braida

Il 2014 che ci apprestiamo a vivere è iniziato sicuramente in maniera esplosiva: Ariedo Braida, uno dei dirigenti che ha caratterizzato l’era del Milan berlusconiano fin dalla sua nascita, ha rassegnato le sue dimissioni. La sua lunga carriera è stata caratterizzata da alti e bassi, com’è anche giusto che sia, ma quello che più stupisce è il totale silenzio, che rasenta l’indifferenza, con cui la società ha lasciato andare uno dei suoi dirigenti di lungo corso, come se si trattasse di un novellino appena arrivato. Sintomo anche questo a mio giudizio di come questo cambio generazionale che tanto attendiamo si metterà in atto.

Non voglio essere ripetitivo: lo svecchiamento dei quadri dirigenziali è cosa buona e giusta, anche per dare una scossa all’immobilismo in cui siamo caduti in queste ultime stagioni, vittime degli stessi schemi costantemente ripetuti sperando che i risultati raggiunti potessero essere sempre gli stessi. Quello che proprio non riesco a digerire sono i modi in cui si sta producendo tutto ciò, e non parlo di semplice riconoscenza per quanto fatto da queste persone in tutti questi anni: sappiamo che lo stesso discorso applicato a Braida sarà ripetuto per Galliani quando sicuramente lascerà la società, visto che pian piano gli si sta facendo terra bruciata attorno.

L’unica costante in questo turbinio di cambiamenti è proprio il presidente Berlusconi, che non solo tace acconsentendo a tutto ciò ma, bloccando per l’ennesima volta il calciomercato in nome di quell’austerity che solo noi, nel mondo del calcio ad alti livelli, sembriamo rispettare ,spegne sul nascere anche le fioche possibilità di vedere il Milan disputare un girone di ritorno almeno un filo migliore di quello d’andata che ormai sta per concludersi. Probabilmente tutto ciò fa parte di un progetto oscuro, di cui fanno parte anche il prossimo cambio di maglie e logo, che vede nel 2014 rossonero un vero e proprio anno 0 da cui ripartire, visto che probabilmente dal prossimo anno le nuove forze che scenderanno in campo dovranno concentrarsi esclusivamente sul campionato, sicuramente un modo più tranquillo di ripartire visto anche quanto successo a Juve e Inter.

Indubbiamente noi tifosi non possiamo esserne contentissimi visto che la maggior parte di noi fanno parte di quella generazione “tutto e subito” che mal digerisce le attese. Non possiamo far altro quindi che rassegnarci a vivere quest’anno (un altro?) da comprimari e sperare che il futuro ci riservi qualcosa di meglio, e che l’attesa non si riveli più lunga del previsto.

Posted by Angelo Raffaele Torre

Responsabile dei LIVE ed editorialista. @RaffoTorre on Twitter