topi_nave_affonda_poltroneSchifato. E non dalla partita – perché a quelle, ormai, ci ho fatto il callo. Sono schifato dalla contestazione che è avvenuta a San Siro domenica scorsa, una contestazione che mi ha lasciato perplesso non per finalità ma per tempistiche e motivazioni. Una contestazione che è stata essenzialmente rivolta verso due persone: Adriano Galliani e Mario Balotelli – guarda caso entrambi in procinto di essere scaricati dalla società – una contestazione che mi sa essenzialmente di una farsa incolore pilotata ma nel contempo dà speranza sul vedere qualche cambio in estate anche se avverrà con ogni probabilità con modalità completamente sbagliate. Purtroppo l’esperienza insegna che quando ci si vuole disfare di qualcosa o qualcuno ai piani alti comincia a partire la macchina del fango – ne è stato un esempio El Sharaawy quest’estate, Ibrahimovic “mai decisivo quando conta, e vedrete ora Pato ed El Sharaawy come esplodono” prima di lui e – senza andare troppo a ritroso – anche Leonardo.

Balotelli non sarà un campione ma ad oggi è l’unico punto su cui costruire una nuova squadra. Piaccia o non piaccia, senza l’acquisto di Balotelli non sarebbe stata possibile la contestazione di ieri perché non ci sarebbe stata alcuna Champions League da cui uscire nella stagione 2013-14. Balotelli in stagione ha portato punti pesanti come quelli di Cagliari, di Catania o della vittoria casalinga con il Bologna – più di quelli portati dall’acclamato Pazzini che resta un buon giocatore ma non un punto da cui ripartire. Sicuramente non si può ripartire da Bonera o Abbiati checchè ne dicano i capi della curva – è inutile parlare di professionalità quando per anzianità si è completamente inadatti alla maglia del Milan. La sensazione è che la nuova contestazione di una curva che il 2 di settembre era fuori da Giannino a cantare, evidentemente soddisfatta di quel mercato che oggi contesta, sia l’abbandono della nave da parte di chi ormai cerca di agire più per interesse personale. Non mi riconosco e non mi riconoscerò mai in chi fischiò Maldini nel 2009 – in chi cambia idea ogni sei mesi a seconda di come tira il vento e in chi cerca facile consenso cavalcando l’onda del malcontento. Quel comunicato ha purtroppo perso molta della sua credibilità con l’assenza più totale di accuse alla società – spiace vedere sfruttata così l’ingenuità di chi al Milan ci tiene veramente.

Non voglio però tediarvi ulteriormente su questa mandria di ignavi – vi esorto solo a proteggere il malato anziché offrirne agli avvoltoi il corpo. E’ proprio di questi che parlerà il post di oggi – la mia idea originale a cui si è dovuto aggiungere una doverosa digressione su quanto accaduto ieri. Analizzando la socialsfera rossonera ho notato, infatti, che gli avvoltoi non sono tutti uguali ma si dividono in diverse tipologie a seconda del momento e della persona: ecco quelle che abbiamo individuato per voi.

Lo iettatore

Pessimista come pochi. Il suo canto di sventura comincia in estate quando comincia a mettere davanti al Milan più squadre possibili. Usualmente simpatico come un gatto attaccato ai maroni, dopo ogni sconfitta comincia ad ammaliarti coi suoi pipponi interminabili sulla lotta per non retrocedere, sulla possibilità di andare in serie B e battutine varie sul giocare di sabato l’anno prossimo. Solitamente scompare verso aprile-maggio, quando le sue previsioni vengono disattese – da valutare il comportamento nell’unica volta degli ultimi 6 anni in cui ha avuto ragione.

Il grillino

La sua natura di vita è far casino non gli importa né come, né le motivazioni. E’ solitamente capace solamente di lamentarsi senza essere in grado di proporre alternative. Si butta in ogni rissa, provocazione, contestazione meglio di Rino Gattuso – a differenza dello iettatore, che è solitario, il grillino ama ritrovarsi in gruppo per acquisire nuovi slogan da diffondere in giro per la rete data la sua incapacità di formulare un pensiero autonomo. I pochi capaci di farlo vengono infatti immediatamente ostracizzati ed eliminati dal gruppo.

Il complottista

Vede secondi fini e capri espiatori in tutto. Ha una abilità nel ridistribuire meriti e colpe di rimbalzo come nemmeno l’addetto stampa di un partito politico. Riesce in genere a trovare sempre una sua versione diversa su come stanno andando le cose – spesso incoerente con il passato. L’importante per lui è far passare il messaggio che le cose non sono come sono e che ci stanno prendendo tutti per il culo – si dice che da bambino gli sia stata respinta l’ammissione ai servizi segreti.

Il fan di Football Manager

Per lui la squadra è sostanzialmente un insieme di singoli. Considera il calcio come se fosse l’album delle figurine panini e pretende di risolvere tutto semplicemente spostando dei giocatori. I giocatori indecenti, inoltre, variano di partita in partita e di settimana in settimana: si dice sia un grande fan di tutti quei Real Madrid strapieni di campioni che poi non han vinto nulla.

Il democristiano

Più attento ad accontentare tutti che ad arrabbiarsi effettivamente. Sta attento ad ogni riga di ciò che scrive in modo da sembrare, nei vari concetti espressi in maniera isolata, inattaccabile e perfetto per chi lo leggerà. Se si prova, invece, a leggerlo tutto insieme si troveranno spesso accozzaglie di imperfezioni. Fa della neutralità il suo punto di vita – se potesse emigrerebbe in svizzera.

Cosa voglio dire con questo? Cercate di essere vicini alla squadra ora – perché ci sono troppi, troppi, troppi avvoltoi intenzionati a mangiare la carcassa per interessi personali. Non seguite i primi che passano solamente perché cercano di far casino per mero interesse personale. Oggi sparare a zero sul Milan fa fare like, visite, vendere copie e chi può ne approfitta – basti pensare alle zero righe su chi scaricò Cassano per Belfodil.

Vorrei inoltre dedicare, dopo il posticipo di ieri, due righe sulle vedove del sig. Andrea Pirlo dopo la punizione segnata al Genoa nel posticipo. Ecco, è stato forse l’episodio che più mi ha fatto incazzare per vari motivi: punto primo – è stato il signor Pirlo a voler andare via dal Milan, punto secondo – non c’era UN tifoso che a Maggio 2011 volesse tenerlo, punto terzo – la partita di ieri di Pirlo fino alla punizione è stata semplicemente indecente. Rivolete un giocatore solo perché segna su punizione? Allora smettetela di sputare su Balotelli che in questo campionato ne ha messe ben tre.

Un giorno torneremo ai traguardi che ci competono e rideremo di tutto questo – quel giorno sarà importante distinguere amici e nemici, distinguere chi alla maglia tiene davvero da chi se ne approfitta, distinguere chi per questi si incazza davvero da chi ha già codardamente abbandonato la nave per risalire a poppa nei porti più tranquilli.

L’articolo originale su Milanorossonera.it

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.