Mai pausa di campionato fu più tempisticamente salvifica. Definire questo Milan ‘sulle gambe’ è già di per sè molto ottimista, aggiungerci minuti di allenamento su quelle gambe non può che far bene.
Le prime due partite del Milan di Sinisa sono qualcosa di tranquillamente dimenticabile. Attacco escluso, e qui ci ritorneremo, la squadra non funziona, apparendo imballata dietro e incapace di creare gioco in mezzo.
E’ presto per giudicare Romagnoli, un “errorino” a Firenze ha già scatenato le mannaie dei terroristi del web e giornali, avidi e spietati perchè se il Milan acquista un giovane italiano allora questo giovane italiano va ammazzato e soffocato dalle critiche. Purtroppo non è presto per giudicare Rodrigo Ely, speranza precampionato rivelatasi ciò che già conoscevamo: un giocatore tutto sommato mediocre e inadatto al massimo campionato. Avrà magari occasione di dimostrarmi il contrario, ma intendendomene un pochino, la speranza, per ora, la accantono.
Buono Zapata, che già ci ha dimostrato quanto sia fenomenale nell’alternare partite monstre a prestazioni imbarazzanti. I terzini? Da rivedere. Lenti in transizione e tatticamente privi di senso in difesa, una secchiata d’acqua a De Sciglio non può che far bene, anche se poi a Firenze non ha demeritato come i compagni. Insomma, una linea, quella dietro, che ricorda per molti versi il Milan degli ultimi anni, e noi da Sinisa Mihajlovic ci aspettiamo la svolta, non i fantasmi del passato.

A centrocampo il discorso peggiora anche.
De Jong da film horror, Bertolacci peggio di Van Ginkel, Suso fuori dalle logiche, Honda che neanche stiamo a ripeterci. Insomma, tolto Bonaventura il resto attualmente fa fatica, e torniamo agli eufemismi. E anche in quest’ultima frase ci rivedo molto dello scorso anno.
Ma non voglio stare qui a fare il gufo o pessimista di turno, sin dall’inizio sono orgogliosamente salito sul carro Mihajlovic, e non ci salto giù solamente per due partite storte. Voglio credere in questo “progetto(?)” fino in fondo, perchè se neanche uno con le palle cubiche di Mihajlovic fallisce vuol dire che il meccanismo va svitato, rimosso, cestinato e sostituito.
Si perchè l’unico che funziona, di meccanismo, attualmente è davanti. Luiz Adriano (che non mi fa impazzire, sono onesto) e Bacca in una serie A povera come quella degli ultimi tempi, possono fare la differenza e nascondere tanti dei difetti che abbiamo. L’unico problema? Senza un centrocampista di livello far arrivare la palla su non è così scontato, vedi Firenze. E non so voi, ma il modo in cui è stato bellamente ignorato il problema più grande del Milan, il centrocampo appunto, a me manda in bestia. Si è provato a prendere Kondogbia a 40 per poi virare su Bertolacci a 20 e morta lì. E il senso logico? Bah, resto perplesso, pur con tutti i limiti di Kondo, è la sostanza a perplimermi più che il valore effettivo dei due giocatori.

Insomma, siamo meno belli di quest’estate, non abbiamo un centrocampista di livello ma ci teniamo stretti questi ragazzi, che magari con la grinta di Mihajlovic qualche soddisfazione andiamo a togliercela. Del resto il miracolo gli stava riuscendo con una squadra, la Samp, ben più scarsa di questo Milan.
L’unica cosa che chiediamo noi è una società che torni a rigirare il mercato come una volta, perchè del taccuino povero e smilzo di Galliani non ne possiamo più. Non riduciamoci a parlare ogni estate di Astori, Soriano, Witsel e qualche ex fuori forma, di giocatori ce ne sono a grappoli. E anche di osservatori, o dirigenti. A buon intenditor…

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)