Massimiliano AllegriPerché? È questa la domanda che mi ronza in testa ormai da domenica sera, dall’attesa cena di Arcore, una cena pubblicizzata, acclamata, programmata e poi rimandata, insomma un vero e proprio evento mediatico, alla quale i protagonisti sono arrivati un po’ in sordina, nascondendosi nei loro macchinoni senza rilasciare alcuna dichiarazione. A quel punto non riesco a capire il motivo di tutta questa apparente segretezza, quando è stato reso noto persino il menu della cena a tre Allegri, Galliani, Berlusconi, un menu leggero a differenza del contenuto della cena.

Ma voglio tornare alla mia domanda iniziale, perché? Perché Massimiliano Allegri, un allenatore che si è sempre presentato come un uomo tutto d’un pezzo, serafico ma deciso, immune alle critiche, ma con un carattere ostinato, ha accettato di restare sulla panchina del Milan? Perché nonostante le dure critiche del presidente, i comunicati, la palese sfiducia del numero uno rossonero, il livornese ha accettato di rimanere al Milan, senza rinnovo né prolungamento di contratto?

Fino a pochi giorni fa le pretese di Allegri sembravano chiare: il mister chiedeva almeno due anni di contratto, acquisti mirati e soprattutto chiedeva di non essere messo continuamente in discussione per poter lavorare con serenità. Richieste non rispettate e che sembrano come sparite: tramite lo scarno comunicato del presidente, mi sembra chiaro come Berlusconi conservi i suoi mille dubbi su Allegri, pronto, al primo periodo buio, ad esonerare il livornese. E se i motivi che hanno convinto Berlusconi a confermare il livornese sembrano molteplici e abbastanza chiari, dalle pressioni di Galliani, alle parole dei giocatori schierati in blocco con il mister, alle proteste della tifoseria contraria a Clarence Seedorf e per finire alla stessa situazione dell’olandese, non ancora in possesso di un patentino da allenatore valido, faccio fatica a comprendere i motivi per cui Allegri abbia accettato le condizioni poste dal Presidente. Condizioni chiaramente dettate dalla scarsa fiducia che il presidente ripone nell’allenatore.

L’unica spiegazione che mi è passata per la mente ha certamente dell’assurdo, ma spiegherebbe in parte il comportamento del livornese. Dando per certo che la panchina rossonera nel 2014 sarà occupata da Cesare Prandelli post Brasile 2014, mi viene da pensare che al livornese sia stata offerta per quella stagione una panchina decisamente più prestigiosa, forse proprio quella azzurra. C’è chi inorridirà alla mia affermazione e in effetti sono la prima che fatica a crederci, ma non mi è venuta in mente alcuna altra spiegazione.

Non sono un amante del lavoro di Allegri e, come ho scritto più e più volte, credo che la responsabilità dello scudetto perso lo scorso anno e del disastroso inizio di stagione di quest’anno siano in gran parte responsabilità del livornese. Nonostante ciò sono felice che questo tira e molla sia finalmente finito e soprattutto che si sia allontanata definitivamente l’ipotesi di vedere Clarence Seedorf sulla panchina del Milan. Inoltre con la conferma di Allegri si può finalmente pensare al mercato, senza restare alla finestra ad aspettare che le rivali facciano i loro comodi per poi raccogliere ciò che è rimasto.

Penso che è proprio con il mercato che si deciderà l’andamento della stagione: bisogna sfoltire la rosa, liberandoci di zavorre, economiche e non solo, inutili, per puntare sì su qualche giovane, ma anche su qualche giocatore d’esperienza che possa dare quella marcia in più a una squadra in cerca di sé stessa. Chiudo augurandomi, forse in controtendenza rispetto al resto dei tifosi, che il capitano Massimo Ambrosini rinnovi il contratto e decida di concludere la carriera al Milan. Sono consapevole del fatto che il capitano non possa più reggere troppe partite di fila, ma credo che il suo spirito e la sua autorevolezza siano fondamentali in uno spogliatoio giovane (a cui dovrebbero aggiungersi anche Petagna e Cristante) e con qualche testa calda di troppo. Ambro resta!

SG

Posted by SG

Editorialista del blog