galileiSe in questi giorni, o settimane, ti sorprendono a parlare di crescita, di miglioramenti, quasi quasi ti accusano di eresia: criticare a prescindere Seedorf é il più bello sport in corso, e alla lunga lista di accusatori si accodano via via un po’ tutti. Testardaggine, caparbietà, incoscienza, incompetenza e chi più ne ha più ne metta…non gli si perdona proprio niente, o meglio non si trova niente di buono in ciò che sta facendo.

Eppur…si muove. Il Milan conquista altri punti, e con questi fanno 10 in tutto nelle ultime cinque partite, le uniche di Seedorf sulla nostra panchina. Una media che in quel terribile inferno dei primi mesi della stagione sognavamo come un oasi nel deserto, oasi a cui non siamo mai effettivamente arrivati, seppur ci fosse stata promessa. Non voglio più parlare del passato, ed è proprio per questo che il mio focus è del tutto spostato sul presente, e sul futuro, cosa che dovrebbero fare in tanti. Se qualcuno pensava si potesse tutto risolvere con un colpo di magia, si sbagliava di grosso, perché mai come ora la squadra è un cantiere aperto, un progetto su qualcosa che Clarence spera di costruire ma che al momento non c’è. Non dico che non bisogna criticare, analizzare e riflettere, ma non è giusto nemmeno negare le evidenze; il Milan sta facendo punti, sta rischiando molto meno, e sta provando a sovvertire un po’ di quegli equilibri che ci vedono fuori da tutto. Per il gioco e il calcio champagne bisogna attendere, ma ogni passo avanti è un mattoncino in più nella costruzione del nostro futuro.

E pensare, Seedorf non è il solo a subire questo trattamento di “aprioristica diffidenza”. Sotto osservazione c’è anche Balotelli, accusato di essere fuori dal gioco, non un campione e di tante altre cose, eppure è sempre lui a togliere le castagne dal fuoco con una classe indiscutibile. Gli manca la convinzione e la continuità, ma se continuiamo a criticare così probabilmente la troverà altrove e poi lì bisognare gridare allo “scandalo della cessione“, come in altri casi. Non gira nemmeno il giapponese Honda, per il quale restano ancora tanti tanti punti interrogativi, che dovrà essere bravo a togliersi di dosso con qualche prestazione degna di quella maglia che porta sulle spalle. Anche lui fa parte del progetto di crescita di questa squadra, ma i prossimi mesi sono quelli che diranno chi veramente merita di restare e chi invece è meglio vada a prosciugare le casse di qualche altra società.

Abbiamo alcuni giocatori non da Milan, ci portiamo dietro una preparazione imbarazzante, ci sono idee nuove da assimilare e da mettere in pratica, e senza fiato la fatica è sempre doppia. Pazienza, ci vuole tanta pazienza, perché questo è il momento di dimostrare la vicinanza alla squadra, non quando tutto fila liscio. Chissà se la musica delle Champions farà effetto anche questa volta, chissà se risveglierà quella rabbia sopita di cui abbiamo bisogno…manca poco, e lo vedremo. La certezza è che, nonostante tutto, qualcosa si sta muovendo. 

L’articolo originale su milanorossonera.it 

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.