Il Milan dell’ era ancelottiana, che brillava assai in Europa, ha sempre portato a termine la fase iniziale di Champions League vincendo il proprio girone e solo in un’ edizione su sei, con Carletto al timone, ha dovuto aspettare l’ ultima giornata per qualificarsi.

L’ edizione in questione è la 2005-06, la prima post Istanbul, e nel girone E, dopo cinque turni, è tutto in bilico: Milan 8, Schalke 8, PSV 7.

L’ ultimo atto è in programma il 6 dicembre 2005: noi ospitiamo i tedeschi, mentre gli olandesi ricevono i turchi del Fenerbahce già eliminati.

Il Milan arriva da una brutta sconfitta in campionato in casa del Chievo e non sta attraversando un floreo momento di forma, così Ancelotti imposta la partita su una tattica attendista per far uscire allo scoperto lo Schalke. Anche perché lo 0-0 qualificherebbe i rossoneri in virtù della classifica avulsa.

Nasce così una partita bruttina che nei primi venti minuti vede un unico sussulto, quando Ringhio impensierisce il portiere avversario Rost con un colpo di testa da fuori area. Alla mezz’ora Altintop cerca di approfittare di uno svarione di Maldini ma non inquadra la porta.

Il Milan, che a gestire non è capace più di tanto, inizia a macinare gioco e attacca, ma troppo confusamente per creare seri grattacapi ai tedeschi. Ma sul finale di tempo Kakà si prende un fallo nei pressi dell’ area avversaria. A calciare va Pirlo che disegna un arco che va a spegnersi sotto l’ incrocio.

Sembra essersi messa in discesa ma il vantaggio dura solo due minuti. Punizione dalla sinistra, la palla attraversa l’ area, Dida si gusta il panorama, Nesta non arriva di testa, alla sue spalle sbuca smarcatissimo il delizioso Poulsen (proprio quello dello sputo di Totti a Euro 2004 e che, nel match d’andata, riuscì nell’ impresa di far incazzare Kakà) che l’ appoggia di testa per il momentaneo 1-1.

Nella ripresa, come spesso succedeva al Milan ancelottiano, i ragazzi entrano con uno spirito diverso. Lo Schalke deve osare di più perché l’ 1-1 lo elimina e il PSV sta vincendo 1-0. Rangnick toglie un centrocampista e mette una punta (Ernst-Asamoah) e presta il fianco alle ripartenze rossonere.

Al 7′ Sheva cavalca per 30 metri (l’ unica azione da Shevchenko di quella partita, per il resto piuttosto imbarazzante) e apparecchia per Kakà che infila Rost in diagonale.

L’ estremo difensore tedesco si rifa’ poco dopo salvando su Inzaghi ma al 15′ capitola di nuovo: Pippo mette al centro dalla sinistra per Shevchenko che, tutto solo, ciabatta che sembra il fratello sfigato del raton Javi Moreno. Il rimpallo favorisce l’ accorrente Kakà che controlla, evita con una finta due avversari, osserva il caos che accade attorno a lui e piazza il tiro che vale il terzo gol.

Ora San Siro è tutto un “Siam venuti fin qua per vedere segnare…” ma le preoccupazioni non sono finite. A metà ripresa lo Schalke accorcia le distanza: sugli sviluppi di una punizione calciata in maniera orribile (forse solo Chiellini saprebbe fare peggio) la palla arriva a Lincoln che effettua un tiro cross che, intercettato dal Shevchenko Calimero di quella sera, termina alle spalle dello spiazzato Dida.

Il 3-3, per i contorti conti della classifica avulsa, qualificherebbe i tedeschi che tentano un assalto all’arma bianca. Assalto che, però, è ben contenuto da Nesta e Stam che hanno superato i patemi iniziali e da uno scatenato Gattuso che aggredisce tutto quello che di blu si muove fino alla fine.

Anzi Ringhio continua ad aggredire anche dopo il triplice fischio quando va dal dolcissimo Poulsen ad esultargli in faccia, urlando e dimenandosi come un sedicenne quando riceve dall’amichetta l’ invito di andare da lei che i suoi non sono a casa.

Così, il girone lo si riesce a vincere anche quell’anno e la campagna europea proseguirà fino alla semifinale, dove ci fermeremo di fronte al Barcellona di Ronaldinho e all’ arbitro Merk.

Milan: Dida, Stam, Nesta, Maldini (31′ pt Simic; 34′ st Kaladze), Serginho, Gattuso, Pirlo, Seedorf, Kaka’, Shevchenko, Inzaghi (40′ st Gilardino).

All. Ancelotti

Schalke 04: Rost, Rafinha, Bordon, Rodriguez, Krstajic (39′ st Larsen), Ernst (1′ st Asamoah), Poulsen, Altintop, Lincoln, Kobiashvili, Kurany ( 39′ st Sand).

All. Rangnick

Arbitro: Mejuto Gonzalez (Spagna)

Reti: 42′ Pirlo, 44′ Poulsen, 7′ e 15′ st Kaka’, 21′ st Lincoln.

Posted by AL diavolo

Milanista dal 1999 causa padre e scudetto di Zaccheroni. Dotato di elefantesca memoria, nostalgico degli anni che furono ma che spera vivamente di rivivere. Anche se uno come Nesta non nascerà più.