Come sempre è il momento di fare il punto della stagione appena trascorsa. Per le pagelle di fine stagione, quest’anno, sono partito dai voti delle pagelle di metà stagione valutando, quindi, un incremento o un decremento in base alla seconda parte dell’anno (ad eccezione, ovviamente, dei nuovi acquisti).

Vista l’imminente rivoluzione della rosa, inoltre, ho aggiunto ad ogni pagella un breve commento di mercato sul giocatore (se confermato o meno). Vi inviterei come sempre a leggere il giudizio completo prima di commentare i voti.

Portieri

Donnarumma: 7. Aveva 7,5 ma nella seconda parte dell’anno è stato parecchio discontinuo alternando alle solite parate alcuni errori veramente gravi – su tutti Pescara. Sarà del Milan l’anno prossimo? Viste le voci, francamente non credo.

Storari: s.v. Non gioca nemmeno un minuto. Vince un anno di rinnovo come secondo. Sperando resti tale.

Plizzari: s.v. gioca ormai solamente in primavera.

Difensori

Romagnoli: 7. Confermo il voto del girone di andata. Purtroppo gli infortuni lo fermano. Ovviamente dovrebbe essere confermato l’anno prossimo.

Gustavo Gomez: 6. Disastroso subito dopo la sosta si rivede nel finale quando si passa a tre. Per me merita comunque la sufficienza partendo dal 6,5 dell’andata e se si dovesse passare a tre l’anno prossimo potrebbe essere un buonissimo giocatore. Dovrebbe essere confermato, anche perché di fatto è stato un acquisto di questa dirigenza.

Paletta: 5,5. La più grave flessione rispetto all’andata (7,5). E’ causata da un girone di ritorno dove paga tanti rossi anche se spesso inventati.

Zapata: 6. Mai chiamato in causa nel girone di andata, buon girone di ritorno anche se non eccezionale. Dovrebbe addirittura rinnovare e la cosa mi fa pensare che l’anno prossimo si passi a tre dietro dove rende decisamente meglio.

Antonelli: 6. Non avendolo mai visto in campo nel girone di ritorno confermo il voto dell’andata. Andrà via perché (inspiegabilmente) non piace a Montella.

Vangioni: 6,5. La propaganda delle radio di regime ci aveva raccontato che era la merda più assoluta. Poi entra e fa bene, infilando un buon filotto di partite senza sconfitte quando scende in campo. Resta? Va via? Ancora non si sa.

Abate: 7. Per lui vale quanto detto su Vangioni con la differenza che si è infortunato. Confermato il voto dell’andata, è un peccato perché stava facendo una grande stagione. Resta, sicuramente.

De Sciglio: 0. Non do un voto per quanto visto in campo, anche se sarebbe sicuramente peggio del 5 del girone d’andata. Parliamo dell’uomo, della persona, che mentre indossa la fascia di capitano, seppur come supplente, flirta con la Juventus che gli ruba una partita allo Stadium proprio per un suo fallo di mano inesistente. Una vergogna prima come uomo che come giocatore. Vattene e non tornare mai più, puoi fare anche come Cannavaro con l’Inter o Pirlo col Milan, io non ti rimpiangerò.

Calabria: 6,5. Sparito anche lui dai radar. Vale il voto dell’andata.

Centrocampisti

Montolivo: 6,5. Avrei tendenzialmente confermato il voto dell’andata, ma le due partite con Atalanta e Bologna in cui ha preso in mano la squadra ed il centrocampo meritano un incremento del punteggio. Senza il suo ritorno, probabilmente, non saremmo andati in Europa League. Mi risulta resti – e da titolare.

Locatelli: 5. Per l’andata, vedere il discorso fatto nel post di fine stagione. Il suo girone di ritorno è al limite del disastroso. Perde il posto prima in favore di Sosa, poi col ritorno di Montolivo è fuori dai radar. Può crescere e punterei certamente su di lui in futuro ma in questo momento non è da Milan. Dovrebbe andare – infatti – in prestito un anno.

Bonaventura: 7. Il voto che aveva prima dell’infortunio. Quello mantiene. E’ vero, si è sentita l’assenza, e parecchio. Ma dobbiamo ricordare che i primi mesi della stagione giocò parecchio male. Ovviamente resta. Però è di Raiola e se rompessimo col pizzaiolo dopo Donnarumma, non escludo altri scenari.

Bertolacci: 4,5. Aveva 6,5 dopo l’andata con un’ottima supercoppa a seguito di buone partite. Nel ritorno tracollo totale dettato più dal menefreghismo con cui questa star di Instagram scende in campo che al resto. Non si è dimostrato un pessimo giocatore, onestamente, solo un pessimo uomo che non ha voglia di indossare questa maglia. Andrà via, anche perché qualcosa bene o male ci prendi.

Kucka: 6. Partiamo dal 7 del girone di andata, si è involuto parecchio. Lo terrei come riserva, ma dovrebbe andare via perché col gioco di Montella non c’entra nulla.

Poli: 8 (di stima). Lo so, forse non è il suo reale voto, né il suo reale valore, né la sua dimensione. Ma quell’entrata in 9 a Bologna dimostra una dignità ed una voglia che non tutti in rosa hanno e che, se avessero, lotteremmo probabilmente per le prime tre posizioni. Andrà via, probabilmente ricoperto di fischi, ma a differenza di altri e di lo insulta, a testa altissima. (Voto reale, 6)

Pasalic: 7. Una delle poche gradite crescite nel girone di ritorno. So che il Milan vorrebbe tenerlo ma probabilmente il Chelsea se lo terrà ben stretto. Di lui ci ricorderemo per il rigore della Supercoppa.

Sosa: 6,5. L’altra importante crescita tra andata e ritorno. Toglie il posto a Locatelli nella parte che coincide con la striscia di 9-10 partite in cui si perde solo allo Stadium dimostrando parecchie cose. 1) E’ stato, come sempre, politicizzato. 2) Valeva il prezzo pagato (7). 3) Ha fatto quello che doveva (rincalzo di livello). Poi la post-verità del regime e le fake news fanno il resto. Dovrebbe, peraltro, rimanere nello stesso ruolo anche l’anno prossimo a meno che non arrivi un’offerta che pareggi il prezzo a cui è stato comprato.

Honda: 8 (di stima). Vale il discorso fatto per Poli. Fuori rosa tutto l’anno, mai un lamento, mai un problema, quando è stato chiamato lo ha fatto come se giocasse titolare da sempre ed è stato protagonista della partita che ci ha portato in Europa League. Se non ci mancherà il giocatore ci mancherà sicuramente il suo professionismo e la sua cultura del lavoro. (Voto reale, s.v.)

Mati Fernandez: 5,5. Malino da titolare, decisivo da subentrato. Un po’ la storia della sua carriera. Dovrebbe rimanere sia per il prezzo irrisorio, sia perché pallino di Montella che forse ha abusato nello schierarlo.

Attaccanti

Suso: 7. Gli avevamo dato 8 all’andata. Il suo nel ritorno è un calo decisamente importante. Dovrebbe rimanere? Sulla carta il rinnovo sembrava cosa fatta. Lui però ha chiesto 500.000€ in più alla nuova proprietà rispetto all’accordo con la vecchia e ora è tutto in stallo….

Bacca: 6. Può non piacere, ma da quando è al Milan i calciatori che han fatto più gol di lui in serie A si contano sulle dita di una mano. Dovrebbe andare via – ed è un peccato. Purtroppo la storia che non si adattava al gioco di Montella non era una palla della vecchia società per cederlo. Chi ha bloccato la sua cessione estiva al PSG si mangerà le mani visto che dei 30 milioni che sarebbero tornati in estate se ne vedranno probabilmente solo una ventina.

Deulofeu: 7,5. Sostituisce molto bene Bonaventura confermandosi l’ultimo grande colpo low-cost. Io personalmente lo terrei, ma dipende da tanti fattori. L’unica possibilità che rimanga è che il Barcellona non lo ricompri e successivamente l’Everton accetti il cambio con Niang.

Ocampos: 5. L’altra faccia della medaglia. Sembra promettere tanto ma non combina nulla, se non meno. Fallimento totale.

Lapadula: 7. Pagato come riserva, diventa titolare. Per quello che è il valore del giocatore i gol segnati sono parecchi e sicuramente ad oggi vale più dei 9,5 pagati a giugno. Non può essere titolare in questo Milan ma può fare benissimo la terza punta

Staff Tecnico e Società

Montella: 5,5. Partiva dal 6,5. Sarebbe un 5 per il tracollo completo nel girone di ritorno, ampiamente previsto e per l’inadeguatezza nel sopperire alle assenze con un gioco che a questa squadra non ha dato. Si becca mezzo punto secco per la Supercoppa ma la sensazione è che poco sia cambiato rispetto al Milan di Mihajlovic e che quei pochi punti in più (con una finale di Coppa Italia in meno) siano più per la maturazione di Donnarumma che per altro.

Silvio Berlusconi: 10 e lode (alla carriera). Ha venduto il giocattolo a 750 milioni di euro, debiti compresi. Ha vinto lui, senza ogni discussione. Ha messo nero su bianco il fatto che prendendo un Milan a valore zero al termine del suo ciclo il Milan vale il doppio dell’Inter. E questo è, forse, il più bel regalo d’addio.

Barbara Berlusconi: 4. Ce la ricorderemo così: in tribuna, a Milan-Roma, mentre presentava il fidanzatino ridendo e scherzando con la proprietà cinese con tutto il resto dello stadio incazzato e preoccupato per la partita. Addio, Barbie, sarai sempre quella che ha spaccato il giocattolo perfetto nel momento in cui ti sei intromessa.

Adriano Galliani: 10 e lode (alla carriera). Chiude con 29 trofei in 31 anni e avendo riportato in Europa League una squadra costruita con budget nullo, finendo davanti alla potenza di Suning. Si gode una meritatissima pensione. Mancherà più lui al Milan che viceversa.

Rocco Maiorino: 9. Confermiamo il voto dell’andata. Aggiungiamo – a questo – il fatto che Deulofeu è un’idea sua. L’avrei tenuto come osservatore, abbiamo preferito quello dell’Inter.

Marco Fassone: 7. Al momento voglio dargli fiducia: non sarà mai Galliani, questo è ovvio. Ha il suo stile: forse più chiaro e trasparente (fino ad un certo punto), non per forza migliore. Spero capisca presto che il calcio è però anche giochi di palazzo e bisogna fare la voce grossa e sporcarsi le mani dove conta.

Massimiliano Mirabelli: 5. Prima che arrivino i guardiani, il voto non deriva dal mercato semmai dalla scelta di aver (s)venduto il Milan ad una nota TV nazionale che fino ad Aprile campava parlandone male. Occhio, le TV più grandi, magari satellitari, ce la faranno pagare. Non si può usare l’AC Milan come pedina di scambio in una guerra tra siti di calciomercato in cambio di editoriali-marchetta a proprio favore. Spero cambi idea presto. E spero si faccia una reputazione sul campo, non infamando chi c’era prima di lui. Se Fassone mi ispira fiducia, lui proprio per niente.

I #guardiani (ex #malatiDiClosing): 0. C’è stata dopo marzo la fusione coi sottoschiaffo boys. Ora: è mai possibile vedere questi pagliacci che si sono creati una reputazione sulla pelle del Milan proliferare e prendere in mano il tifo? In un mondo normale non dovrebbe esserlo, purtroppo sui social è diverso. Ora, magicamente, mazzette e 31 enni non sono più tali, le trattative saltate non sono più figure di merda e compagnia bella e persino andare al ristorante ritrova la sua dignità. Siamo contenti che finalmente qualcuno abbia trovato la ragione ma questo non fa altro che evidenziare come certe accuse siano state mosse da altro oltre ad essere pretestuose in primo luogo.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.