P_Allegri1Dite quello che volete, ma mi sono stancato. Ogni volta la solita sceneggiata in campo e fuori, e non ne tiriamo mai fuori niente. Il Milan non cambia, e la colpa non saprei a chi darla se non a colui che è addetto a mandare la squadra in campo in un certo modo, a dare le motivazioni, a indicare la strada per creare gioco etc etc etc.

Siamo in autogestione da tre anni ormai, e i risultati si vedono; ci sveglieremo anche questa stagione a Febbraio, con la classifica ormai compromessa, per poi sentir dire “vedete che bravo allenatore che abbiamo“? Si, probabile. Mi sono stancato di queste partenze a rilento, che il signore si porta avanti da quando era a Cagliari. Facciamo scappare le dirette concorrenti, non sfruttiamo le occasioni in cui si tolgono punti a vicenda, e poi alla fine ne paghiamo tutte le conseguenze. Alti e bassi continui quest’anno, con i crolli pazzesche alla prima con il Verona e contro il Toro. Sabato la follia è iniziata dalla formazione iniziale, con un incomprensibile accanimento su Robinho preferito al ben più pericoloso Matri, tra le altre cose espressamente richiesto al posto di un difensore. Già, un difensore che ci sarebbe tanto servito vista la condizione del nostro reparto arretrato che ha già subito la bellezza di cinque goal in tre partite. Ma più che di ruoli e reparti, a non girare è tutta la squadra, che appare senza idee e senza alcun equilibrio. Il 2-2 finale è solo il risultato dell’orgoglio dei singoli, non di una soluzione arrivata dalla panchina ai chiari problemi emersi sul campo di gioco; e forse ci fa anche più male il pareggio rispetto ad una sconfitta che ci avrebbe fatto svegliare di più.

Agli altri ho già accennato…corrono tutti o quasi. Il Napoli su tutti sembra una macchina schiacciasassi e la sfida che ci attende contro la squadra di Benitez si preannuncia un duro scoglio da superare. Inter e Juve invece si sono quasi annullate a vicenda, portando a casa un punto ciascuno ed evidenziando un livello di gioco e preparazione più o meno simile. I nerazzurri in particolare hanno però fatto un notevole salto di qualità rispetto all’anno scorso, salto dettato non dai rinforzi sul mercato, ma da quello in panchina. Mazzarri, lacrime a parte, ha costruito una squadra, un gruppo, che va in campo almeno sapendo quello che fare; ovvio è che sarà il tempo a fare selezione, ma a parità di rosa il lavoro di Mazzarri o chi per lui e quello di allegri non sarebbero paragonabili. Siamo doppiamente penalizzati quindi, se consideriamo che la nostra rosa non è in alcun modo inferiore a quella dei nerazzurri.

Tuttavia, resta una magra, magrissima consolazione: questo sarà l’ultimo anno di sofferenza, l’ultimo anno dell’incompetente sulla nostra panchina. Perché si può avere una difesa con pochi ricambi, si può essere colpiti da infortuni più del normale, ma in squadra del livello del Milan non devono mai mancare le idee, la motivazione e la convinzione di scendere in campo per vincere, qualunque avversario ci sia davanti e non solo quando capita.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.