CALCIO: CAGLIARI; ALLEGRI, LA SERIE A NON MI SPAVENTAPer l’ennesima volta mi trovo qui costretta a commentare l’ennesima sconfitta. Questa volta fa meno male perché alla fine ce la aspettavamo un po’ tutti: forse non ci aspettavamo il rigore regalato e il gol in fuorigioco, ma di certo non sorprende che una squadra con 12 punti in campionato e protagonista di partite indecenti perda al Camp Nou contro il Barcellona. Inaspettatamente per qualche minuto ci hanno anche fatto creder di poter pareggiare, salvo poi soccombere allo strapotere di una squadra che non è più quella imbattibile di qualche anno fa, ma che ora contro un Milan del genere non può che fare la sua porca figura. Ancora una volta, nonostante il valore dei singoli rossoneri sia nettamente inferiore ai blaugrana, ciò che si è sentito maggiormente è la mancanza di un gioco e l’emergenza in alcune situazioni difensive che sarebbe compito dell’allenatore dover sistemare. Ancora una volta le palle inattive si sono dimostrate letali per questa squadra. Ancora una volta gli schemi difensivi non si sono visti e ancora una volta abbiamo assistito alla prova di giocatori fuori ruolo. E quindi arrivo a chiedermi: cosa deve fare ancora Allegri per essere esonerato? Bisognava sperare in un passivo peggiore del 3 a 1 per il cambio di allenatore?

Parrebbe ora nel caso di mancata vittoria contro il Chievo, Allegri verrebbe esonerato: ennesima minaccia ed ennesimo tentativo da parte della società di prendere tempo. Anche se dovessimo vincere domenica però la situazione non cambierebbe, come non è cambiata in questi 4 anni: sono passati giocatori, sono passati momenti bui o felici, ciò che non è cambiato è il gioco del Milan, senza idee e senza schemi, quindi senza la mano di un buon allenatore. Questa situazione mi fa innervosire ancora di più se penso che questa rosa, certamente non eccelsa, messa in mano ad un buon tecnico potrebbe dare molto di più, condurre un campionato dignitoso e perché no, andare avanti in Champions. Certamente le alternative valide ad Allegri non sono molte, ma non penso sia abbastanza per prolungare questa agonia, che sembra ormai senza fine. Serve un cambio di rotta, serve il pugno di ferro per uscire da questa crisi, una delle più profonde degli ultimi anni, dove non solo mancano i risultati, ma manca anche la fortuna e il gioco. Menzione a parte per l’immenso Kakà, che ancora una volta ha dimostrato agli scettici che un giocatore con i suoi piedi e la sua classe, anche con 10 anni in più e senza le sue celebri accelerate, in questo Milan può ancora fare la differenza. E può diventare un vero e proprio leader.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog