allegri_massimiliano_milan_gettyNon facciamo in tempo a riprenderci dallo scialbo pareggio di Verona che subito, a freddo, lunedì il circo mediatico se ne esce con una pagliacciata degna del teatrino dell’estate 2012; l’universo rossonero rimane con il fiato sospeso, Allegri sembra più che mai in bilico, Berlusconi non ha apprezzato le dichiarazioni post-partita di Verona e ha tutte le intenzioni di cacciarlo. Ma tutto si risolve in un fuoco di paglia, in un vero e proprio castello di carta creato da qualche giornalaio, una vile menzogna che ha infranto in un lampo la speranza di milioni di milanisti di vedere esonerato il Livornese. Qualcuno verrà, sicuramente, ad appuntare che nel mio ultimo editoriale ero io stesso a ritenere inutile un avvicendamento in panchina, tuttavia la partita di Verona mi ha completamente fatto cambiare idea: assurdo non giocare in quel modo contro l’ultima in classifica, assurdo un centrocampo a 4 senza esterni di fatto, assurdo andare al Rione con solo una punta. Credevo che peggio di così non potesse andare, ma ora come ora non ne sono più così convinto; credo che serva una scossa e l’esonero dell’allenatore, responsabile non unico ma principale della attuale situazione, può sicuramente avere effetti positivi. Del resto non è possibile sfaldare ancor di più una squadra che è già sfaldata di suo.

Spesso ho sentito dire che sugli errori dei singoli l’allenatore non ha alcuna responsabilità. Non ne sono del tutto convinto: è vero che se Robinho prende il palo, Abate sbaglia la diagonale e Montolivo sbaglia il passaggio e perde palla l’allenatore non ha responsabilità; in campo ci vanno i giocatori, loro sono gli interpreti pratici e durante la partita solo loro sono consapevoli e responsabili delle loro azioni. Ma se Robinho sbaglia dieci gol, Abate dieci diagonali e Montolivo perde dieci palloni distribuiti su più partite, allora il problema non può essere solamente il singolo. E il rendimento complessivo dei giocatori presi singolarmente rispetto alla seconda parte della scorsa stagione, che avrebbe dovuto essere il punto di partenza per questa squadra, è ai limiti del grottesco. Prenderò in considerazione due casi: Zapata e Montolivo. Il difensore centrale colombiano la passata stagione si fece valere, dopo il periodo iniziale di ambientamento ha formato con Mexes una coppia di tutto rispetto dimostrandosi più delle volte sicuro e pulito negli interventi, è inspiegabile, alla luce di tutto ciò, come oggigiorno Zapata inanelli minchiate su minchiate partita dopo partita, rivelandosi soprattutto molto più deconcentrato di quanto non lo fosse la passata stagione. Caso ancor più incomprensibile quello di Riccardo Montolivo, cervello del centrocampo rossonero  e autentico leader della squadra la passata stagione. Quest’anno, a dispetto delle buone premesse, sta dimostrando un’involuzione assolutamente inspiegabile: impostazione lenta, la maggior parte dei passaggi sono orizzontali o addirittura all’indietro, si propone pochissimo e ancor meno crea gioco per le punte. Alla luce di tutto ciò, l’allenatore non può essere indifferente a tutto questo: Zapata e Montolivo, così come altri, l’anno passato sono stati protagonisti della scalata al terzo posto, oggi stanno rendendo dieci volte di meno facendo dieci volte più schifo. Non è possibile che sia solo colpa del loro carattere, della loro pochezza o della luna storta.

Naturalmente vanno contestualizzate anche le responsabilità di Allegri stesso: è impossibile pensare che lui solo possa occuparsi di tutto, esiste uno staff in quel di Milanello che dovrebbe aiutarlo e supportarlo. Staff che, a quanto pare, si sta rivelando assolutamente incapace di contribuire nella gestione della rosa e nel rendimento dei suoi componenti; in caso di esonero del Livornese, quindi, sono convinto che completare l’opera inserendo figure nuove e capaci al posto degli attuali incompetenti, perchè tali si sono rivelati, sia cosa imprescindibile. Siamo in piena tempesta, la situazione è seria, sia ai piani alti della nuova sede in zona Portello sia in campo; sopra la panca la capra campa, a noi non resta che armarci di immenso coraggio per far fronte ai numerosi pomeriggi di strazio che ancora ci attendono; i fervidi sostenitori del Livornese, che al contrario il coraggio l’hanno evidentemente riposto tutta nella assurda scelta di difenderlo, come al solito si limiteranno a buttare tutto in caciara, a sparare un paio di insulti qui e la incolpando a caso questo o quell’altro senza mai proporre argomentazioni chiare e definite. Alla fine, non ci resta che sperare che prima o poi la capra termini il suo lento declino sotto la panca, o ancor meglio lontano dalla panca, e i suoi sostenitori con lui.

Giangi_Ceresara

Posted by Giangi_Ceresara

Classe '93, studente di Linguaggi dei Media in Cattolica, è redattore del blog da quasi un anno. Il Milan è la passione di una vita, nel bene e nel male rossonero per sempre.