1959284_586048674816530_1721378107_n10 a 5. Così recita impietosamente il tabellino dei punti portati a casa da Massimiliano Allegri e Clarence Seedorf nelle rispettive prime cinque partite di campionato. Ma c’è di più: sono 5 a 10 anche i gol subiti dagli avversari, due in meno dal Verona, uno in più dal Napoli, tre in meno dal Bologna ed uno in meno dal Torino. Sono ZERO i gol subiti su calcio piazzato, là dove la mano dell’allenatore è più evidente e sono DUE i punti di media a partita – decisamente più in linea con la rosa a disposizione rispetto alla precedente gestione e NONOSTANTE una preparazione atletica COMPLETAMENTE SCADENTE. 

Eppure non basta. Eppure una buona parte (malata) del tifo sembra essersi risvegliata in questi giorni dal letargo e ha cominciato a fare quello che non ha fatto per tre anni: valutare lo stato della squadra, il suo livello di gioco ed il suo allenatore. La notizia è che secondo taluni con 3 vittorie, 1 pareggio ed 1 sconfitta Seedorf ne esce già con le ossa rotte – nemmeno avesse perso a Reggio Emilia o Parma, imprese riuscite solamente ad Acciuga. Perché in fondo è colpa di Seedorf se abbiamo perso al San Paolo (sì, ho letto anche questo) – non che Napoli è uno dei campi più difficili d’Europa (chiedere ad Arsenal e Dortmund) e la Roma lo ha dimostrato facendo tre giorni dopo una figura, se possibile, peggiore della nostra.

Eh ma Seedorf fa entrare Pazzini troppo tardi“. E certo che lo fa entrare tardi: avete visto o no come spacca la partita quando è più fresco degli altri (Napoli, Bologna) e come non è capace di incidere quando è in campo dall’inizio (Torino)? Avete notato che abbiamo UNA prima punta (ma Matri non serviva, tranquilli)?Eh ma a Napoli ha messo Abate ala“. Forse era quello il vero ruolo di Abate adattato a terzino da Leonardo? Forse con Honda e Kakà debilitati qualcuno lì doveva giocarci? “Eh ma però Essien e De Jong insieme a centrocampo“. Giusto, perché non buttare Essien nella mischia direttamente con l’Atletico Madrid senza mai avergli fatto fare una gara ufficiale. “Si ma la fascia a Mexes“, però quando Allegri la dava a Bonera andava tutto bene, no?

Ma in rosa ci sono giocatori non da Milan? Assolutamente sì. E chi ce li ha portati? Chi ha chiesto Muntari? Chi ha liquidato Ronaldinho? Chi ha emarginato i senatori tutti insieme quando non ne avevano più? Questa rosa è figlia non solo della crisi economica ma anche delle scelte della precedente gestione – si possono portare in squadra piedi buoni a poco prezzo: Taarabt e Honda lo hanno dimostrato – e non pensiate che Cigarini o Lodi, per citarne due a caso, ai tempi costassero meno di Muntari. Il problema della rosa emerge, comunque, nel momento in cui sei appena dietro Roma e Fiorentina – non è un problema di rosa se perdi a Parma. Non è un problema di rosa se perdi a Reggio Emilia. Non è un problema di rosa se per una (doppia) botta di culo nel recupero per poco non esci umiliato da Bologna. Non è un problema di rosa se sei dietro ad Inter, Verona, Torino e Parma.

Se dovessimo giudicare i giocatori per questa stagione sarebbero “non da Milan” pure giocatori come Abate, De Sciglio e Montolivo reduci, in particolare gli ultimi due, da ottime stagioni. Per giudicare i componenti di una rosa la rosa deve rendere – se non al top – molto vicino al proprio zenit. Ed è questo il primo compito di Seedorf, ancora prima dei punti in campionato, riuscire ad isolare le troppe mele marce inserite in squadra durante la gestione Acciuga. Perché ovviamente per tornare a competere ci vuole un mercato ma, come ho detto una settimana fa, questo non può essere fatto a vuoto – è meglio urlare alla “rosa di pippe”, però, molto più facile. Peraltro come si possano accusare giocatori ed allenatore in contemporanea rimane un mistero dei vostri neuroni sul quale non mi voglio addentrare.

E’ il caso quindi di fare un flashback e ricordarci come e perché certi tifosi sostengono a priori Massimiliano Allegri. Perché è un allenatore capace? No. Perché se lo è meritato? Assolutamente no. Perché era inviso a Berlusconi? Assolutamente sì. Massimiliano Allegri è stato sostenuto come baluardo della lotta di alcuni tifosi alla società scaricando ogni responsabilità dell’allenatore sulla rosa a disposizione da lui creata. Quando nascono gli allegriani? Nascono nell’estate-autunno 2011 dopo Mister X e dopo la solita partenza a rilento di Acciuga. Nascono per contestare una società campione d’Italia che, a loro dire, dopo il mercato aveva “una rosa da quinto posto” – escono dopo la cessione di Ibra e Thiago dando dei “servi” a tutti coloro che osavano toccare un allenatore che – poverino – non aveva più il difensore centrale e la prima punta più forte al mondo a coprire le sue evidenti lacune tattiche già viste nei due anni precedenti.

Beh, cari miei, in questi giorni passati davanti alla TV di casa vostra a tifare contro sperando nel fallimento di Seedorf avete decisamente pisciato fuori dal vaso. Cari Allegriani, vi do una notizia: prima di tutto a noi il gioco di Allegri faceva schifo pure quando in campo c’erano Thiago ed Ibra (e lo potete verificare poiché, a differenza di altri blog, noi i post vecchi non li cancelliamo). A prescindere, quindi, da una rosa che ha fatto primo e secondo posto (e poteva fare molto di più – vedasi Tottenham): chi è in buona fede, forse, non siete voi. Non siete voi che ci accusate di tifare contro tirando fuori la frase “era meglio perdere” dopo il 3-3 di Milan-Bologna – non siete voi che non conoscete la differenza tra tifare contro e ragionare a palle ferme, una volta acquisito fortunosamente un risultato. Non siete voi che avete sperato in quel punto non per vedere il Milan con un punto in più in classifica ma per vedere ancora il vostro fantoccio su quella panchina – perché sì, a Bologna era meglio perdere perché quel punto ce ne è costato poi altri 10-11.

E’ evidente, cari Allegriani, che Seedorf non vi è entrato in simpatia. Perché qualsiasi persona sana di mente non giudicherebbe negativamente un allenatore in un mese, non lo giudicherebbe negativamente su una squadra non sua e non lo giudicherebbe negativamente dopo un mese. Ma Seedorf non è uno qualsiasi: è scelto da Berlusconi in persona ed è colui che ha pensionato Allegri, quindi diventa automaticamente il nuovo nemico. Per gli allegriani Seedorf rischia di essere un nemico pericoloso: cura dei dettagli, protezione del gruppo, lungimiranza e programmazione (come si è visto nel test Champions a Napoli) e – ultimo ma non meno importante – voglia finalmente di un bel gioco. Se Seedorf vince loro falliscono: faliscono perché il Milan tornerebbe competitivo, falliscono perché non hanno più pretesti, falliscono perché falliscono i loro idoli mediatici ovvero quegli pseudomilanisti che occupano le TV pubbliche e private al solo scopo di spargere letame sulla squadra.

E’ quindi facile, facilissimo riassumere la situazione allegriana di questo momento: panico più totale. E’ per questo che Seedorf è sotto la lente di ingrandimento come Allegri con loro non lo era mai stato. Ogni dettaglio, ogni scelta, ogni parola dell’ex numero 10 viene pesata, bocciata, condannata – le partite vinte descritte sulle pagine e sui siti allegriani quasi con un tono funereo, ho seguito nel live anche altri account twitter di blog rossoneri, o presunti tali, molto vicini ad Allegri e sembrava di stare su Bausciacafè. Gli Allegriani si sono quindi evoluti diventando negazionisti. Negazionisti di ogni minima cosa, negazionisti ogni minimo miglioramento, negazionisti di ogni minimo risultato – sì Clarence, avevi ragione tu: c’è qualcuno che sta cercando di dividere il gruppo, il problema è che non è solo tra i giornalisti, ma è anche tra i tuoi stessi tifosi.

Attenzione, quindi, a Mercoledì quando andremo in emergenza più totale (13 giocatori di movimento disponibili) ad affrontare l’Atletico Madrid per gli ottavi di finale di Champions. Gli avvoltoi sono lì, in alto nel cielo, pronti a rimpiangere il livornese ed il suo gommone – d’altronde, con lui, si sarebbe passato il turno a mani basse, no? Avere finalmente un allenatore che prova a cambiare mentalità, che prova a difendere e difendere il suo gruppo, non è qualcosa a cui erano abituati: sentire Seedorf attaccare i giornalisti dicendo che hanno trasposto le sue parole è stata per me come una liberazione. Vedere Seedorf comunque non contento di un 1-0 perché non è importante se si vince ma come si vince anche. Loro invece sono rimasti lì, attaccati a quei punticini presi con le unghie a Torino e Bologna, fermi al risultato che ha prolungato la nostra agonia. Cari Allegriani, preparatevi: il peggio, per voi, deve ancora venire…

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.