blogdisport_56dfd9f68cf1356ce00c34b29a32bdac-700x357Un fulmine a ciel sereno. La notizia delle dimissioni di Conte e dell’ingaggio di Allegri da parte della Juventus mi ha colto completamente impreparata. Mi sarei aspettata di tutto per il livornese, anche una chiamata in Nazionale, ma di certo non mi sarei immaginata la Juve. Non tanto da parte di Allegri, che durante i 3 anni in rossonero e soprattutto dopo l’incredibile “caso Muntari” di veleno contro i bianconeri ne ha sparato non poco, ma soprattutto da parte della dirigenza juventina. Passare da Conte a Max é un bel salto, non solo caratterialmente, ma anche tatticamente.

In molti sostengono che la società cercasse un allenatore più malleabile, che accettasse di buon grado le decisioni e le scelte della dirigenza senza polemiche nè sospiri. Allegri potrebbe essere la scelta giusta da questo punto di vista, ma si rischia di dimenticare le sue scarse capacità motivazionali e organizzative, mancanze che dopo Conte potrebbero farsi sentire. Questo nuovo binomio mi diverte e mi preoccupa: potrebbe allo stesso modo rivelarsi un fallimento o portare a una nuova vittoria, magari con gli acquisti giusti e un bel po’ di fortuna, che al livornese spesso non è mancata. I tifosi bianconeri dovranno iniziare ad amare i centrocampisti di sostanza e di fatica tanto cari ad Allegri: sono certa che farà di tutto perché la società gliene fornisca qualcuno.

In merito ad Antonio Conte, se davvero la sua scelta è stata dettata solamente da incomprensioni sul mercato, penso che abbia sbagliato. Un buon allenatore è quello che in momenti di ristrettezze si dimostra in grado di vincere comunque. La società non gli ha mai fatto mancare nulla, molti “desideri” sono stati esauriti e non si provi a parlare di mancanza di stimoli perché aver vinto 3 scudetti non significa aver vinto tutto. Non sottovalutiamo la Champions.

La staffetta Conte – Allegri e la svolta sul mercato, soprattutto nel caso Iturbe, incorona la Roma come la favorita per il prossimo scudetto: i giallorossi hanno una forza economica con cui pochi in Italia possono competere, una forza che gli ha permesso di imporsi in trattative difficili. Non voglio sottovalutare le grandi intuizioni della scorsa stagione e l’ottimo lavoro di Garcia, ma certamente lo strapotere economico ha fatto la sua parte.

Per quanto riguarda il Milan, si va avanti giorno per giorno; in attesa di sviluppi sul mercato, che non saranno di certo in direzione dei grandi nomi che circolano negli ultimi giorni, che servono soltanto a riempire le pagine dei giornali, io mi godo il grande acquisto di questa stagione, colui che più è mancato al Milan dello scorso anno, Stephan El Shaarawy. Un giocatore che è tornato al gol nella prima amichevole stagionale e un giocatore con una voglia di rivalsa che potrà essere determinante nel prossimo campionato. La vera chiave di volta. L’amichevole ha messo ancora una volta in luce i limiti di Niang, a cui si sarebbe deciso di dare una, a mio parere immeritatissima, seconda possibilità. Liberiamocene il prima possibile.

Speranze per questo mercato ce ne sono poche, certezze ancora meno. Quello che penso di aver capito è di non sperare nei grandi nomi che vengono urlati dai giornali ogni giorno. Se non siamo arrivati a Iturbe, con un’offerta a dir poco generosa, non arriveremo neanche agli altri. Ma nel frattempo io mi godo il Faraone.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog