Da anni i tifosi del Milan superano le domeniche con la convinzione che comunque peggio di così non possa andare, che non sia possibile che il Milan arrivi decimo, che dall’anno prossimo si torni a vincere e a investire. Realisticamente ci troviamo ancora intrappolati in questo pozzo senza fondo, la cui luce appare quasi utopistica. Gli sprazzi filtrati in questa sessione estiva con il possibile avvento del signor Taechaubol sono stati spazzati via dal pessimo inizio di stagione. Gioco inesistente, complessi di inferiorità, instabilità psicologica e pochissimo carattere.

Mihajlovic ha tutta l’aria del tanto fumo poco arrosto, perchè è inutile che ai microfoni utilizzi espressioni forti come quelle sull’attaccare al muro un calciatore se poi quando vai in campo la tua squadra assomiglia a un gregge di pecore smarrite. E sì, il parlare ai microfoni. Cosa che hanno smesso di fare i signori Galliani e Berlusconi, nascosti dal patetico slogan di serie C “chi perde sta zitto”. Roba da far impallidire, roba da radiazione immediata da una società come l’AC Milan. Chi perde parla. Chi perde spiega ai tifosi perchè si sta facendo schifo. Chi perde non si alza dalla tribuna e fugge come un ladro. Non dopo tutti i danni fatti. E’ un atteggiamento patetico, imbarazzante, vile, viscido e che passivamente fa intuire di chi siano le colpe, di chi si sente in differenza.

Cinque anni di schifo sono troppi per farci credere che la colpa sia univocamente del mister, specialmente partendo dal presupposto che la responsabilità di chi sceglie il mister sia più grande della responsabilità del mister stesso, e scusandomi per l’orribile gioco di parole ribadisco quanto per me sia sacrosanto il discorso delle responsabilità. Se un giocatore è scarso la colpa è di chi lo mette in campo, non sua. Stessa cosa per un allenatore, se per cinque anni giochiamo come lo schifo allora forse il cancro è alla base. E trovo molto pesante ripetere gli stessi concetti da tempo, purtroppo il nuovo trend del silenzio sa molto della famosa goccia che fa traboccare il vaso. Lo fa anzi esondare, rendendo ancora più chiari i colpevoli, in un infinito circolo di zeri assoluti.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)

3 Comments

  1. Diavolo1990

    Ci sono tre contraddizioni evidenti per me
    A) Non è vero che si fa schifo da 5 anni. Prima is è andati in CL o si è lottato per lo scudo
    B) L’allenatore conta, la prova che si può fare meglio è tangibile ed è stata la gestione Seedorf
    C) Mihajlovic ha la responsabilità rispetto agli allenatori precedenti di aver una rosa migliore e 90 mln spesi.
    D) Se io faccio male il mio lavoro cacciano me, non il mio capo, però. Mihajlovic non andava preso. Bene. SB ha messo veto su Sarri, sarebbe riduttivo però ridurre tutto a questo.

    1. Ci sono tre contraddizioni evidenti per me

      Quelle so’ quattro. A, B, C, D: quattro.

      sarebbe riduttivo però ridurre tutto a questo.

      D’altronde se non è riduttivo ridurre …

  2. Borgofosco

    Caro Mattia non ti capisco. Vorresti a tutti i costi attaccare il carro davanti ai buoi? Il Milan ha scelto una strada difficile da ripercorrere poiché l’aveva abbandonata con l’avvento di Silvio Berlusconi. Ora si vorrebbe riprendere la vecchia strada ripartendo dal settore giovanile. Ma gli altri non stanno a guardare e contrastano, politicamente, questo disegno. Non capisco come mai Mastalli, mandato da Zeman a Lugano, non gioca mai seppur nella serie B svizzera. Tanti,forse troppi giocatori delle giovanili, sono stati ‘bruciati’ perché mandati in società dove non li facevano giocare. Secondo me Petagna poteva anche restare al Milan così come Paloschi. Ma la politica del vincere tutto e subito non può essere attuata partendo dall’ipotesi di impiegare i giovani del vivaio. Per fare ciò ci sarebbe voluto un allenatore come Pep Guardiola che al Barça ripartì dalla cantera mandando via quasi tutti i cosiddetti top player. Ma in Italia troppi ‘cani’ stanno attorno all’osso rappresentato dalla possibilità di assumere la procura di giovani talenti. Se si esce da questo giro i possibili talenti, prestati ad altri, vengono impiegati con parsimonia o addirittura fagocitati. Sono certo che se non si fosse inventata la strana formula di vendita ‘a percentuale’ anche Saponara non sarebbe stato impiegato costantemente nell’Empoli. Allora se si vuole ripartire dai Donnarumma, Calabria, Locatelli etc… qualcosa bisogna lasciare per strada(De Sciglio?) Ora se realmente arrivassero i soldi di Mr Bee… credo che si potrebbe anche cambiare oppure integrare questa strategia pur nella consapevolezza che si dovrà lavorare sul proprio vivaio per cercare di produrre campioni quasi a costo zero. Donnarumma docet! Mihajlocic è l’allenatore giusto per tradurre questa ipotesi in una tesi vincente così come fece Pep Guardiola al Barça?

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