Se ne è dette di tutti i colori, ci sono stati incontri, scontri, tentativi di rottura dall’una e dall’altra parte. Chi scrive personalmente della vicenda del rinnovo di Donnarumma non ne può ma è altrettanto evidente che questa vicenda è il primo, importante, spartiacque per la nuova stagione nonché primo test per la nuova dirigenza. Chiariamoci subito: giovedì sera a Sportitalia ho sentito dire che doveva essere la vecchia dirigenza a togliere le castagne dal fuoco. I regolamenti in questo senso sono chiarissimi: i minori di diciotto possono al massimo firmare triennali – Donnarumma i diciotto li ha fatti a Febbraio, nel momento in cui la società era in cessione e Raiola ha voluto, giustamente, attendere che questa situazione si diradasse. Trovo che scaricare le colpe per difendere gli amici in una nota emittente nazionale sia un atto vile e codardo.

Detto questo, come ho sempre sostenuto su Facebook, il rinnovo lo firma Donnarumma, non Raiola. Donnarumma potrebbe mandare a quel paese l’agente seduta stante e firmare in prima persona il rinnovo. In questo senso la stessa società ha provato a scavalcare Raiola ma il nostro portiere non se l’è sentita. Insomma: non basta firmare un rinnovo, bisogna firmare il rinnovo. Un rinnovo che avesse clausole rescissorie o che, addirittura, libererebbe a zero il portiere qualora il Milan non si qualificasse per la prossima coppa dei campioni può essere definito in due maniere. Truffa o catastrofe.

Va tuttavia stimato il lavoro di Fassone, soprattutto a livello mediatico, che ha spostato l’attenzione verso l’aspetto giusto. Fino ad Aprile il povero Donnarumma era un ostaggio di Raiola, ora è invece, finalmente, chiaro che ciò che conta è la sua volontà. La volontà di rinunciare, ad esempio, a offerte importanti per rimanere nel club che lo ha lanciato. (Sia chiaro, le bandiere a 6, 7, 8 milioni l’anno a 18 anni, le sanno fare tutti). Da tenere conto in questo senso il fatto che Donnarumma attualmente prende solo 160mila euro all’anno e che per regolamento FIFA la procura ai minorenni è gratuita. In sintesi, ad oggi Raiola da Donnarumma formalmente non ha intascato un euro, non formalmente quando Donnarumma ha rinnovato nel 2015 fino al 2018, ad esempio, il Milan ha visto arrivare il suo assistito Rodrigo Ely con una cospicua commissione. In tutto questo va considerato anche l’avvicinamento alla bottega di Mendes, in contrapposizione con quella di Raiola ma ben più fornita in quanto più cara e solitamente più vincente.

Che rinnovi o meno, comunque, la sensazione è che la corda sia stata tirata troppo e sia lì, sul punto di rompersi. Per carità, il giocatore è liberissimo di comportarsi da professionista, persino di sputare in faccia a chi lo ha lanciato nel mondo del calcio. Però, a questo punto, certe scene, certe mani sul cuore, certi baci alla maglia sarebbe stato meglio evitarli. Qualcosa in tutta questa vicenda si è rotto ed è chiaro che se fino a aprile-maggio per tutti noi era “Gigio”, dalla prossima stagione sarà semplicemente “Donnarumma”. Quel ragazzino sbarbato, così ingenuo, ha imparato a farsi uomo. E noi abbiamo imparato che, forse, quell’ultima flebile speranza di romanticismo nel nostro club e nel nostro calcio è morta ancora prima di nascere.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.

  • Mario De Magistris

    Ribadisco che le nuove dirigenza e società. in continuità con il lavoro precedentemente compiuto, si stanno comportando non bene ma benissimo. Lo dico sin da quando definii ‘fenomeno’ Gigio e lo comparai al più grande portiere di tutti i tempi: Lev Ivanovi? Jašin. Non saprei se il Milan potrà comportarsi così come accadeva in URSS e blindare il ‘proprio’ calciatore. Non saprei dire se Gigio ha minimamente capito quale importanza ha per i tifosi del Milan i quali agognano che lui diventi la nuova bandiera rossonera. Se il suo procuratore banalizza la questione e agisce unicamente in funzione dei milioni d’ingaggio… allora si… farà diventare Gigio un portiere qualsiasi, al quale non sarà perdonato nulla dai tifosi di qualsivoglia squadra. Uno dei tanti mercenari che verrà annoverato, dai tifosi del Milan. come un sogno perso al apri di altri ex calciatori rossoneri che avevano ceduto ai tanti mercenari che abbondano nel fatuo mondo del calcio e che diventano schiavi di procuratori senza idee e senz’anima. Cmq il Milan non ha bisogno di altri portieri. Plizzari è bravissimo anche se venisse promosso da subito in prima squadra ed avrà, come differenza fondamentale, soltanto due anni in meno di esperienza, rispetto a Donnarumma, maturati in una grande squadra di serie A come il Milan.

  • Vittorio

    Ribadisco quanto ho detto prima. Gigio va ancora a scuola. Se fosse vostro figlio gli fareste fare quello che cazzo piace a voi. Prendersela con lui e’ ( in ordine ) Sbagliato, Autolesionistico,
    Ingiusto .

  • Milanforever

    Che dire? Perfetto Diavolo?

    PS: l’altra sera ho scritto che ti amo, oggi perfetto… che abbia bisogno di andare in analisi?

  • Fabio

    Citerò le parole con cui Leo Bennaker commentò lapidariamente il famoso Milan-Real Madrid 5-0 del 19 aprile 1989 (toh, proprio il Real, guarda che combinazione!); ebbene, disse: “No és sorpresa para mi”. Perchè lo disse? Perché conosceva i suoi polli e, soprattutto, aveva imparato a conoscere che galli da combattimento avessimo portato al Bernabeu solo 15 giorni prima. Ormai da due mesi dico e scrivo che chi si prende Raiola sa quel che si prende. Io speravo, dopo i famosi baci alle stemma e le parole dette all’Alì Babà Stadium, che Gigio avesse avuto una resipiscenza e che la strada del rinnovo fosse tutta in discesa, A quanto pare, non è così. Oddio, tutto è ancora possibile, anche che Donnarumma metta in riga il pizzaiolo, dicendo che le cifre proposte (più che alte) sono di suo gradimento e che la farsa può finire lì. A diciotto anni, caro Vittorio, si è responsabili di fronte alla legge e io non credo che oggi un diciottenne, specialmente scafato da chissà quanti commercialisti o consulenti e/o naturalmente da familiari o parenti stretti, non abbia ricevuto (anche) buoni consigli. Si parla di almeno 5 milioni netti all’anno d’ingaggio (cioè 10 miliardi delle vecchie lire), premi esclusi; non stiamo parlando di un contratto da fame. Lasciamo pure stare l’amore per la maglia, la gratitudine per chi ti ha lanciato e tutelato, perché è legittimo che uno possa ambire anche ad avere sempre più soldi. Ma, allora, quei baci allo stemma e quelle parole, dolci come il miele per un orecchio rossonero, lanciati dopo l’ennesimo ladrocinio patito a Torino che senso avevano? Ripeto, magari tutto si sistemerà per il meglio, ma – posto che l’operato di Fassone è trasparente e pienamente in linea coi trascorsi di una società come il Milan – sposo in pieno la tesi di Diavolo (dovrò andare in analisi pure io, Milanforever?) e cioè che, bene che vada, si ripartirà da Donnarumma. Per riavere Gigio, occorrerà attendere. Non c’entra nulla, ma voglio sempre di più il Gallo.

    • Vittorio

      “e io non credo che oggi un diciottenne, specialmente scafato da chissà quanti commercialisti o consulenti e/o naturalmente da familiari o parenti stretti….”
      Sorry, amico. Per me hai sbagliato aggettivo : al posto di “scafato” dovresti scrivere ” plagiato”. Mi sorprende assai questa vostra presa di posizione. Malgrado io mi ritenga un tifoso ammalato dalla culla e piu’ volte da ragazzo mi sia venuta la febbre per arrabbiature rossonere ( Cuccureddu! 39 e mezzo.), malgrado cio’ sono evidentemente meno bollente.

  • Fabio

    Può darsi, Vittorio, che Gigio sia plagiato e non scafato, non posso escluderlo, ma, in un caso come nell’altro, temo non ci siano margini per il rinnovo. A meno che, come ho scritto, non ci sia una resipiscenza del guaglione che, magari spronato dalla famiglia, mandi a quel paese Raiola. Tanto, bravo com’é, con qualunque procuratore può smuovere le montagne. Comunque, anche se più sul deluso, sono anch’io un tifoso passionale e sentimentale. Il Cuccureddu di quel 20 maggio ’73 fu un colpo al cuore, all’epoca molto più in forma di adesso. Se poi ripenso che quella domenica morirono pure Jarno Saarinen e il mio Pasolini, un lottatore indomabile, il ricordo diventa assai più doloroso. Comunque, la speranza, si dice, non costa niente, ma è bene anche essere preparati a un piano B. Spero, ovviamente, che il futuro ti dia ragione. Sarebbe una gran gioia.

    • Milanforever

      Mamma mia Fabio (Marchese) che ricordi hai evocato. Quel giorno, purtroppo, lo ricordo molto bene e ricordo altrettanto bene il dolore doppio per la morte del mio concittadino, vero spirito libero del motociclismo di allora. I Rossi, campioni della moto e dei media, ancora erano lontani dall’esistere.

  • Fabio

    E non dimentichiamo – lo dico a Milanforever, ma è per tutti – che anche quel 20 maggio i Gobbi non conseguirono una vittoria limpida. Prima si opposero in Lega Calcio allo slittamento delle partite scudetto (il Milan era reduce dalla vittoria in Coppa Coppe sul Leeds, il mercoledì precedente) e poi, come da testimonianze di alcuni romanisti (vedi Ciccio Cordova su tutti) convinesero l’allore presidente capitolino Anzalone a fare un fervorino ai suoi nell’intervallo di Roma- Juve (e si era sull’1-0 per la Roma), convincendo i suoi a non impegnarsi. Herrera tolse subito Spadoni, autore del gol, e la Roma fece finta di giocare quel secondo tempo. Alla fine come si fa a non capire come mai tutta l’Italia che non tìfa Juventus abbia gioito per la vittoria del Real?

  • yanluke

    Parliamoci chiaramente, questa vicenda è un sciacallaggio nei confronti del Milan, e la dirigenza, come dice la curva, non deve assolutamente cadere nei giochini dell’agente di donnarumma. Per me pagare un 18 enne 5 milioni è eticamente fuori da ogni logica, e dopo un contratto del genere l’agente chiede anche clausole tipo il raggiungimento della champions. Che dire, è veramente spiacevole e poco rispettoso nei confronti di una squadra di calcio che negli anni ha vinto e stravinto ogni competizione nazionale e internazionale.
    La nuova dirigenza ha pensato di ricostruire, per tornare grande, inizando dal giovane portiere, e solo per questo Donnarumma dovrebbe essere grato e firmare a occhi chiusi. E invece rilancia e ripensa.
    Bè, c’è poco da pensare, al primo che mette sul piatto 40 milioni si prende il giovane portiere. Per quanto mi riguarda non lo rientengo più degno di questa maglia.