Berlusconi-Galliani1La palese spaccatura in società tra l’amministratore delegato Adriano Galliani e l’erede designata Barbara Berlusconi sta dividendo ulteriormente anche la tifoseria rossonera che non sapendo più a che santo votarsi, deve scegliere tra loro due il male minore.

Molti si affidano all’esperienza di  Galliani del quale conosciamo benissimo i misfatti compiuti in questi anni di cui è stato accusato, seppure indirettamente da Miss. B: dagli affari poco chiari con Preziosi con cui in ogni parentesi di mercato riesce a combinare qualcosa , al mancato arrivo di alcuni giovani talenti ( anche se in questo caso c’è da specificare che molto spesso questi non giungevano in quel di Milanello per mancanza di fondi messi a disposizione dalla dirigenza e quindi dovremmo prendercela con chi sta più in alto). Però d’altro canto lo apprezziamo giustamente per quanto di buono fatto in questi anni: dai vari colpi last minute tra cui quello doppio Ibra- Robinho , dimostratosi ormai efficace solo a metà, all’arrivo di El Sharaaawy , sempre dal Genoa, e di Mario Balotelli. Non sono d’accordo con coloro i quali reputino Galliani un dirigente capace di fare mercato solo quando ci sono tanti soldi a disposizione: più volte in questi anni ha dimostrato il contrario realizzando delle gincane incredibili per realizzare almeno un grande colpo all’anno: certo è che fare le nozze con i fichi secchi non è facile per nessuno, che si chiamino Marotta, Sabatini o Branca. Non cambierei nessuno di questi con Galliani e non solo per una mera questione di abitudine.

Poi c’è la giovane rampolla da poco entrata in società quasi a volere sopperire all’assenza ormai conclamata del padre, ragazza ambiziosa che sicuramente non si accontenterà di rimanere ai margini della società e quanto dichiarato in questi giorni lo dimostra ampiamente: molti tifosi la accusano, e direi anche giustamente, di non aver alcuna esperienza calcistica in quanto poche volte si era vista seduta in tribuna d’onore prima dell’arrivo in dirigenza e di aver preferito gli “affari di cuore” al Milan, cosa inconcepibile per qualunque tifoso degno di tal nome, quando ha impedito, con il beneplacito dell’onnipotente genitore,  il passaggio dell’ex compagno Pato al PSG nell’affare praticamente concluso da Galliani che avrebbe portato Tevez in rossonero. Molte delle cose che ha detto però non sono del tutto errate: la mancanza di una rete seria globale di osservatori è un deficit che il Milan deve colmare da diverso tempo, mentre dei soldi spesi male (qualcuno ha detto Matri?) non vedo come sia possibile non concordare.

Sinceramente non so chi dei due avrà la meglio, so soltanto che i tempi (perchè queste rimostranze sono uscite adesso e non a Giugno nella più appropriata sessione di mercato!?) ed i modi con cui questa diatriba generazionale si sta consumando non giovano di certo ad una squadra che, volendo proprio minimizzare il problema, non sta già benissimo di suo.

Posted by Angelo Raffaele Torre

Responsabile dei LIVE ed editorialista. @RaffoTorre on Twitter