Avevo promesso di stare in silenzio per un po’ – mi sono autoimposto di non dire nulla fino alla fine del mercato. Troppo facile commentare trattative mai esistite, invenzioni giornalistiche a volte trasformate in deliri (Falcao-Juve, al limite del comico). Più difficile avere pazienza e parlare a cose fatte e a cose fatte il mercato estivo 2014 dice che il Milan si candida in maniera abbastanza seria ad un posto tra le prime tre del campionato – più probabilmente il gradino più basso del podio. La squadra rimane dietro Roma e Juventus – se la può giocare col Napoli, specie se è quello pessimo visto a Bilbao nel preliminare di Champions League, non è peggio di Fiorentina (che dovete cominciare ad immaginare senza la coppia Rossi-Gomez, utopia viste le condizioni fisiche dei due) ed Inter (che a quanto pare gode immancabilmente di buona stampa, ma chi ha preso?).

Portiere e difesa: esce Gabriel, in prestito. entra Diego Lopez. In difesa se ne vanno via Vergara (in prestito) e Constant ed entrano Alex, Armero ed Albertazzi. Vengono colmate tre lacune importanti: il portiere, il secondo centrale difensivo insieme a Rami e soprattutto un terzino da alternare ad Abate. Non esagero dicendo che per quanto riguarda i 5 dietro il Milan può presentarsi ai nastri di partenza con la miglior difesa della Serie A, portiere compreso. In questo senso bravi a sfruttare la situazione di Diego Lopez che al Real non si è dimostrato inferiore a Casillas ma è dovuto andare in via a causa dell’acquisto di Keylor Navas. E’ forse proprio il portiere del Real il colpo della sessione estiva in serie A – un colpo a zero euro che non so chi oltre a Galliani in Italia sarebbe stato in grado di fare: provate solo ad immaginare Sogliano o Sabatini che chiamano per averlo gratis – e Perez che gli riattacca il telefono in faccia

Centrocampo: esce Cristante. Sei milioni per chi in A ha un paio di presenze sono tanti ma se il giocatore poi cresce possono essere pochissimi. E’ comunque stato lui a chiedere la cessione e voler andare via quindi, francamente, se il ragazzo non ha compreso dov’era e quale maglia indossava (e soprattutto chi l’ha indossata prima di lui) quella è la porta di Milanello. Nell’immediato ci guadagniamo nello scambio con Bonaventura – poi chissà, ma per il futuro c’è tempo. Teniamo De Jong – anche se andrà in scadenza (sarà importante, in questo senso, un rinnovo durante l’anno altrimenti sarà stato errore non cederlo) – inseriamo Van Ginkel anche se solo per una stagione ed il rientro di Saponara. A proposito di Van Ginkel non capisco le polemiche sul prestito secco – sembra quasi che si voglia pensare troppo al futuro e ci si dimentichi del presente. Rimarrà? Non rimarrà? Non è importante – per un anno è nostro e poi si vedrà. Ad esempio con Rami il diritto di riscatto è contato zero, il giocatore è stato acquisito con una trattativa a parte – se poi tornerà al Chelsea pace, l’avremo usato per un anno e cercheremo un altro centrocampista ma è una cosa di cui non dobbiamo preoccuparci ora. Si soffrirà e si soffrirà molto fino al ritorno di Montolivo e siamo aggrappati a De Jong – rimane il reparto più debole ma è comunque rinforzato rispetto allo scorso anno. Caso Taarabt: lasciato a casa per scelta tecnica – a questo punto pare evidente anche e soprattutto perché soldi per Bonaventura sono stati spesi. Sarebbe il caso di chiedere scusa a chi parlava di quanto successo dopo l’Atletico Madrid l’anno scorso ed è stato tacciato di servilismo.

Attacco: vendere o non vendere Balotelli, questo è il problema. Vendere è stata la risposta – a 20 milioni è stato pagato poco ma, probabilmente, tra un anno non sarebbe valso nemmeno quella cifra. E non per il valore del giocatore ma perché nel modulo scelto da Inzaghi Mario Balotelli non c’entrava nulla. A malincuore, perché il ragazzo meritava una chance ulteriore. Era un modulo che valorizza giocatori come Pazzini e Matri – che avrei tenuto – e che può valorizzare Torres, Balotelli sarebbe stato forse deprezzato per cui è stato ceduto alla prima offerta utile ma realizzando comunque una cospicua plusvalenza. Menez per la serie A è un lusso – ma il primo vero acquisto potrebbe essere il recupero completo di El Sharaawy mai avuto a disposizione la scorsa stagione per problemi fisici, almeno ufficialmente. Su Torres sono state espresse molte perplessità – qualcuna sul fatto che Mourinho non lascerebbe partire un giocatore se è ancora buono. Il problema è che siamo in tempi di FFP, il Chelsea ha preso Diego Costa e ha voluto liberarsi di un ingaggio pesante. Lo stesso vale per Diego Lopez e per Alex e Menez con la variante che il PSG era in questo caso obbligato ad abbassare il monte ingaggi dalle sanzioni. Non scarti ma seconde scelte, magari meglio di chi è rimasto in rose comunque molto più competitive di quelle del campionato italiano. I numeri di Torres sono pari a quelli di Tevez e Llorente negli ultimi due anni prima di accasarsi alla Juventus e l’età è quella. Non vuol dire che probabilmente li seguirà ma che certe sparate sulla stampa andavano forse risparmiate.

A livello di monte ingaggi si passa da 105 milioni a poco meno di 90, a regime, che diventano circa 70 con la clausola inserita abilmente da Galliani sui contratti dei giocatori per la mancata qualificazione alla Champions League. Per anni i sostenitori della presidenza e della mala gestione hanno usato tale scusa per coprire i mancati investimenti della proprietà. Oggi possiamo affermare che i soldi non sono spesi male, non ci sono e basta. La proprietà si metta una mano sul cuore e l’altra sulla coscienza, insomma perché non sempre Galliani potrà andare in giro per il mondo a far trattative a costo zero cercando le occasioni. Non è arrivato nemmeno un giocatore del giro di procuratori degli anni buoni (per la terza sessione di fila) – non so se questo sia un bene o un male visti i risultati dello scorso anno – forse rompere con Raiola potrebbe essere un vantaggio. Sappiate comunque che se leggerete quest’anno papelli su ingaggi alti o sul solito giro procuratori sono frutto di slogan e disinformazione che ormai serpeggiano tra la parte malata della tifoseria.

A pareggiare il bilancio dai mancati introiti Champions ci andranno quindi i soldi della cessione di Mario Balotelli – ne usciamo con un guadagno che è forse più un merito che un problema. Se avessimo pagato 10 milioni Diego Lopez, 12 Alex, 15 Bonaventura ed 8 Menez (e magari strapagando Rami) probabilmente si sarebbe parlato di grande mercato ma i giocatori in entrata sarebbero stati sempre gli stessi.  E’ abbastanza stupido scrivere editoriali valutando giocatori in maniera diversa a seconda che questi siano stati o meno pagati – e poi magari mettersi a calcolare l’ingaggio lordo per tutto il contratto (classico trucchetto da anti-tifoso milanista) per far passare l’idea che vi sia stata una spesa ingente.

Tra un anno probabilmente avremo ancora qualcuno da riprestare, qualcuno che andrà via da sostituire, qualche contratto in scadenza ma, sapete che vi dico: chi se ne frega? Con questa mania della programmazione, dei progetti si guarda più al futuro che al presente e si è persa di vista una cosa importante: ci sono 28 ragazzi che da domani faranno parte della rosa per la prossima stagione ed il fatto che siano stati pagati, non pagati, in prestito, siano in scadenza, giovani, vecchi eccetera non darà bonus o penalizzazioni a fine campionato. In ogni caso i miei più sinceri auguri a Sean Sogliano che in queste condizioni tra un anno si troverà una bella gatta da pelare e dovrà fare qualcosa di più che portare al Milan giocatori a fine carriera come Toni, Marquez e Saviola.

Non basterà però il mercato da solo a portarci nei primi tre posti: anche l’anno scorso sulla carta il mercato fu buono e poi emersero problemi che ci hanno portati all’ottavo posto. La gestione Seedorf ottenne risultati più normali al valore di quella squadra, in parte rivalutando le scelte estive, a discapito però dello spogliatoio e del gruppo quasi interamente rivoltato contro l’allenatore. Ora tocca a Pippo Inzaghi che dopo la gara d’avvio (a proposito mi aspettavo che contro la Lazio succedesse esattamente ciò che è successo – chi ha dimostrato stupore o di calcio capisce poco o ha incredibilmente sottovalutato sia la rosa, sia quanto può far la differenza la corsa, la voglia di vincere e l’essere un gruppo) è chiamato a riuscire là dove hanno fallito Allegri e Seedorf, ovvero a far tornare gruppo un mucchio di singoli. Può e deve essere Pippo Inzaghi il vero acquisto di questa sessione di mercato, può e deve essere la voglia di riportare tifosi allo stadio – quelli sani, non quelli che in questa estate sono stati smascherati dimostrandosi non obiettivi e critici come professano ma malfidenti a prescindere e forse nemmeno milanisti ma curanti solo dei propri interessi.

Mai mi sarei aspettato di vedere Pippo Inzaghi apostrofato come lecchino, il capitano della squadra come servo. Mai mi sarei aspettato di vedere ogni minima notizia in entrata apostrofata come bufala architettata per prendere in giro i tifosi mentre ogni notizia in uscita era una certezza da utilizzare come pretesto per le vostre stupide battaglie. Eppure questo ultimo mese mi ha dato l’idea che qualcosa possa cambiare, che la nostra inferiorità su qualche squadra possa essere punto di forza per colmarla con la voglia, il gioco e l’entusiasmo. Possiamo essere come la prima Juventus di Conte – la condizione è che si remi tutti dalla stessa parte (e tagliando le mele marce questo è stato realizzato con il mercato) e mi riferisco in particolare al pubblico di San Siro assolutamente da riconquistare. La gara con la Lazio condita da una buona prestazione, tanti applausi e tanta voglia di essere lì coi ragazzi può essere la prima di una lunga serie – a voi decidere se stare con loro inseguendo un terzo posto (che – finché la proprietà non spenderà una lira – è il massimo a cui si può aspirare) o continuare a fare i malfidenti ed prevenuti comparando la squadra con tempi in cui siamo stati dei privilegiati (e ancora non ce ne siamo resi conto) che mai più torneranno. E se domenica non vi è venuta voglia di lottare con loro, di essere lì, di applaudirli col pubblico di San Siro, di accettare anche un Menez, un Honda o un Torres – roba di prima o seconda mano, non un Bertolacci – beh, sotto sotto, forse milanisti non lo siete mai stati.

L’articolo su Milanorossonera.it

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Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.