E’ bastata una panchina per farlo tornare a parlare, panchina in cui ovviamente non è stato lui stesso a schierarsi (magari in ciabatte, vero?) contro il Chievo per farlo protestare indipentendemente dal fatto che tale panchina è coincisa con la miglior partita della squadra da inizio stagione ad oggi.

Il fatto è che non sono abituato a stare fuori. Poi, è ovvio, con una quantità così elevata di partite da giocare l’allenatore cerca di ruotare i giocatori in modo da risparmiare le forze. Ma la gente deve sapere che io voglio essere sempre in campo. E’ la mia mentalità, mi piace troppo giocare.

Insomma la panchina a Seedorf non è un atto di lesa maestà, almeno secondo l’olandese. E’ forse più semplicemente un turnover che deve coinvolgere tutta la squadra e – ovviamente – anche egli stesso. Seedorf in questo campionato ha giocato solamente sei partite contro Napoli, Cesena, Juventus, Udinese, Catania e Fiorentina mentre in Champions League è sempre stato nell’11 titolare tranne nella gara casalinga contro il Bate Borisov. Da qui il primo dato, puramente statistico che, ad eccezione della prima gara contro la Lazio vede il Milan sempre vincente in questa stagione quando l’olandese non scende in campo.

Mi chiedo invece se sia accettabile, per una società di calcio, il dover continuamente subire questi comportamenti da parte di un giocatore. Non nego che Seedorf sia stato un grande campione in passato così come non posso non negare ora che il ruolo del numero dieci rossonero può e deve essere quello di riserva per Boateng e Nocerino per raggiunti limiti di età. E’ tollerabile questo comportamento da parte di una società (e di un allenatore che non penso sia stato esente dalla decisione del rinnovo contrattuale)?

Mi stupisco anche del carrozzone che gira intorno a questo giocatore, basti pensare che non ho letto dopo la gara di Champions col Barcellona un singolo giornale che avesse dato a Boateng un voto più alto di quello del numero dieci e lo stesso è stato fatto con Zambrotta e Abate cercando di parificare prestazioni che non sono state per niente uguali. Eppure lo spettacolo del cadavere dell’olandese che si trascina in campo (tranne quella rara giornata ogni cinque mesi in cui pesca il jolly) è evidente e sotto gli occhi di tutti – come mai non vi è invece un giornalista che glielo faccia notare chiedendo “a quando il ritiro”?

Mi auguro e spero che sia questo l’ultimo anno del numero dieci al Milan, ma credo e temo che il contratto possa essergli prolungato per un altro anno. Vale la pena rimanere così tanto a lungo vittime dei capricci di un singolo giocatore?

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.