Che negli ultimi anni le minestre riscaldate non abbiano funzionato è sotto gli occhi tutti, così come è evidente come certi ritorni siano stati utilizzati ad hoc per cavalcare comode onde di fumo negli occhi dei tifosi. Cosa che però non si riesce ad insabbiare sono i tristi risultati messi a segno nel corso del quinquennio ultimo.
E’ tornato Kakà, bello, può starci, difficile schierarsi a spada tratta contro il più grande talento passato per via Turati di recente. Fermiamoci agli Izecson Santos Leite però.
Boateng, Boateng.. Fatto fuori da uno Schalke intollerante non è stato difficile per lui trovare un posticino nella Caritas di turno. Pasto caldo, alloggio e.. contratto. Sì perchè Kevin Principe è ai dettagli dal firmare con il Milan, ancora.
Proviamo a ragionarci su. In rosa abbiamo almeno cinque centrocampisti che peggio di Boateng non possono fare, questo perchè è impossibile fare umanamente peggio. Fin qui è un dato di fatto e rende meno amaro l’ingaggio del ghanese, ma non nasconde alle menti più scaltre (e non) come sia imbarazzante, triste, mortificante l’assenza di un piano e il continuo mendicare in giro per strappare l’affare economicamente migliore.
Ingaggiare Boateng sà di provinciale, di mediocrità, di nebbia, di nulla. E sia chiaro, sarò il primo incoerente a godere di un suo gol, di un suo assist, di un suo ritrovato voler giocare al calcio. Ma oggi quattro dicembre per me l’ingaggio di Boateng è una sconfitta.
Un’ennesima sconfitta che si aggiunge alle brutte figure che una società precedentemente perfetta sta collezionando al posto delle vittorie. Ci ho provato a mandare giù altri bocconi amari, in nome di una riconoscenza che ormai sà di muffa. Ci abbiamo provato tutti, ma in pochi riescono ancora a difendere le malefatte della premiata ditta Incompetenza Srl.

Chiudo immaginandomi già i titoli ironici degli Scaisporte e delle Cazzatedellosport, testate che non stanno perdendo un colpo per sottolineare quanto sia caduto in basso il ruolo di iscritto all’albo giornalistico italiano. Noi abbiamo così tanti problemi che pensare agli scribacchini e conduttori da due spicci non è prioritario, ma secondo me è un postscriptum che va sempre fatto in nome dell’onestà intellettuale che lega noi tifosi sani, amanti del campo e della verità.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)