Portieri

Donnarumma: 7,5. Mai una papera, spesso decisivo come nel big-match con la Juve. Al momento dà sicurezza alla retroguardia non essendo nemmeno maggiorenne. Se ne può parlare solo bene anche se mi sarebbe piaciuto gestire meglio l’uscita di Diego Lopez.

Gabriel: s.v. Comparsa.

Plizzari: s.v. Ha giocato in primavera, in alcuni casi anche malino. Nella prima squadra è ancora a secco.

Difensori

Romagnoli: 7. Qualche rischio e qualche incertezza ma nel complesso senza di lui la retroguardia traballa.

Gustavo Gomez: 6,5. Ha bisogno di giusto tempo per adattarsi al nostro calcio. Poi quando lo ha fatto in un mese ha annullato Higuain ed Icardi in Serie A, Messi in nazionale. Il Milan finalmente ha una riserva affidabile.

Paletta: 7,5. E’ nettamente il miglior difensore rossonero. Per distacco. Chissà cosa si era fumato l’allenatore precedente per spedirlo all’Atalanta come un pacco regalo. Ringraziamo la dirigenza che lo ha prestato e non venduto perché evidentemente che fosse buono lo sapevamo tutti tranne uno.

Zapata: s.v. Non gioca. Per ora va bene così. Lo avrei valutato comunque visto che nella seconda parte della scorsa stagione è sembrato un difensore.

Ely: s.v. Non gioca. Nel suo caso è un buon segno. Anche qua mi chiederei che ci ha visto in lui Mihajlovic.

Antonelli: 6. Non è eccelso ma secondo me resta meglio del De Sciglio rossonero.

Vangioni: s.v. Oggetto misterioso.

Abate: 7. Tra i migliori di questo inizio di stagione, sui livelli dell’anno dello scudetto. Responsabilizzato dalla fascia di capitano.

De Sciglio: 5. Indecente in ogni partita in cui scende in campo. Eppure non solo continua ad essere titolare ma il suo rinnovo è pure prioritario per i cinesi. Vai a capirla.

Calabria: 6,5. Tre presenze, non buone ma nemmeno pessime. Poi si infortuna e si perde dai radar. In compenso è un social media manager migliore di quello di @acmilan

Centrocampisti

Montolivo: 6. Faceva il suo fino all’infortunio. C’è stata una involuzione nel gioco, ma finché i punti arrivano va bene lo stesso. L’infortunio ha perlomeno responsabilizzato la squadra i cui giocatori, non avendo più il capro espiatorio in campo, sono stati costretti ad assumersi le proprie responsabilità.

Locatelli: 6. Ci vuole equilibrio nel giudicarlo. Sicuramente avendo deciso Milan-Juve non può essere insufficiente. Però da lì si è perso e nelle gare successive ha fatto troppa, troppa, troppa fatica. Nell’ultimo mese ci costa un derby e la Supercoppa la risolviamo quando esce: non può essere titolare in questo momento ma deve essere il primo cambio da 20-30′ a partita per farlo crescere meglio. Ecco perché serve un centrocampista, subito.

Bonaventura: 7. E’ più di tutti il Milan in questo momento e lo ha dimostrato in Supercoppa. Se fosse belga, olandese o serbo sarebbe preso differentemente in considerazione. Se fosse della Juve giornalisti amici inventerebbero offerte di 80 milioni da parte di Real e Barça. Diciamo che giocherebbe titolare ovunque in Serie A in questo momento e che per fortuna lo abbiamo noi. Prende 7 e non 8 solamente perché ci ha messo un po’ a carburare continuando una seconda parte di stagione scorsa decisamente negativa.

Bertolacci: 6,5. Non è la sega che ci era stata presentata. Noi lo sapevamo, chi lo aveva usato per altri scopi pure ma ha preferito usarlo a pretesto. Gioca solo 4 partite ma tutte di alta qualità e persino nel ruolo di regista. A dire la verità quei livelli li aveva raggiunti brevemente pure l’anno scorso prima dell’infortunio, magari si è solo ripreso fisicamente.

Kucka: 7. Col trattore in tangenziale, andiamo a comandare. Giocatore dominante e decisivo, poco da dire.

Poli: s.v. Entra nel finale quando ormai si vince, si limita a fare il suo. Mascotte.

Pasalic: 6,5. Paga anche lui un breve periodo di ambientamento, poi cresce progressivamente fino al gol col Crotone ed il rigore decisivo in Supercoppa diventando fondamentale.

Sosa: 5. E’ insufficiente ma non è così male come lo si dipinge. Gioca bene con l’Udinese ma poi la squadra perde. Male con la Samp, benino col Pescara, appena sufficiente col Crotone. Paga l’essere nominato nuovo giocatore per attaccare la dirigenza nonostante sia richiesta del tecnico ed approvazione della nuova proprietà oltre al giocare fuori ruolo. E’ uno dei pochi che prova a verticalizzare ma gli manca la velocità. Siccome non giudico dall’età resto convinto che può essere decisivo nella seconda parte di stagione.

Honda: s.v. Non gioca mai anche grazie all’esplosione di Suso.

Mati Fernandez: s.v. Gioca troppo poco per colpa degli infortuni. Peccato perché sarebbe un’ottima riserva.

Attaccanti

Niang: 5,5. Nella prima parte di stagione è anche decisivo. Poi si infortuna e cala, troppo. A differenza dell’anno scorso rosa e allenatore ne sostengono i problemi.

Suso: 8. Se un alieno avesse assistito alla Supercoppa e gli avessero detto che c’è in campo un giocatore valutato 90 milioni non avrebbe pensato ad Higuain. Completamente rigenerato dal Genoa è l’uomo decisivo di questa metà di stagione.

Bacca: 5,5. Segna sei gol ma due sono su rigore e tre sono alla prima giornata. Non è funzionale per il gioco di questo tecnico (magari se ne saranno accorti anche i soloni che dicevano fosse una invenzione della società per venderlo, ma si sa, pur di aizzare la folla per fare due click sono buoni tutti). Non è che è scarso, solo che con questo Milan non c’entra nulla. O si cambia gioco o va venduto prima che si deprezzi.

Luiz Adriano: 4,5. Ragazzo mio, ok che avevi in mente i soldi e la Cina, però non puoi entrare in campo come se volessi essere altrove solo perché giochi 5 minuti a partita. E’ e rimane l’attaccante in A con più gol nelle coppe europee nonché l’unico centravanti vero in rosa, svenduto e svalutato. Un anno fa la maggioranza contestava una cessione a 15 milioni, oggi ne accoglie con felicità una a 4.

Lapadula: 6,5. Decisivo con Crotone, Palermo e Pescara. Sono i punti che ci mancano rispetto alla scorsa stagione ma sono – appunto – Crotone, Palermo e Pescara. Può compensare con la voglia fino ad un certo punto ma la sensazione è che quando il livello si alzi non abbia ancora l’esperienza per giocare.

Staff tecnico e società

Montella: 6,5. Siccome le posizioni su Montella sono molto diverse in redazione e qualche pagina di dementi ci ha marciato sopra, vorrei chiarire una volta per tutte la mia. Montella ha fatto un buon lavoro ma ha il vantaggio di arrivare dopo quattro gestioni tecniche disastrose e di apparire come il Messia che non è. Ha indubbiamente unito il gruppo verso un unico obiettivo e potendo contare anche su rincalzi migliori grazie al mercato e ai rientri dai prestiti sta finalmente facendo rendere questa rosa come dovrebbe. E’ un punto di partenza, non di arrivo. Restano alcuni errori di gestione tecnica come quel turnover assurdo a Marassi quando poi avevi il Pescara o l’incaponirsi su Niang. Non condivido chi dice che è perché Berlusconi non ha interferito, semplicemente a differenza di altri non ne ha fatto una scusa e ha saputo gestire la cosa.

Silvio Berlusconi: 8. Fa la cosa migliore che può fare in questo momento. Vendere la società perché non può più garantire i soldi. Chiude con il 29° titolo raggiungendo finalmente Bernabeu. Meritato.

Barbara Berlusconi: 10 e lode. Anche lei fa la cosa migliore che può fare per il Milan: andare in maternità. Non a caso senza lei tra i paraggi il Milan torna verso i suoi livelli e vince un titolo. Rientra con comodo, se non rientri è anche meglio.

Adriano Galliani: 8. Non è facile in una situazione del genere avere la dignità di rimanere fino alla fine, continuare come se niente fosse, resistere ai boicottaggi dei cinesi, convincere il proprietario a cambiare allenatore e costruire con due soldi una squadra che se la gioca alla pari con Roma e Juve. Merita di lasciare il Milan così e non come lo si era dipinto prima, con l’urlo di gioia al rigore di Pasalic il 23 dicembre – gioia che non so se sia stata altrettanta in noti studi legali milanesi.

Rocco Maiorino: 9. Alla faccia del cameriere di Galliani. Uno che tira su Suso, Pasalic e Gomez per un caffé ed una birra. Abbiamo un direttore sportivo, signori e a naso sembra anche bravino.

Massimiliano Mirabelli: 5. Quest’uomo che come referenze porta al Milan Kondogbia e Murillo non solo è stato preferito a Maldini ma in tema dello Scouting nonostante ogni settimana si faccia riportare dal giornalista amico dove va per far vedere che va allo stadio “non come Galliani” è stato stracciato 15-0 da Paolo Bianchessi e dal “cameriere” Rocco Maiorino. Attapirato ancora prima di entrare al Milan.

I cronisti del closing: 3. La più grande presa per il culo della stagione. Un terzetto di inviati che fa finta di sapere cercando di leggere notizie degli altri e spacciandole per probabili. A quel punto per fare click ed avere la simpatia dei tifosi iniziano a fare i filocinesi antisocietari. Poi i giornalisti veri (Peppe Di Stefano e Monica Colombo su tutti – anche se c’è da dire che quest’ultima su Rigoni prese una cantonata enorme in estate) li portano a scuola iniziando a dare loro per primi notizie che copiano. A quel punto è solo fanservice. La frase “non il 29esimo di Berlusconi ma il primo dei cinesi” rimane però una vergogna da ritiro del patentino. Dovesse essere rinviato ancora il closing consigliamo a questi individui di non farsi più vedere.

I #SottoSchiaffoBoys: 2. Siamo lì per caso, gli acquisti sono casuali, non c’è un progetto, Montella è un dio che fa rendere una squadra da ventesimo posto, quando perdiamo il Milan torna alla sua reale dimensione. Poi però fanno gli indignati su un 36 su 38 manipolato fuori contesto per portare click al proprio mulino. E’ bellissimo vedere il loro livore ed il loro fastidio quando noi vinciamo. E se NOI vinciamo, di fatto, LORO perdono. Ciao splendidi!

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.