chi milDomenica 10 novembre, ore 15, Stadio Bentegodi. Milan di scena a Verona contro il Chievo ultimo in classifica, nella gara che potrebbe costare la panchina a Massimiliano Allegri.

La media poco dignitosa di 1,1 punti a partita (42, se proiettata sull’intero campionato) del Milan di inizio stagione potrebbe portare la dirigenza a una mossa che non si vedeva dal 2001 in casa Milan, e l’accozzaglia di errori fatta anche a Barcellona (a prescindere dagli errori dell’arbitro; non siamo fiorentini) tra cui la brillante idea dello stesso Allegri di passare al centrocampo a 4 schierando 4 centrali non ha migliorato la sua posizione. Più in bilico di lui c’è solo l’avversario odierno, Giuseppe Sannino, che si è salvato (per ora) pareggiando 0-0 a Bologna dopo una partita di barricate. Il suo Chievo è fermo a 5 punti e la favola della frazione di Verona che conta 3.000 abitanti in croce è in pericolo.

La squadra della Diga, con il trascinatore Pellissier ormai vecchio e un portiere e una difesa scandalosi, è al momento candidata certa alla retrocessione in B, la seconda da quando i veneti arrivarono per la prima volta in A nel 2001. Per entrambi gli allenatori, quindi, i rispettivi dolci natalizi (panettone per Allegri, pandoro -vista anche la ditta proprietaria del Chievo- per Sannino) rischiano di non arrivare. Non si sa chi sia più in crisi tra Chievo e Milan, quindi; e proprio per questo uno dei due salterà a breve. In caso di vittoria del Milan domani, però, l’esonero di Allegri verrebbe congelato almeno fino a dopo la sosta per le nazionali, e a rischiare sarebbe proprio l’ex allenatore di Varese, Siena e Palermo. Che per cautelarsi schiererà un 3-5-2 pronto a diventare 5-3-2 in caso di necessità, con: Puggioni; N.Frey, Dainelli, Cesar; Sardo, Radovanovic, L.Rigoni, Hetemaj, Dramé; Paloschi, Pellissier. Per il Milan ritorno al 4-3-3, con: Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, Emanuelson; Montolivo, De Jong, Muntari (Poli); Birsa, Kakà, Matri.

Esce Balotelli, rientra Mexes; la squalifica ha terminato il suo effetto e Zaccardo non sarà, per fortuna, titolare. Emanuelson finalmente preferito a Constant, ma Poli potrebbe -ancora una volta- essere sacrificato sull’altare di Muntari. Questa è anche la giornata di Juventus-Napoli a Torino; chiaramente il big match della giornata quello tra bianconeri e partenopei, l’unica cosa certa è chi vincerà il titolo di migliore in campo. La capolista Roma ospita il Sassuolo, mentre un’altra sfida interessante è Genoa-Verona. Le prime tre vanno come treni; 10 punti è lo scarto dall’Europa League, che -contrariamente a quanto qualcuno afferma, con la solita mentalità italiana del “se non è Champions non è figo”– è una competizione europea a tutti gli effetti, che dà soldi e che finalmente viene onorata anche dalle italiane, con Fiorentina e Lazio sul pezzo. Niente di irraggiungibile, in particolare il Verona che probabilmente non resterà al quinto posto per tutta la stagione. Nonostante tutto, quindi, l’Europa è più vicina di quanto si pensi; ma il cambio di rotta -che passa anche dalla sostituzione di Allegri- ci vuole.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014