C_3_Media_1715370_immagine_ts673_400Qualche giorno fa campeggiava su tutti i giornali la foto che ritraeva Adriano Galliani e Massimiliano Allegri mentre cenavano seduti ad un tavolino in famoso ristorante di Milano, in un tête-à-tête che avrebbe dovuto risolvere almeno in parte il mistero riguardante la prossima guida tecnica del Milan. A dire il vero a quell’incontro mancava la parte principale, colui che deciderà ancora una volta concretamente le sorti dell’allenatore livornese. Il presidente Berlusconi infatti continua a risultare assente in quanto in altre faccende affaccendato, e questa volta non si tratta di impegni politici bensì la partecipazione in Georgia alla partita di addio al calcio di  K’akhaber K’aladze ( che ha visto come protagonisti molte delle ex glorie rossonere). Un meeting quindi che continua a slittare, lasciando i tifosi ma credo anche i giocatori stessi in un clima di incertezza che di certo non può giovare soprattutto se realizziamo che la nostra stagione incomincerà prima quest’anno, grazie ai preliminari di Champions League.

Incertezza che che corrisponde quindi ad un immobilismo per quanto concerne il mercato, mentre le altre principali concorrenti hanno già le idee piuttosto chiare e come si sa bene muoversi con i tempi giusti sul mercato è fondamentale (oltre alle finanze, ovviamente). Le voci che vorrebbero il Milan su Poli della Sampdoria non possono che essere appunto soltanto indiscrezioni visto che se è anche vero che la società si sta muovendo in una direzione ben delineata, ovvero quella di ringiovanire la rosa, non sappiamo se questo progetto includerà ancora il tecnico livornese o magari un altro (olandese magari) che potrebbe non gradire l’acquisto del giocatore doriano. Insomma ancora una volta il nostro destino è nelle mani del “padre -padrone“, il suo rapporto personale con Allegri è bello che andato da tempo e lo dimostra anche la poca professionalità con cui il suo probabile addio ai colori rossoneri sta prendendo forma: a prescindere dai risultati o meno, un professionista meriterebbe tutt’altro trattamento.

In conclusione permettetemi di dire giusto due parole sulla partita di venerdì della Nazionale contro San Marino: hanno fatto molto clamore i cori razzisti dei tifosi presenti allo stadio Dall’Ara, durante un  incontro voluto fortemente dalla F.I.G.C. per contrastare proprio il razzismo, nei confronti non di calciatori di colore o etnia differente bensì dei napoletani. Ora per quanto sia giusto biasimarli, mi sembra ci sia stato per molto tempo un bel po’ di indifferenza verso questi cori, soprattutto quando provenivano da una certa curva , in un certo stadio nuovo di zecca. Ma evidentemente anche i razzisti non sono tutti uguali.

Posted by Angelo Raffaele Torre

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