CAPELLODi momenti di grande televisione, almeno ultimamente, ne stiamo vivendo pochi. Tra becero populismo e mero buonismo, oltre al buon vecchio sano giornalismo trash, si stanno raggiungendo i minimi storici. Tuttavia, un settore televisivo, più di tutti, riesce ancora a tirare fuori perle di rara fattura, capaci di colpire al cuore gli spettatori, di regalare emozioni indimenticabili: lo sport. Se fate un giro su Sky, eccetto quando si parla delle olimpiadi del Curling o quello che è, o Mediaset, avrete immediatamente occasione di farvi due risate. Una volta in TV c’erano la Gialappa, Biscardi e il processo, Maurizio Mosca e tanti altri, oggi viviamo nella mediocrità*. E allora? Beh, a salvarci e a riportarci alla dignità arriva, in grandissimo stile, messer Antonio Conte con tanto di teatrino a supporto, pronto a dare spettacolo e mandare in crisi l’intero sistema calcio juventino. Ma andiamo nel dettaglio.

Al termine della partita vinta contro il Chievo, Conte si presenta alle telecamere di Sky; viene tirato in ballo Fabio Capello, reo di aver contestato l’allenatore della Juventus in precedenza. Ecco a voi, virgolettato originale, la risposta di Conte a Capello: “Io penso che a qualcuno che fa queste affermazioni dia fastidio che questa Juventus forse stia superando nei punti e nei numeri quello che ha fatto in quei due anni. Anche perché, ripeto, io mi ricordo di quelle due squadre perché hanno vinto lo Scudetto ed è stato revocato, ecco. Poi non mi sembra ci sia grande gioco o siano Juventus memorabili che… Io mi ricordo la Juventus di Lippi, la Juventus di Trapattoni… La Juventus di Capello mi ricordo perché ha vinto e sono stati revocati i due Scudetti ecco, per quello mi ricordo.” Signori, in quel di Gobbiland, il fattaccio è compiuto, la situazione è seria. Conte non solo contraddice sé stesso, contraddice il sistema Juve: va contro Capello e parla di scudetti revocati in un colpo solo. Ambo, bingo. E di conseguenza, panico.

Ovunque, a livello di blog e siti a tema Juventus, le parole si sprecano, confluendo in un’America fatta di retorica insopportabile (cit.) allo scopo di preservare il sistema, di salvare il salvabile. Avete presente The Walking Dead, la serie tv? No? Beh, in brevissima, narra di un gruppo di sopravvissuti nel mezzo di una apocalisse zombie. Così me li immagino gli juventini ora: perduti, affranti, sguardi fissi nel vuoto di una dissonanza cognitiva inaspettata. Un po’ sopravvissuti e un po’ zombie. I blogger, non li invidio: pagine su pagine per provare a sistemare, rattoppare, spiegare, dimostrare che in fondo è stato tutto un malinteso, va tutto bene e si, sono 31. Il pensiero unico, il bene superiore, chiamatelo come volete, deve prevalere. Noi? Noi ci divertiamo, per una volta, a vedere gli altri alle prese con dichiarazioni controverse. Perchè noi, in fondo, il problema non lo abbiamo: nel dubbio, ci scanniamo. Evviva la diversità. 

Leggo ora delle dichiarazioni di big Luciano Moggi, uno che non dovrebbe più parlare e, soprattutto, non dovrebbe esserci più nessuno ad ascoltarlo. “Tra la Juve del 2006 e quella attuale c’è un abisso”, dice. Personalmente sono d’accordo, ma voglio vedere come i seguaci reagiranno, ora che dovranno prendere una posizione. Si, c’è un mondo fuori dall’alveare, sveglia. In ogni caso, stasera vi rifarete, ci sono gli ottav…ah, già. Ottavi di Champions, mica roba per tutti (concedetemela, almeno questa). Bonera contro Diego Costa (sigh), Balotelli contro Miranda (meh), Milan contro Atletico Madrid. Su twitter regna il fair play, in campo sarà battaglia. Loro favoriti, ma in due partite può davvero succedere di tutto. Si può fare, ma non facciamone una ragione di vita. Forza Milan, alla prossima.

(* non troppo evidente ironia)

Giangi_Ceresara

Posted by Giangi_Ceresara

Classe '93, studente di Linguaggi dei Media in Cattolica, è redattore del blog da quasi un anno. Il Milan è la passione di una vita, nel bene e nel male rossonero per sempre.