Ricostruire da Sinisa – Editoriale di Mattia Urbinati

Leggo elogi a Sarri, ad Allegri, a Spalletti e a Paulo Sousa. Addirittura in stagione è stata messa sul piedistallo la capra Mancini. Ma Mihajlovic mai. Lui è stronzo a prescindere, allena una squadra antipatica e quindi noi della carta stampata ne parleremo sempre male, gne gne gne!

Il concetto che vorrei spiegare e che non viene mai considerato, vuoi per incapacità, vuoi per demenza, vuoi per comodo, è che tutti gli altri allenatori hanno beneficiato del lavoro di chi li ha preceduti. Mi spiego: il caprone l’anno scorso ha avuto sei mesi per cominciare a far vomitare soldi a Thohir, tanto al cingalese che gliene frega, fa lo strozzino di professione e gli torna tutto in tasca con gli interessi quindi giù anche in estate con altri bilioni per quel ragazzotto di colore che alla fin fine vale un sesto dell’economico e poco affascinante Juraj Kucka detto anche Kuco, neanche fosse una presa per il culo. Ku-cò cuginastri!

Non viene neanche detto che gli stessi Allegri e Sarri, con quest’ultimo lievemente in sfavore, hanno beneficiato del lavorone di Conte l’uno e del lavoro, seppur poco pagante, di Benitez l’altro. Infine Paulo Sousa, quello che ammiro maggiormente e che ha cambiato di più i concetti della sua squadra si è comunque trovato una Fiorentina in salute con la quale Montella ha lavorato benissimo in rapporto alle risorse investite.

Mihajlovic, dicevamo. Lui povero uomo si è ritrovato invece una squadra distrutta. Un buco nero autodivoratosi negli ultimi anni. Inzaghi gli ha lasciato.. il nulla. E dal nulla Sinisa ha ricostruito. In primis, uno spirito di squadra, in secundis una squadra stessa. Perchè il Milan non lo era più, una squadra. Era un agglomerato di giocatorucoli un po’ mediocri e un po’ sopra il livello ma incapaci di esprimersi coralmente. Ora lo fanno, ma grazie a Sinisa. Non grazie ai soldi spesi, non grazie a Romagnoli che ci ha sistemato la difesa per dieci anni o Bacca che è finalmente uno che nel Milan può starci, perchè questo Milan è una roccia (o studia per diventarla) anche senza di loro. Le ultime due partite ne sono l’esempio: Zapata in campo e Bacca con le polveri bagnatissime, risultati: ottimi lo stesso. Perchè c’è una squadra dietro, non dei fantocci allenati da fantocci (escludo Seedorf). Per questo mi auguro che questi teatrini ridondanti e miserabili su Mihajlovic che deve vincerle tutte o punzecchiamenti vari spariscano. Che la società si schieri con Sinisa e la finisca con le pagliacciate, che ci ha stufato. Ricostruire da Sinisa.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)

6 Comments

  1. Perfettamente d’accordo.

  2. Ragionamento sbagliato. Da quale Sinisa dovremmo ricostruire? Da quello confuso come mai del girone di andata? Cosa ha fatto di diverso dal povero Pippo? Ed a proposito di Pippo, caro Mattia , non dare del fantoccio ad un mito! E non dare del fantoccio a Diego Lopez, a Nigel De Jong, a Honda , a El Shaaravi ( porca buttana ! ) a Poli, ed anche a tutti gli altri giocatori vittime di Allegri e del suo mentore, nonche’ della faida contro Seedorf. Tu cosi’ fai tornare fantasmi inutilmente e dai per sicuro quello che invece deve essere conquistato con i risultati ed umilmente da Sinisa. Meno male che in questo ambiente schizzofrenico c’e’ un Silvio Berlusconi .

    1. Mattia Urbinati
      Mattia Urbinati 28 Febbraio 2016 at 19:24

      Filippo Inzaghi è il mio essere umano preferito, è la situazione ad averlo reso fantoccio.

  3. Perfetta la seconda parte del post.
    Vittorio, Inzaghi giocatore non potrà mai essere dimenticato. Inzaghi allenatore, prenderei per il collo chi l’ha messo su quella panchina.
    Sinisa ci ha messo un po’ troppo per ricucire i pezzi, ma se consideri che la capretta Allegri (il copyright è il suo, Mancini è un palese falso made Indonesia) con quel po’ po’ di squadra che si ritrova ci ha messo una decina di partite…
    Sto con quelli che dicono che Sinisa non si tocca.

  4. Milanforever, avvertimi se vai a prenderlo per il collo che vengo pure io. E’ lui il fantoccio, caro Mattia, non Pippo e nemmeno Clarence.
    Per Sinisa sono con il Presidente : continui a migliorare e possiamo dimenticare tutte le cazzate iniziali. Ma deve volare piu’ in alto . In tutti i sensi.

  5. Borgofosco

    Che dirti Mattia… basta un bravissimo? Si è proprio come dici e questo Milan è sbocciato non come d’incanto ma grazie alla tenacia di un uomo che non casualmente io ho sempre accostato al tenace triestino Nereo Rocco. Già più o meno uno delle sue zone, scaltro , sfacciato, senza peli sulla lingua e arguto come il suo maestro Vujadin Boskov. Oserei dire due italiani nati un po più a est di Trieste. Dico anche due personaggi che amavano e amano l’Italia e sono più italiani di tanti falsi italiani. Va bene così! I miti restano tali così come la storia del Milan nessuno la può cambiare e neppure Silvio Berlusconi che aveva reso possibile, grazie alla passione di suo padre ed ai suoi denari, la nascita della squadra di club più forte di ogni epoca!

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