mil ataLunedì 6 gennaio, ore 15.00, San Siro. Il massimo campionato riprende con la 18° giornata; ospite a San Siro è l’Atalanta di Stefano Colantuono.

L’allenatore romano è al timone della squadra orobica dal 2010, e in precedenza (dal 2005 al 2007) aveva già allenato i nerazzurri. Con loro Colantuono ha ottenuto due promozioni in A, in entrambi i casi quando era appena arrivato, ottenendo -una volta nella massima serie- salvezze quasi sempre tranquille. Punto di forza dell’Atalanta è German Denis, punta argentina con trascorsi a Napoli e Udine, che nei tre anni a Bergamo ha messo finora a segno 37 gol. L’asse portante dei bergamaschi, per il resto è formato dai soliti nomi: Bellini, Cigarini, Lucchini, Stendardo, con la presenza in porta di Andrea Consigli, di fatto il “quarto” della Nazionale azzurra. Anche un ex rossonero milita nell’Atalanta: Mario Yepes, dopo la fine del contratto in rossonero, si è accasato a Bergamo.

Posizione in classifica appena dietro quella del Milan per l’Atalanta; i punti dei nerazzurri sono 18, uno in meno del Milan. E infatti Allegri è tranquillamente andato in conferenza parlando di “scontro salvezza” tra le due squadre. Il countdown dice 132 giorni alla fine del suo periodo sulla panchina rossonera, comunque sempre troppi. Guardate cosa è riuscito a fare ieri sera Conte con la fase difensiva; a prescindere dalle polemiche sull’espulsione di De Rossi e dal fatto che il 3-0 è un risultato un po’ bugiardo, ogni attacco giallorosso è stato respinto con successo. In ogni settore di campo dove si muoveva la Roma i bianconeri erano sempre in superiorità, a rintuzzare gli attacchi. Ottima fase difensiva, e ottima preparazione, non per partire forte ma per vincere. E il trio formato dal sopravvalutato Chiellini, da Bonucci e da Barzagli non è che sia propriamente questa macchina da guerra, presi singolarmente gli interpreti.

Potenzialmente sono 29 o 30 punti dalla vetta se non si vince oggi pomeriggio: troppi, esageratamente troppi per una squadra che in teoria doveva puntare al terzo posto. E attualmente sono 12 dal quinto posto. Situazione già difficile da accettare se ti chiami Lazio, appena un punto sopra al Milan e in piena crisi, figuriamoci se hai nel tuo palmares 47 trofei. Ennesimo 4-3-1-2 per il Milan, con: Abbiati; De Sciglio, Bonera, Zapata, Emanuelson; Montolivo, De Jong, Poli; Kakà; Balotelli, Matri. Matri ancora inspiegabilmente preferito a Pazzini, mentre per una volta (causa squalifica) Allegri è costretto a rinunciare al pupillo Muntari. 4-4-1-1 probabile per l’Atalanta, con: Consigli; Raimondi, Yepes, Stendardo, Del Grosso; Bonaventura, Carmona, Cigarini, Brivio; Maxi Moralez; Denis. Assenti Scaloni e Lucchini, più Bellini e l’ex interista Livaja.

Dopo le tre partite della domenica -Chievo-Cagliari, 0-0 che non fa male a nessuno; Fiorentina-Livorno 1-0, e la già citata Juventus-Roma 3-0) restano le sette gare domenicali. Napoli-Sampdoria aprirà le danze all’ora di pranzo, con la squadra di Benitez che a questo punto può avvicinare la Roma per il secondo posto. Sfida salvezza tra Catania e Bologna, mentre per il lato sinistro c’è Udinese-Verona, preferita da Sky Sport 1 come partita del pomeriggio al posto di Milan-Atalanta (altro segno del declino rossonero dell’ultima stagione). Nel tardo pomeriggio, a concludere, Lazio-Inter, dove è prevedibile che le due tradizionali “amiche” siano molto meno concilianti del solito. Ma è ora di pensare a noi; un altro pari inutile non serve a nessuno, e stavolta non c’è di mezzo la posizione in classifica, ormai compromessa, ma la dignità. Quella persa negli ultimi mesi a colpi di “la classifica cambierà a Natale”.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014