Un Milan che spende, maluccio, e che gioca peggio dello scorso anno.
Un Milan sempre più alla malora nonostante, come detto, i soldi ci sono stati, l’allenatore, in teoria, anche e gli elementi (presi singolarmente) non sono da buttare.
Sempre più giù.
E quello che mi preoccupa di più e davvero non saperci più rialzare con questa società, questi tifosi e quel clima a Milanello.

La programmazione ha lasciato a desiderare, una programmazione che è iniziata correttamente a giugno con Kondogbia e Martinez, rimpiazzati per fortuna da Bertolacci, Bacca ed Adriano che sono nettamente superiori nonostante il primo è martellato dagli infortuni.
E’ continuata bene a luglio seguendo Witzel e Ibra (corteggiato fino alla fine) e comprando Romagnoli, sempre più leader della difesa, ma è stata letteramente buttata nel cesso ad agosto spendendo poco e male quei pochi milioni che ci erano rimasti.
Ovvero Kucka e Balotelli e niente altro nonostante fosse chiaro a tutti che non bastassero i 4 acquisti sopra elencati, che Kucka non risolvesse nulla dei nostri problemi e Balotelli non fosse il desiderio dei tifosi che sognavano Ibra da tre lunghissimi mesi.

Problemi che sono anni che esistono e i quali sono sempre più chiari: difesa e centrocampo.
In realtà, se prendiamo le rose degli agli anni scorsi anche l’attacco era messo male perché Pazzini non rendeva più e con lui i vari El Shaarawy e compagnia non erano più da Milan né funzionali ad un progetto.
Ergo andava rinforzato anche l’attacco, cosa che si era fatta bene con Bacca e Adriano sempre più partner in campo e con sempre più alchimia tra i due, prima che tutti gli altri attaccanti si facessero fuori e che quindi fosse necessario un cambio di modulo.
Ibra doveva essere la ciliegina sulla torta di un attacco più forte e più imprevedibile degli scorsi anni, un attacco più concreto e meglio organizzato sulla carta; invece è arrivato Mario.
Male non ha fatto, quel mese che ha giocato, ma anche lui è arrivato per un motivo: rifarsi l’immagine e riprendere milioni da un top club visto che a Liverpool faceva tribuna e non poteva più valere nemmeno 10 milioni.
Un affare per Liverpool, Mario e procuratore (Raiola!!!) più che per il Milan considerando che è costato 0 euro, stipendio pagato a metà ma le cure mediche sono tantissime per un giocatore che doveva essere d’aiuto alla squadra.
Stessa cosa vale per Witzel, che avrebbe quanto meno migliorato il nostro centrocampo magari non facendoci fare il salto definitivo ma avrebbe aiutato, invece gli si è preferito Kucka.

Ma la cosa più importante era rinforzare il centrocampo e la difesa e non con un elemento ma con due per ogni reparto.
E invece ci si è fermati al solo Romagnoli, che sta facendo anche troppo per essere un ragazzo di 20 anni e con una sola stagione positiva alle spalle, nemmeno in un top club, e a Bertolacci, che quando può giocare cambia il volto del centrocampo del Milan quanto meno in Italia.
Ma non bastavano ed era chiaro: andavano presi due giocatori in grado di fare la differenza da subito, in grado di aiutare i vari Bertolacci/Suso/Romagnoli e compagnia a difendere e impostare, in grado di farli crescere sotto la propria ala come successe a Thiago con Nesta o come successe a Pato con Ronaldinho e Kakà di fianco, prima dei mille mila infortuni.
E’ così che si diventa campioni, seguendo un modello accanto: dagli allenamenti alla partita, con piccoli consigli anno dopo anno.

Un esempio recente? Donnarumma.
Per quanto io sia dalla parte di Diego Lopez e per quanto speri non se ne vada perché è un pilastro importantissimo di questo Milan anche a livello di spogliatoio, Gigio sta imparando tutto da Abbiati e Diego Lopez che lo hanno cullato e coperto facendogli da chioccia, insegnandogli tutto quello che sapevano e che con calma ha recepito anche lui.
Poi il campo è la migliore medicina e questo si sà.
Resta che a noi, ad oggi, mancano due tasselli, quelli in grado di fare la differenza e di aiutare così il resto dei compagni.
In grado di prendersi sulle spalle la difesa e il centrocampo coprendo anche errori dei propri compagni con delle prodezze, e tutto questo è frutto di un mercato incompleto.
Poco mi interessano le colpe adesso, ma spero che a gennaio venga capito e, più che cedere i giocatori, spero si punti a prendere un CC forte e un DC forte in grado quanto meno di aiutarci ad arrivare in CL, perché dello scudetto mai ne ho parlato e nemmeno mi interessa.

Un Milan incompleto e sempre più a rischio, senza un gioco, senza un’identità che dopo 2 mesi mi sarei aspettata di vedere nonostante gli infortuni e soprattutto la scarsa rosa a disposizione (tolti alcuni elementi ovviamente che ho elencato sopra).
Colpa di Sinisa, questa, che non ha saputo trasmettere la sua grinta a questo gruppo o quanto meno ancora non è riuscito a lasciare il segno.
Domani c’è la Samp, la sua grande ex, è ora di ricominciare a vincere e di fare un filotto di partite da qui a Natale (visto che sono fattibili!!!) per rientrare in corsa Champions League.
Arrivati a questo punto non mi interessa come si vince, basta che si portino a casa i 3 punti a partire da domani in modo da non staccarci dalla zona CL definitivamente e in modo da poterla centrare con 2-3 acquisti seri a gennaio.
E’ ora di tirare fuori le palle e di far vedere che, nonostante gli infortuni e nonostante la sfortuna, noi siamo il Milan.
Perfino con Constant in campo facevamo meglio sul piano del gioco e del risultato.. Per cui, in campo senza alibi e senza scuse, dal primo all’ultimo: #ForzaMilan.

MargheritAxen

Posted by MargheritAxen