I Belong to MoneyTerminata finalmente la sessione di calciomercato estiva il bilancio, tutto sommato, credo sia sufficiente: gli arrivi di Matri e Poli, espressamente richiesti dal tecnico livornese Massimiliano Allegri e del redivivo, si spera, Ricardo Kakà, hanno leggermente migliorato una già buona rosa. Ma che Milan vedremo in campo da qui in avanti? Quali novità ci accompagneranno nel corso della stagione? Innanzitutto, il cambio di modulo imposto dal diktat presidenziale, oltre a cambiare il volto dell’attacco rossonero, porterà importanti cambiamenti tattici a livello globale.

Le implicazioni del ritorno alle due punte non comporteranno cambiamenti significativi in difesa: De Sciglio, Mexes, Zapata e Abate partiranno titolari per buona parte della stagione; in giro, Juve esclusa, non si vede poi tanto di meglio, nel senso che anche un Astori, per quanto bravo, non aumenterebbe di molto la qualità del reparto, cosa possibile solo con un imponente lavoro a livello tattico soprattutto sui calci da fermo. I problemi cominciano a sorgere quando si parla di alternative: Silvestre a Catania aveva fatto ottime cose, non si è ripetuto a Palermo prima e all’Inter poi, ad oggi rimane ancora un’incognita, su Bonera, fortunatamente infortunato (perdonate l’ossimoro) stendiamo un velo pietoso, mentre il giovane Vergara troverà poco spazio. Ad oggi, quindi, dietro a Zapata e Mexes solo Silvestre e Zaccardo si presentano come alternative credibili: troppo poco per tre competizioni. Diversa la situazione sugli esterni: De Sciglio, Constant ed Emanuelson nell’ordine a sinistra, Abate e Zaccardo a destra (senza dimenticare che De Sciglio può, comunque, giocare benissimo a destra): l’abbondanza tutto sommato c’è, sta all’allenatore gestirla.

Il ritorno al rombo cambierà, invece, l’assetto tattico della squadra dal centrocampo in su: De Jong agirà da scudo davanti alla difesa, con il giovane Bryan Cristante come prima alternativa, Montolivo e Poli giocheranno invece più larghi, con l’ex sampdoriano più portato per gli inserimenti. Le alternative non mancano: da Muntari a Birsa passando per Nocerino, tutti giocatori di quantità più che di qualità, il che può essere penalizzante se pensiamo che il solo Montolivo, almeno fino a gennaio, sarà l’unico giocatore di qualità di tutto il centrocampo. Capitolo trequartista: Kakà, pubalgia permettendo, partirà titolare per coronare il suo sogno di giocare il mondiale in Brasile; ad oggi l’unica alternativa è Riccardo Saponara, l’incrocio tra lo stesso Kakà e Pato: Pato per la faccia, Kakà per la pubalgia. Il ragazzo promette bene, ma ad oggi non possiamo ancora esprimerci in giudizio, non avendolo mai visto giocare. La cessione di Boateng, posto che il nulla siderale è meno nulla di Boateng su un campo da calcio, risulta essere assolutamente indolore.

Chiudo, infine, parlando degli attaccanti. Sfogliando la rosa delle punte salta subito all’occhio una notevole sovrabbondanza: 6 giocatori per due posti. Premesso che Balotelli è intoccabile, Matri, El Shaarawy, Robinho, Niang e l’infortunato Pazzini si giocheranno un posto al suo fianco. L’ex attaccante della Juve pare il favorito: richiesto espressamente da Massimiliano Allegri, che lo allenò ai tempi del Cagliari, Matri è, al pari di Pazzini, una punta d’area, il che consentirebbe a Balotelli di svariare liberamente sulla trequarti. Robinho è la prima alternativa, chiederà più spazio per provare a giocarsi qualche chance in vista del Mondiale, mentre vedo fuori dai giochi Niang, che avrebbe dovuto raggiungere a Genova, sponda opposta però, il compagno Petagna, altra partenza indolore. Discorso a parte per El Shaarawy; per età e potenziale è uno dei migliori giocatori che abbiamo, tuttavia il nuovo schema tattico lo lascia totalmente in disparte. Due le opzioni: o si adatta da seconda punta o si adatta da trequartista. Se prendiamo in considerazione la prima ipotesi bisogna tenere presente che Balotelli sarebbe costretto a giocare più vicino alla porta, mossa tutta da valutare. Questa pare, in ogni caso, l’ipotesi più probabile; trasformarlo in trequartista infatti significherebbe allontanarlo parecchio dallo specchio della porta, oltre che metterlo in concorrenza con un mostro sacro come Kakà. In qualunque caso, il Faraone è il vero sconfitto di questa campagna acquisti, la sua posizione non è semplice e sviluppi futuri non sono affatto scontati.

Una punta fissa in area e il ritorno al rombo di centrocampo hanno implicazioni particolari: la squadra sarà piuttosto lunga e altrettanto scoperta sulle fasce, sarà necessario un gran lavoro dei terzini e dei centrocampisti in entrambe le fasi e il gioco sarà principalmente orizzontale, con manovre offensive veloci per arrivare al tiro il prima possibile. Un nuovo schema e una nuova impostazione tattica, quindi, che accompagnerà il Milan nel corso della stagione nella speranza che questi cambiamenti possano portarci nuove gioie e soddisfazioni.

Giangi_Ceresara

Posted by Giangi_Ceresara

Classe '93, studente di Linguaggi dei Media in Cattolica, è redattore del blog da quasi un anno. Il Milan è la passione di una vita, nel bene e nel male rossonero per sempre.