In antichità il termine ridicolo racchiudeva in sè un’accezione quasi elogiante.
Lo si poteva riferire, per esempio, al giullare di corte che intratteneva il Re con il solo obiettivo di ridicolizzarsi, appunto, per gratificare il suo reggente.
A oggi il termine viene facilmente utilizzato, invece, come sintomo di pura derisione e implicita superiorità da parte di un soggetto, il ridicoleggiante, nei confronti di un altro, il ridicoleggiato.

Tenuto in mente tutto ciò, ripenso al sorriso derisorio e sprezzante di Roberto Mancini nei confronti dell’intervistatore post Trofeo Tim. Trofeo che ha visto un’Inter ridicoleggiata e un allenatore, in quel caso, molto ridicolo.
Viene da sorridere ripensando agli articoli deliranti letti per tutta l’estate, dei parallelismi Milan-Inter continuamente tirati in ballo, dei presunti derby di mercato stravinti dall’Inter dello stratega Mancini.
Poi guardo i fatti, e vedo una squadra con idee e un allenatore capace di unire dignità e durezza, e dall’altra vedo del caos indonesiano in mano al giullare di corte.

Paralleli Milan-Inter no grazie.
Condividiamo città, stadio, derby e a volte anche i giocatori. Pirlo e Seedorf do you remember?
Però risparmiateci queste continue lotte e paragoni, a noi tifosi milanisti non interessano. Non ci interessano le garette da bambini piccolissimi con l’Inter, noi siamo altro. Paragonare una squadra che ha scritto pagine pregiate della storia del calcio con una che ha fatto parlare di se più per le barzellette che altro è lesivo nei nostri confronti.

Mancini, dicevamo.
Un allenatore incapace di gestire una squadra e abile solamente nel far spendere e spandere i propri presidenti. Thohir ci sta cascando. Fuori Kovacic e Shaqiri e centrocampo di nuovo al punto di partenza. Serviva qualità nel mezzo, l’hanno persa lasciando andare gli unici buoni. Buoni e giovani.
Attenzione, un’offerta irrinunciabile per Kovacic è più che lecito accettarla, ma l’assenza di un progetto a cui attingere si percepisce pur essendo dell’altra sponda, quella giusta.
Ben vengano i 25 milioni per Romagnoli se è un giocatore che l’allenatore ritiene giusto per il suo progetto. Il Milan voleva lui e l’ha preso. Che Mancini voglia costruire la sua squadra su Jovetic e la coppia mediana Kondo-Brozo a me puzza. Bei giocatori, ma veramente è quella lì la sua idea di squadra?
Contenti loro, non sta a noi giudicare. Noi i parallelismi non li vogliamo.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)