Direi che è ora di mettere qualche puntino sulle i.
Ormai so passati circa 5 mesi da quando ho iniziato la mia avventura con questo blog, per altro una grandissima avventura, un’esperienza più che positiva con ragazzi più che positivi.
E non lo dico tanto per, come quelle frasi di circostanza che vanno dette altrimenti si viene cacciati.
Lo penso davvero.
Alla faccia di tutti quelli che ci danno contro per una opinione piuttosto che un tweet o la faccia da donna.
Bene, dopo questi 5 mesi ho bisogno di mettere un freno alle cazzate che leggo ogni volta su Twitter.

Partiamo dal principio: Inzaghi.
Amavo Pippo come giocatore e con tutto quello che ci ha fatto vincere gli devo la chance di sbagliare, di rialzarsi, di vincere e di perdere.
A fine anno trarrò le mie conclusioni, fino ad allora per me ogni critica che gli viene rivolta (giusta o sbagliata che sia) passa in secondo piano.
E non perché non pensi altro che cose positive, ma per rispetto nei confronti di uno dei giocatori che più ho amato nella storia rossonera.
Di errori ne ha fatti, tanti.
Di partite contro le piccole perse ha già finito il bonus, per quello che mi riguarda.
Ma il giudizio verrà alla fine, alla fine di questo lungo anno che, tra alti e bassi, vede una rosa unita nel bene e nel male e vede finalmente un allenatore che invece di chiedere Kucha chiede Brozovic, che invece di chiedere Zaza chiede Destro o Immobile, che invece di tenere Niang chiede Cerci.
Un bel passo avanti inaspettato, che ora deve concretizzarsi anche sul mercato.

Ecco l’altra spina dolente.
Non ho mai detto di essere devota sempre e comunque a Berlusconi e Galliani, mai.
Rimarco ciò che di buono fa Galliani e ripongo la mia fiducia in Berlusconi dopo che, passati 4 anni di piena merda, è tornato a farsi vedere in quel di Milanello e che invece di chiamare i giocatori con soprannomi inventati (o relativi ad altre persone) vedi ‘Pignatone’, conosce i giocatori, conosce i nomi e conosce le loro facce.
Da qui però, a dire che sono pienamente d’accordo e sempre e comunque fedele ai due sopracitati di acqua sotto i ponti ne passa.
Partiamo da Berlusconi: pensate che a me piaccia che non tira più fuori un euro nemmeno per un caffè?
Però c’è un dettaglio che sfugge a tutti: di soldi, dal 2007 a oggi ne ha tirati fuori molti di più di quelli che si crede.
E togliamo i debiti vari che paga ogni anno che sono sempre sopra i 60 milioni (a parte questi ultimi anni che sono diminuiti).
Che siano meno del passato sono d’accordo ma non sono stati pochi.
A partire dai 12 milioni spesi per Matri (ma non solo, dal 2007 ad oggi parecchi investimenti furono un fiasco, come Oliveira e compagnia).
Tutti questi soldi, per quanto pochi possano sembrare, se gestiti meglio avrebbero fruttato molto di più.
Ecco, a me non sta bene che non escano più soldi per il mercato o che si faccia a zero euro, ma, per ricollegarmi all’altra persona sopra citata, Galliani tutto questo se l’è cercato.
Oh certo, non solo lui.
E negli ultimi due mercati non ha certamente fatto male, anzi.
E’ tornato il Galliani di un tempo, quello che ti fa i colpi migliori senza spendere cifre esagerate (da Alex a Diego Lopez, da Menez a Bonaventura fino a concludere con Cerci e Suso, ottimo ragazzoni prospettiva).
Ma dal 2007 ad oggi ha accavallato parecchie cavolate che, a livello di bilancio e di soldi di Berlusconi (che si dice non ne abbia tirato fuori nessuno), son costati il mercato attuale.
E non mi riferisco a Ibra e Robinho, uno degli ultimi mercati intelligenti che ricordo, ma agli stipendi assurdi di Mexes, di Essien, di Muntari, l’investimento troppo costoso in Matri (seppure io apprezzi il giocatore, non vale certamente 12 milioni) etc…
Ribadisco il concetto: io difendo ciò che c’è da difendere, ovvero gli ultimi due mercato dopo anni in cui si cercavano solo giocatori falegnami o giocatori che definire ‘pippe’ è pure un complimento.
E non gli do certo la colpa solo a lui, insieme c’è Berlusconi che si è occupato sempre meno del Milan negli ultimi 4 anni e quella capra di Allegri che ha portato bidoni su bidoni senza muovere un ciglio quando gli venivano proposti giocatori.
Da Mesbah a Traorè, da Zè Eduardo a Zapata, continuando per altri mille giocatori come Nocerino, Birsa, Constant e via via.
Ecco, quando mi si chiede un’opinione sarebbe bene conoscermi, parlare con me in privato 10 minuti ed ascoltarmi, perché è tutto oro ciò che luccica.

E tanto per continuare la lista delle mie opinioni, riallacciandomi a Berlusconi, non sono certo d’accordo con tutte le frasi assurde che dice ma su una cosa gli dò ragione: se giocassimo sempre come contro il Real non saremmo inferiori a Roma e Juve in Italia nonostante le nostre carenze eccessive a centrocampo.
Ma da qualche anno, ad ogni partita fondamentale che dobbiamo affrontare e vincere senza alcun dubbio, ci caghiamo sotto e la perdiamo o pareggiamo.
Soprattutto quest’anno, con l’ultima proprio contro il Sassuolo.
Il Sassuolo dà (Allegri che viene cacciato), il Sassuolo toglie (il -2 dal terzo posto).
Ma ripeto, se in campo ci mettessimo sempre il 200% come visto contro il Real saremmo qui a parlare di almeno 10 vittorie e 3 sconfitte.
Contro Inter, Fiorentina, Cesena, Empoli, Sassuolo e Palermo abbiamo perso punti fondamentali, che fanno parte della crescita e che spero recupereremo in qualche modo nel girone di ritorno.
Ma se prendiamo, sulla carta, i nostri difensori o i nostri attaccanti non hanno nulla da invidiare ai difensori e attaccanti di Juve e Roma.
Per il centrocampo, discorso a parte, visto che sarebbe da rifondare.
Ma con quali soldi?
Andrebbe rivoluzionato tutto, rimpolpato di almeno 3 centrocampisti dai piedi buoni e con il centrocampo anche i terzini.
Se a noi manca gioco è anche per via di queste carenze.

Se togli Abate, a destra hai il nulla.
A sinistra hai il nulla con chiunque tu metta.
Ed ecco la colpa del duo Berlusconi/Galliani: uno non mette i soldi, l’altro acquista tutti fuorché centrocampisti bravi, forti e dai piedi fatati.
Eppure Inzaghi ne ha chiesti un paio…

Concludo il tutto con l’ultima perla.
Tifare a prescindere non vuol dire non avere pensieri.
Non vuol dire non avere cervello o guardare partite con i paraocchi, quelli li avete voi nel contestare tutto a prescindere.
Sia che e cose vadano bene sia che le cose vadano male.
Gli occhi per giudicare le cose li ho, così come ho l’amore per quella maglia che voi, purtroppo per il Milan, non avete più.
Se si pensa di più a twittare ‘siamo delle merde’ o se si pensa di più a trovare il capro espiatorio della serata, vuol dire che il tifo è in secondo piano.
Se si pensa più a cosa fanno quelli là, a che allenatore hanno, a che gioco hanno o a chi comprano, significa che di Milan in corpo non vi è rimasto che il nome.
Se si pensa più a twittare quanto grande è Mancini (a -8 dal terzo posto) o a quante palle ha Mancini perché chiede Podolski ed arriva (‘Inzaghi ha chiesto Cerci per 6 mesi quando valeva ben 16-18 milioni ed è arrivato quando ne valeva 0, quindi non ha le palle’ cit), significa che ormai il tifo milanista non esiste più.
E se la frase ‘pensiamo noi’ dopo le sconfitte di Inter e Juve è diventata routine, vuol dire davvero che il Milan non ha più di 100 tifosi al mondo.

  1. un milanista gode sempre delle sconfitte di quelle merde là;
  2. si tifa sempre, a priori, anche dopo una batosta o una vittoria contro il Real Madrid;
  3. anche se le cose non vanno come si spera o come si vuole, non si deve passare il tempo a fracassare i maroni sottolineando ciò che non va, ma incitando ciò che si ha per farlo rendere al meglio fino a che è con noi.

Il resto per me è noia.
Di problemi ne abbiamo assai, dalla rosa alla dirigenza e non è perché twitto un ‘Forza Milan’ dopo una sconfitta o un tweet a favore di Galliani o Berlusconi che dimentico ciò che ci manca o ciò che ci serve.
Ma come mi disse una volta una persona qui sul blog e su twitter “cosa credi che ascoltino te per il mercato?”.

Ecco, io vi leggo, vi ascolto.
E anche se criticate o offendete o deridete o qualunque cosa vogliate voi fare o dire su di me, ecco, io a differenza vostra leggo ciò che dite.
Lo so che non mi ascoltano, per questo parlo sempre meno del mercato e sempre più cerco di scrivere ‘forza Milan’ che è cento volte più utile di qualsiasi critica scritta o detta.
Che è sempre più utile di un bisticcio o un litigio sui social network per opinioni e pensieri diversi che sempre più si faticano ad accettare.
Che è sempre più utile che elogiare, difendere, guardare ed apprezzare quelle merde bianconere o nerazzurre che mai da me avranno un tweet a favore o un elogio.
Questo io lo chiamo tifo, che piaccia o no.
E non è tifando fino alla fine che si dimenticano i problemi, ma è tifando fino alla fine che si ottengono i risultati.

#ForzaMilan

MargheritAxen

Posted by MargheritAxen