In molti si aspettavano il classico colpo a effetto sulla sirena, allo scadere in perfetto stile cestistico. Il buzzerbeater insomma. Non è arrivato, Galliani non ha sfoderato infatti quello che è ormai il suo marchio di fabbrica.
Poteva essere Baselli, o Lodi, o Vargas. Insomma, gente che fondamentalmente non ci avrebbe fatto strappare i capelli ma che nel caso del primo citato avrebbe migliorato il centrocampo e diminuito l’età media. Fino a giugno si può però aspettare. Stesso discorso per Munoz, solido centrale palermitano che sembra aver ritrovato lo smalto dei bei tempi argentini. Lui però è già ufficiale, a giugno sarà del Milan.
Nel frattempo c’è Paletta, un buon giocatore, non di certo quello che ti rende competitivo per lottare tra i primi posti, ma sicuramente un buon ricambio visto che quest’estate giocava titolare in nazionale. A quel prezzo poi, è un investimento che vale il rischio.
Cerci e Destro li conosciamo tutti, se messi nelle condizioni giuste possono migliorare notevolmente la squadra.
Sulla fascia sinistra, ruolo molto sofferente negli ultimi tempi, arrivano Antonelli e Bocchetti. Il primo rappresenta un giocatore di sicuro affidamento, da anni è sempre tra i migliori nel ruolo e può solo che far bene alla causa. L’ex Spartak Mosca invece merita un discorso molto diverso: male la sua prima partita, c’è però da dire che non scende in campo da almeno due mesi. Va recuperato e merita fiducia, ricordiamo che ai tempi era considerato come uno dei migliori italiani di prospettiva. Giudichiamolo fra almeno quattro o cinque partite, ricordandoci che forse il meglio di sè lo da al centro della difesa.
Infine Suso, oggetto ignoto ai più. Di lui oltre a qualche video in pochi hanno visto qualcosa, di sicuro il materiale tecnico c’è, aspettiamo e vediamo.

Fin qui tutto bene, con un budget risicato di meglio era difficile fare. Certo, resta il rimpianto del centrocampista, ma meglio rimandare la spesa a giugno piuttosto che forzarla ora su un giocatore di ripiego.
Il vero neo del calciomercato rossonero risiede nelle operazioni in uscita. Piazzare gentaglia che vivacchia fornendo pessime prestazioni e percependo uno stipendio molto sopra gli standard avrebbe aiutato il Milan a poter affrontare spese future, anche se fondamentalmente se un giocatore non ha mercato un motivo c’è. Il vero errore sta nel prenderli questi calciatori, ma è un argomento trito e ritrito che ha esaurito ogni spunto di discussione.

A giugno il Milan si ritroverà un nugolo di giocatori numericamente molto al di sopra del normale. Questo è il prezzo da pagare quando compri male e senza idee. Ora serve imbroccare una strada giusta, sfoltire la rosa al minimo essenziale e smetterla di comprare cartellini al supermercato.
In difesa la pulizia da fare è grossolana: Bonera, Mexes (con rimpiantino), Armero, Albertazzi, Zapata e Zaccardo vuoi per scadenza del contratto che eventuale cessione, non dovrebbero più far parte della rosa, sia per esigenze tecniche che per sovraffollamento che ancora per costo annuale.
Un pacchetto difensivo con Abate, De Sciglio, Antonelli, Rami, Alex, Paletta e Munoz più l’eventuale riscatto di Bocchetti è numericamente a posto in caso di mancato accesso alle coppe. Si potrebbe fare un terzino destro, ma se questo significa comprare un tappabuchi che pianta le tende fino ai 34 anni allora risparmiamocelo e inseriamo un giovane.
La situazione centrocampo è complessa, Essien e Muntari non dovranno essere inclusi nella batteria, mentre Poli, Bonaventura, Suso, Montolivo e un eventuale De Jong (a cifre ragionevoli però) possono essere riconfermati. Da aggiungere obbligatoriamente un giocatore di spessore e uno di garanzia o di prospettiva. Due solidi investimenti per il centrocampo sono necessari, basta colpi sterili di grande nome o passato ma poca sostanza. Baselli più un top, o quantomeno il meglio che ci è concesso avere.
Davanti con Cerci, Destro, Menez, Honda, Pazzini ed El Shaarawy il nocciolo della questione riguarda proprio quest’ultimo. Sarà ceduto o no? Se si propenderà per il no, grandi cose oltre al riscatto di Destro non saranno fatte, soprattutto in ottica 4-4-2 o 4-2-3-1, dove l’unico spazio di manovra lo si può avere cedendo Pazzini rimpiazzandolo con un mestierante affidabile dello stesso livello.

Insomma, bisognerà lavorare per non andare oltre i 23-24 giocatori, onde evitare la confusione e i malcontenti degli ultimi periodi. I giocatori dovranno essere dosati e utili alla causa. I vari Birsa, Nocerino, Gabriel, Niang e Matri andrebbero sistemati prima ancora di tornare a Milanello. Basta cause perse, basta minestre, basta confusione. Pochi acquisti ma mirati. Pochi proclami tanto lavoro.
Dopo i tanti abbagli Galliani dovrà fare un lavoro estremo per fornire ad allenatore e tifosi una rosa compatta e senza eccessi. Cedere è più difficile che acquistare, e il nostro AD è all’ultima chiamata per dimostrare che ancora qualcosa ne capisce. Adesso o mai più.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)