Le settimane passano e ogni venerdì mi ritrovo a pescare dal mazzo stantìo un argomento di cui scrivere. Trovarne uno che non faccia male affrontare è ogni volta più difficile e soprattutto doloroso, per cui decido di giocarmi il jolly e andare a sottolineare una delle poche cose molto positive della stagione.
Che i venticinque o trenta milioni per Romagnoli fossero un prezzo ingiusto è pensiero concesso e lecito; ma che risultassero addirittura molto pochi non era nelle previsioni neanche del più ottimista dei tifosi rossoneri. Effettivamente essere ad anni venti tra i tre o quattro difensori più forti e influenti del campionato italiano di serie A è una cosa riuscita a pochissimi, contabili forse sulle dita di una mano. Alessio “tempesta quasi perfetta” Romagnoli è su questa mano, avendo dimostrato in trenta e passa partite di essere fortissimo in ognuna delle qualità richieste al prototipo definitivo di un centre back.
Senza di lui il Milan soffre non solo perchè vengono a mancare i suoi anticipi, la sua capacità di lettura dell’azione e la sua marcatura, ma specialmente per la capacità di costruire e impostare l’azione dal basso; Alessio Romagnoli è infatti un difensore capace di gestire il pallone come pochi altri in Europa, e sicuramente come nessuno in casa Milan, diventando velocemente il baluardo insostituibile che ci manca dai tempi di tale (chiedo scusa ai nostalgici) Silva, Thiago.

Da lui questa squadra deve ricostruire e ricostruirsi nel prossimo futuro, unico punto fermo insieme a Donnarumma per ricominciare a sperare in un Milan futuribile e vincente che mai come ora appare lontano, evanescente e forse impossibile. Difficile infatti parlare di futuro con le poche (o nulle) teste pensanti che satellitano in orbita Milan; orbita costellata sempre più di senilità e brutte figure che hanno come unico effetto quello di corrodere l’orgoglio milanista insito in ognuno di noi. Orgoglio che a volte ci porta a non accettare che la nostra società sia ormai finita e necessitevole di un cambio netto di rotta e comando, portandoci a vaneggiare e convincerci che la colpa sia dell’allenatore. Sì, da cinque anni… Buongiorno ai sognatori.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)

2 Comments

  1. Borgofosco

    Esatto Mattia chi da le colpe all’allenatore vaneggia. Basta ‘noi’ non siamo come gli altri di Milano che ad ogni piè sospinto cambiavano allenatore. Noi tifosi, come giustamente ricordi, siamo orgogliosamente milanisti. Puntare sui giovani? Assurdo aver mandato via Ganz che ora è della ‘giuve’. Ribadisco che vorrei il ritorno di Petagna, visto che tecnico dell’Atalanta sta facendo ‘carte false’ per averlo. Se proprio lo si volesse mandare a Bergamo, per migliorarsi, allora chiederei agli amici atalantini che ci diano in cambio il prestito di Monachello. Lancerei già in questo finale di stagione Locatelli tenendo un occhio vigile su Calabria che non vedo perché debba andare ‘a farsi le ossa’ altrove. Il grande Milan di Sacchi iniziò poggiando su di una base di giovani tutti ‘costruiti in casa’. Se proprio dobbiamo lasciare ad altri di rappresentare il calcio italiano… con qli squallidi risultati che vediamo…. ripartiamo dai nostri giovani che quando vengono prestati a famelici speculatori… non giocano oppure fanno di tutto per ostacolarli. Credere nei giovani è necessario soprattutto quando la proprietà non parla di acquistare Messi oppure Cristiano Ronaldo e neppure Witsel. Propongono acquisti di parametri zero, non avendo capito che sono la causa principale del buco nel bilancio. Magari perfetti sconosciuti che, per me, non valgono neppure il talentino(Donnarumma docet) che avevamo nelle giovanili!

  2. A me non piace per niente la gestione della rosa fatta da Sinisa. Ha creato un gruppetto di intoccabili come fossero tanti Messi. Non solo non lo sono ma una delle cause della nostra mediocrita’ e’ riposta in queste sopravvalutazioni di alcuni. Cerco di spiegarmi. Bonaventura , Montolivo e Bacca : se qualcuno li scambia per fuoriclasse non capisce nulla di calcio. Sono bravi calciatori senza dubbio ma assolutamente normali e mai potranno assicurare il cambio di qualita ‘. Per questo motivo, e per l’incapacita’ di Sinisa a fare turn over e cambio di modulo in partita, avbiamo perso, anzi buttato via, possibili cambi ed ottimi giocatori.Torres, Lopez, Il Faraone, Mexes, De Jong, De Sciglio, ed ora Menez e Balotelli trascurati ad oltranza o sfottuti addirittura con i cinque minuti alla Mandelli( faccia di culo ) o alla Allegri ( ??? ditelo voi….) altri che mi possono sfuggire, sono perfino superiori agli intoccabili e sono bruciati. Non e’ il modo giusto di gestire le risorse e noi tifosi non dobbiamo cadere in questo errore avallandolo.

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