Non poteva finire diversamente la finale di Champions League. Non poteva finire diversamente la partita tra la squadra che ha perso più finali e quella che ne ha vinte di più. Non poteva finire diversamente tra chi ha eliminato Bayern Monaco ed Atletico Madrid e chi ha avuto come unica avversaria decente un Barcellona in piena crisi. La Juventus ci ha provato, il Real è stato superiore: il risultato è stato un 4-1 netto e più che meritato, una umiliazione che raramente si è vista in una finale. Non poteva che essere così.

La Juventus è stata sostanzialmente la stessa delle partite precedenti. Difesa, contropiede, pressing altissimo. Nel primo tempo il Real ha fatto un solo tiro in porta – quello del gol – ma è anche vero che il gol della domenica lo hanno trovato i bianconeri. Si va all’intervallo con un 1-1 che lascia sbiaditi ma poi nel secondo tempo escono tutti i limiti fisici del primo tempo e di un ritmo onestamente insostenibile per 90 minuti. La Juventus è tracollata totalmente nel secondo tempo come l’ordine naturale delle cose voleva che fosse – su questo ha gravi colpe l’allenatore che evidentemente ha dosato male le energie a disposizione.

Dall’altra parte c’è una squadra che probabilmente ad oggi è superiore al Barcellona di Guardiola. Il Real ha infranto dei tabù che nessuno pensava si potessero infrangere: è la prima a vincere due volte di fila con la nuova formula, è la prima doppietta Campionato-Champions dal 1958. E’ soprattutto Ronaldo anche oggi una macchina perfetta, uno che può non giocare ma ti tocca due palloni e te li mette entrambi in porta, uno che ti fa nove gol tra quarti, semifinale e finale. Probabilmente il miglior giocatore che abbia mai calcato un campo da calcio.

C’è solo da togliersi il cappello di fronte a questo Real. Come ho già detto durante l’anno, sempre sottovalutato, ma sempre in fondo. I giocatori li ha sempre avuti, ma dopo essersi sbloccati con la “decima” hanno costruito una mentalità di ferro, forse superiore a quella della stessa Juventus. Una Juventus a cui forse ha fatto male il racconto mediatico di una squadra che non esiste: una squadra sì forte ma non fortissima (non paragonatela più al Milan che quelle coppe le alzava, per favore). Ci hanno raccontato che Dybala merita il pallone d’oro, che la difesa della Juventus era la migliore di sempre, che Bonucci era meglio di Baresi e che Ronaldo faceva panchina. Ci hanno detto che bisognava tifare Italiano, che loro sono a Cardiff e i gufi sono a casa. E’ stata una fiera della leccata di culo conclusasi con la degna apoteosi. E allora scusate, se alla fine, a godere siamo noi. 

JUVENTUS-REAL MADRID 1-4 (primo tempo 1-1)
MARCATORI: Ronaldo (R) al 20′, Mandzukic (J) al 27′ p.t.; Casemiro (R) al 16′, Ronaldo (R) al 19′, Asensio (R) al 45′ s.t.
JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon; Barzagli (dal 22′ s.t. Cuadrado), Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic (dal 26′ s.t. Marchisio); Dani Alves, Dybala (dal 33′ s.t. Lemina), Mandzukic; Higuain. (Neto, Benatia, Lichtsteiner, Asamoah). All. Allegri.
REAL MADRID (4-3-1-2): Navas; Carvajal, Ramos, Varane, Marcelo; Modric, Casemiro, Kroos (dal 44′ s.t. Morata); Isco (dal 38′ s.t. Asensio); Benzema (dal 33′ s.t. Bale), Ronaldo. (Casilla, Nacho, Danilo, Kovacic). All. Zidane.
ARBITRO: Brych (Germania).
NOTE: spettatori 66.000. Espulso Cuadrado (J) per doppia ammonizione. Ammoniti Dybala (J), Ramos (R), Carvajal (R), Kroos (R), Alex Sandro (J) per gioco scorretto; Pjanic (J) per comportamento non regolamentare.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

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