Ha portato la squadra sul tetto del mondo, l’ha fatta diventare la squadra più titolata al mondo e con più tifosi nel mondo e tutto il resto. Vero, tutto verissimo, e ha sempre detto che il Milan vinceva facendo del bel giuoco, come piace dire al nostro Presidente. Nessuna contestazione su ciò che è stato e che ci ha portato in vetta. Ma qualcosa non torna, qualcosa nello scacchiere mentale del tifoso deve essere messo a posto prima che un passante qualunque possa fare scacco matto ad occhi chiusi.

La filosofia del Milan non esiste più, il vincere dominando e facendo del bel gioco non è solo un lontano ricordo, un’impressionante straordinaria idea che non ci appartiene più. Il punto più basso probabilmente lo abbiamo già toccato, e la prossima stagione si preannuncia un’amara marcia funebre verso un posto nell’Europa che non conta, se ci dovesse andar bene. Terribilmente impoveriti di qualsivoglia forma di classe, privati di fantasia e imprevedibilità a qualsiasi livello: questo è il Milan del prossimo anno, questo è il Milan che la nostra società ci sta consegnando e questo è quello che dovremo vedere dopo gli incassi milionari derivanti dalle cessioni. Ma non voleva il bel giuoco, non voleva dominare nel mondo, il nostro presidente? Si vede chiaramente, ed è comprensibile a tutti, che una volta raggiunti i suoi traguardi personali il Milan è diventato un inutile e dispendioso giochino da mantenere in vita solo per orgoglio personale, per quella insostenibile voglia di non uscire mai da perdente  anche quando il buon senso avrebbe richiesto tutt’altro.

Niente gioco dunque, e pochissima classe in una squadra affidata ad un allenatore che ha molte accuse che gli penzolano sulla testa. Le rotture con tutti i talenti presenti in squadra sono state un atto certo di incompetenza, di incapacità di tenere uno spogliatoio fatto di gente esperta unito per poter concorrere ad un obiettivo comune.  Allegri continua ad essere l’elemento di rottura del nuovo Milan, quella mano che ha tolto la chiave di volta al tetto del nostro spogliatoio per farlo sgretolare prima e precipitare poi. A questo punto ci si chiede semplicemente: ma chi continua a sostenerlo, chi continua a dargli autorità senza limiti? Sono sempre loro, quelli che predicano bene e razzolano male, quelli che sventolano bacheche ai quattro venti e poi fanno un mercato inferiore a quello di mezza Europa.  Persino l’Inter, che molti utilizzavano come paragone per evidenziare la crisi del calcio italiano, è riemersa alla grande nel finale garantendosi ottimi giocatori ad ottimi prezzi, cosa che evidentemente i nostri dirigenti non hanno nemmeno preso in considerazione. Si è arrivati a chiedere un provino di due settimane per Ze Eduardo, si prenderà probabilmente Kakà come contentino per i tifosi nostalgici, per far sottoscrivere qualche migliaio di abbonamenti in più; tutti segni della incredibile decadenza della nostra squadra dipesa esclusivamente, e lo ribadisco, dall’orgoglio personale del presidente.

Sveglia signori, qui ci prendono in giro. Se sentite Galliani parlare di club più titolato al mondo, se vedete Berlusconi in tribuna solo per mezz’ora per poi riapparire come un fantasma negli spogliatoi a fare accuse senza senso, se vi accorgete di un allenatore che sta mandando via tutti i migliori talenti presenti in squadra… no, non state vivendo un incubo, non siete in un mondo parallelo, siete proprio svegli e coscienti e nessuno venirvi contro negando l’evidenza che vi passa sotto gli occhi. Predicava il bel giuco, predicava il dominio in Europa e nel mondo, ma ancora una volta quel signore lì ci sta trascinando nel baratro.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.