Questa analisi risulterà essere la più breve di sempre perchè c’è veramente poco da dire, in quanto l’atteggiamento mostrato in campo è stato da provinciale ed una squadra come la nostra non è consentito giocare partite del genere.

Il primo punto su cui soffermarsi è l’atteggiamento che ha la squadra  dopo esser passata in vantaggio, infatti sia ieri che martedì rinunciamo a offendere e questo non è un atteggiamento da grande squadra, perchè se lo fossimo, cercheremmo il prima possibile di chiudere la partita invece di aspettare il 90° minuto. L’espulsione di De Sciglio è solo la conseguenza di tale atteggiamento, poichè per tutta la durata della gara l’unico obiettivo della squadra è di accorciare la distanza fra i reparti, facendosi schiacciare al limite dell’ area e lasciando tutto il tempo al Toro di impostare la manovra.

L’altro punto è la tanto chiacchierata sostituzione Menez-Alex a undici minuti dalla fine e poco prima del pareggio granata. A mio modo di vedere è stata una pessima scelta, in quanto l’area milanista era già affollata e non serviva un ulteriore uomo al suo interno (lo si vede nei tiri dalla distanza che vengono respinti vista l’elevata presenza di maglie in area), bensì un uomo che aiutasse il solo Bonavenura (e unico) a pressare.

E infine, ma non ultimo per importanza, è la sceneggiata di Muntari che può essere letta in due modi: Inzaghi non ha più lo spogliatoio in mano, e questo si aggiunge al malcontento a fine partita di Pazzini che si è riscaldato per tutto il secondo tempo e poi non entrato; oppure abbiamo fatto sentire Muntari talmente importante per il nostro centrocampo (per via dell’ elevato numero di presenze, scelta discutibile perché al più è solo una bona riserva) che adesso si sente un intoccabile. Ancora non si è capito che non possiamo più permetterci di giocare con due incontristi, che molto spesso ho evidenziato qui.

Questa settimana non farò l’analisi dei migliori e i peggiori, perchè in prestazioni del genere va analizzato il collettivo, poichè prima di tutto dobbiamo essere squadra, e ieri non lo eravamo.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.