E’ da sabato che leggo ogni tipo di critica, di disfattismo, di facciamoschifoilprossimoannocigiochiamolaBconilPortogruaro, di Inzaghi sei peggio della peste; per questo motivo non voglio annoiare i lettori con un’ulteriore analisi personale, che preferisco rimandare fino all’inizio del prossimo mese per vedere soprattutto se i miei sospetti sulla nostra precaria condizione fisica sono fondati.
Mi ritaglio dunque questo spazio per un’analisi della nostra rosa e come andrebbe sfoltita, proprinandola non come verità assoluta ma come semplice opinione personale.

Il reparto dei portieri, per come lo concepisco, deve sempre avere un pacchetto formato da un top, un ricambio affidabile e un giovane della primavera. Il trittico Lopéz, Agazzi e Abbiati lo trovo francamente ridondante. Lopéz è intoccabile, Agazzi ora come ora ci può stare visto che ha un ingaggio basso ed è fondamentalmente un buono sparring partner in questo momento di sacrificio economico, mentre Abbiati nel mio immaginario andrebbe rimpiazzato da un giovane da aggiungere ai primi due, che ad ora sarebbe Stefano Gori.

In difesa il pacchetto deve essere di 8 giocatori. Attualmente il Milan in rosa ha: Abate, Armero, Albertazzi, De Sciglio, Bonera, Zaccardo, Rami, Alex e Zapata e Mexes. Stendiamo un velo pietoso sulla qualità e riflettiamo sulla quantità: sono 10 giocatori necessari? Personalmente mi piacerebbe poter affrontare la prossima stagione salvando solamente Abate e De Sciglio come terzini di riserva, con tanti dubbi sul secondo. Come centrali Rami e Alex sono due ottimi titolari, Zapata ci può stare come quarto mentre tutto il resto è da sfoltire (Mexes paga anche per l’ingaggio troppo elevato). Rimarrebbero quindi: Alex, Rami (titolari), De Sciglio, Abate e Zapata (riserve). A questi bisogna aggiungere due terzini titolari e un centrale di riserva, per il resto in caso di bisogno si attinge alla primavera (dove De Santis sta facendo benissimo).

Il centrocampo, giocando a 3, necessita di 6 giocatori. Una coppia di mediani di rottura (ma non solo) à la De Jong, due giocatori di qualità tra cui un titolare da acquistare e mettere in gerarchia davanti a Montolivo, poi due poliedrici come Poli e Bonaventura (da arretrare definitivamente a centrocampo).
Ai vari Essien, Muntari e Saponara: grazie e arrivederci.
Sui lati necessarie due coppie: due destri a sinistra e due mancini a destra. Per i primi due direi che El Shaarawy potrebbe essere affiancato a Ménez, accantonando finalmente l’idea del falso nueve che una volta rende e dieci no.
A destra attualmente Honda e Cerci sono in fase di valutazione, vediamo a fine anno quale sarà il giudizio, ma per ora ci può stare. Da salutare Niang e Pazzini.

Cosa manca? Le due punte.
Qui il discorso è ampio. La classica boa a noi non serve, con Destro ci facciamo poco, fallirebbe come hanno fallito i Matri, i Torres, i Pazzini. Giocando con gli esterni rientranti sul proprio piede i cross sono pochi, molto meglio un giocatore veloce e di qualità tecnica. Il mercato offre poco, soprattutto per noi che ci limitiamo ai parametri zero con contratti da due casse di banane.
Serve uno sforzo economico e di intelletto, qualità in cui negli ultimi anni stiamo peccando non poco. Con gli hip-hip-urrà si va poco lontano, basta filastrocche, fuori i contanti e dentro i giocatori. Quelli veri.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)