1235030_10201641422695897_67865309_nE’ ormai abitudine consolidata in casa Milan rispondere ad ogni episodio negativo, esaltando in maniera a volte eccessiva ogni piccolo successo o conquista, nel tentativo di mitigare le delusioni. È capitato anche in questo caso. Ieri ho presenziato ad una conferenza stampa del dottor Galliani affiancato da mostri sacri rossoneri come Baresi, Massaro e il sempre entusiasta Pippo Inzaghi, che con difficoltà ha nascosto la sofferenza nel rivedere i suoi gol più importanti, dimostrando quanto senta tuttora la mancanza del campo pur apprezzando la nuova vita da mister.

Nel corso della conferenza stampa e durante l’intervista a margine, mi ha stupito e in qualche modo innervosito l’atteggiamento sereno e positivo tenuto da Galliani di fronte a un momento non felice del Milan, ovvero dopo un pareggio sofferto con il Torino, con un’infermeria strapiena alla vigilia di una partita di Champions importantissima e con già 5 punti da recuperare alla prima in classifica. Nonostante le espressioni rilassate non c’è di certo da stare sereni. L’ad ha invece predicato tranquillità, visto che, a suo dire, i posti degli infortunati saranno riempiti da alcuni ragazzi della Primavera, i punti persi saranno con calma recuperati e il pareggio è certamente meglio di una sconfitta. Ma soprattutto mi ha stupito la reazione alla notizia dell’infortunio di Kakà, una notizia a mio parere terribile, visto che il brasiliano era stato acquistato per diventare la chiave di volta della squadra soprattutto in un momento difficile come è ormai per noi da anni l’inizio di stagione.

Ma Galliani ha più volte evidenziato come la vera notizia non sia l’infortunio di Kakà, che “tornerà presto”, ma bensì la scelta di Kakà di sospendersi lo stipendio per il tempo in cui sarà costretto a stare lontano dal campo. Pur apprezzando la scelta di Riccardo, che ricalca quella di Fernando Redondo nell’estate del 2000, questa decisione di certo non mitiga la delusione per un infortunio auspicato da più parti che finisce per dar ragione ai molti che consideravano Kakà un giocatore ormai troppo fragile, ma soprattutto ci priva di una pedina fondamentale in vista di un periodo ricco di appuntamenti difficili. Non c’è nulla da sorridere quindi, ma solo da agitarsi vista la lista di infortunati che continua ad allungarsi e vista la preoccupante condizione di una squadra senza gioco e senza idee, degna figlia del suo allenatore. Ma se Kakà decide di autosospendersi temporaneamente lo stipendio, allora siamo tutti più sereni.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog