando le partite sono importanti forniscono prestazioni non all’altezza , ne avevamo parlato giorni fa , forse è il caso di lasciar perdere , investire 15 milioni per i cartellini ed un ingaggio pesante da 8 mil . lordi ? profondi dubbi

    cosa pensi diavolino ?

    1. Kakà può essere lasciato partire, ho paura che tolto il mondiale non abbia più stimoli. gli altri due li terrei.

  2. Ciao Diavolo, mi permetti un’osservazione? … ho cominciato a leggere il tuo post e ho notato due aspetti: il primo è lo stile aggressivo (nei limiti dell’ambiente virtuale nel quale ci troviamo), sprezzante, un po’ rancoroso e in qualche modo rissoso che adotti nei confronti di non si sa bene chi … se, però, si considerano i concetti isolandoli dal “clima” nel quale li esponi, se ne possono trovare di condivisibili.
    Il problema è che sembra di trovarsi nella situazione di chi prova a discutere con qualcuno che ti risponde con uno spintone mentre ti urla addosso …

  3. post perfetto e totalmente condivisibili. Mancano i tifosi che sappiano apprezzare le piccole cose.

    Molti tifosi vivono il Milan da separati in casa.

    Si comportano esattamente come il marito che rinfaccia alla moglie d’ invecchiare e di non essere piu bella come un tempo.

    Tutto cio’ e’ molto triste

  4. Caro diablo il tuo articolo è talmente perfetto che non merita ulteriori commenti.
    Lasciami solo questa variazione al tema dei tifosi. o presunti tali, a riguardo di Mario Balotelli

    Caro Oddo, tu ti lasci condizionare da quanto si dice e si favoleggia sul conto di Mario Balotelli. Ruud Gullit aveva vita più tribolata di Mario. Ma allora la società Milan non permetteva che si massacrasse un ‘suo’ patrimonio. ‘Il cervo che usciva di foresta’ aveva stuzzicato persino la fantasia di un grandissimo personaggio come Vujadin Boškov e a San Siro andavano a ruba i cappellini completati da una finta capigliatura come quella di Ruud. Sono le mode, i tempi passano e le mode cambiano. Stephan El Saarawy ha seguito la moda della cresta già in voga. Stephan è un idolo dei bambini ed è un bravissimo ragazzo. Mario Balotelli lo ha copiato, ma è un bresciano spaccone come molti ragazzi ‘bressiani’. Devolve la metà del suo stipendio per aiutare i bambini poveri africani. Non ha sposato una ragazza, anche se ci ha fatto una figlia che ha riconosciuto. Molti ragazzi si sposano, magari avendo già fatto figli, e si separano due ore dopo essersi sposati. E’ il mondo che cambia! Giusto o sbagliato che sia. Mario viene regolarmente picchiato, di più, massacrato come è successo a Roma, sberleffato e insultato da razzisti che trincerano il loro bieco sentimento con la scusa che Mario è un antipatico con atteggiamenti arroganti. Falsità! Mario è soltanto un bravissimo ragazzo, molto guascone e giocherellone che deve maturare prima di tutto per migliorare se stesso. Lo ha detto a Panucci che lo aveva offeso. Deve dare esempio anche e migliorare anche per smascherare chi lo ‘odia’ con la scusa che ha disonorato una maglia, gettandola per terra in risposta ad insulti irripetibili. Deve migliorere per dare risposte anche a chi crede di essere il proprietario delle azioni di un uomo libero come Ronaldo(quello vero, il brasiliano). Deve migliorare per spegnere sul nascere insulti come quelli fatti da cinquantamila beoti che hanno fischiato Ronaldo usufruendo di fischietti regalati loro da un presidente a suo modo razzista. Deve migliorare per dire che il colore della pelle non cambia, nel bene o nel male, ne le qualità e neppure i difetti di un ragazzo della sua età.

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