Per commentare la sentenza di calciopoli ho voluto aspettare un giorno. Aspettare non solo per evitare commenti sommari a caldo – ma anche per vedere qualche reazione. Sconsiderata ad esempio quella di Moggi – che ha forse vissuto in questi cinque anni in un mondo tutto suo dove credeva di fare quello che facevano tutti gli altri senza rendersi conto di esserne la causa.

Calciopoli è stata questo: un grande manovratore – lucky Luciano – e tante piccole società che si difendevano. Non penso tuttavia che calciopoli coinvolga gli anni precedenti alla stagione 2004/05, non solo per l’assenza di intercettazioni ma anche proprio per la tesi esposta da Narducci in aula, ovvero quella della finalizzazione a danneggiare squadre terze tra cui il Milan a cui in quegli anni sono stati levati tra uno e due scudetti sul campo.

A proposito di rossoneri è forse il caso di chiarire la posizione di una società che ne esce, dal punto di vista penale, perfettamente pulita e senza macchia almeno a livello di dirigenza. Non dimentichiamoci che questo sistema era contro di noi non certo contro chi quegli anni bazzicava tra il terzo posto e la doppia cifra di distacco dalla vetta. Galliani a Napoli non è mai stato imputato, nemmeno per un minuto a differenza dei condannati Lotito e della Valle. L’unica rappresentanza milanista è quella di Meani condannato a puro titolo personale per alcune amicizie con Puglisi ma non certo facente parte di una cupola o al punto di giustificare l’appartenenza rossonera ad essa così come non lo erano nemmeno gli altri due dirigenti. No, il coinvolgimento di Meani non c’entra nulla con il coinvolgimento dell’AC Milan: non è stata né Calciopoli, né Farsopoli ma semplicemente Moggiopoli.

Non è forse una sentenza sbagliata, tanto quanto una sentenza incompleta. Era sbagliato agire come era sbagliato difendersi ma non sono stati puniti tutti quelli che si difendevano perché due di questi erano riusciti a difendersi alla base – manipolando e facendo sparire le intercettazioni. Fossero stati puniti anche loro lo sarebbero stati tutti i coinvolti e non solo parte di essi non ci sarebbe stato niente da ridire per una sentenza ineccepibile. Errato anche invocare la presunzione di innocenza dato che nella giustizia sportiva non solo non è contemplata ma il funzionamento stesso di quell’iter giudiziario prevede l’esatto contrario: Moratti avrà tutto il tempo che vorrà per rinunciare alla prescrizione e dimostrare la propria estraneità ai fatti – ma fino ad allora non ha diritto di professarsi innocente sui deferimenti di Palazzi dello scorso agosto.

La cosa più grave è aver assistito a sei anni di calcio falsato: due per colpa di Moggi e quattro per l’effetto di una indagine incompleta, ciclo non a caso delimitato da due scudetti conquistati dai colori rossoneri, sei anni persi davanti alla TV che nessuno ci potrà più restituire e dai quali siamo usciti solamente l’anno scorso cessato l’effetto dell’incompletezza di tale sentenza. Non credo invece a tesi avveniristiche montate ad arte per giustificare quindici anni di insuccessi per i soli fatti accaduti nel 2006: piaccia o non piaccia quello era calcio vero, come quello a cui siamo tornati ad assistere oggi.

Nessuno si farà comunque alcun giorno di galera. Da Maggio a Novembre 2012 andranno infatti prescritte le frodi sportive mentre per l’associazione a delinquere la prescrizione salverà tutti nel 2014 e Moggi (promotore) nel 2016. Insomma, alla fine i colpevoli prescritti non saranno solo nerazzurri…

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.