Genoa-Milan serie ALa gara di Genova verrà ricordata probabilmente come una delle più dure e “sanguinose” battaglie di questo campionato. Essere tornati a casa con tre punti dopo quel tipo di gara e quel campo (giocare in serie A con un campo per metà buono e per un’altra metà inguardabile è sconcertante) è da considerarsi un successo, in ogni caso.

Ciò che più salta all’occhio della partita, ad un’analisi imparziale, è la totale incapacità da parte dell’arbitro di gestire la gara degnamente. Questo aspetto, rivelatosi alla fine decisivo, ha contribuito ulteriormente ad aizzare gli animi in campo in un incontro caricato a mille anche per gli ormai noti avvenimenti del passato. Nonostante un’indubbia incapacità del direttore di gara, sono stati come sempre evidenziati solo episodi a nostro favore, sui quali mi sento di dire che non si possa gridare mai al “rigore netto” se non in occasione del mani di Niang. Per il resto, gli interventi che potremmo eufemisticamente definire rozzi da parte dei genoani sulle gambe dei nostri, che hanno contraddistinto l’intera gara, sono incredibilmente stati accantonati e mai più citati.  La fortuna ha voluto che fossero proprio Pazzini prima e Balotelli poi, il primo gambizzato e il secondo preso di mira sul suo punto dolente, a decidere l’incontro giocando di fatto con una sola gamba. Tanto basta per un risultato pesantissimo e necessario, che ci fa consolidare il terzo posto e nello stesso tempo mette pressione al Napoli che ormai inizia a sentire il fiato sul collo.

Andando invece con lo sguardo a Barcellona, il bollettino si fa un po’ più critico, visto che molto probabilmente dovremo rinunciare all’unica punta centrale disponibile e probabilmente anche a Mexes. Sotto questo punto di vista, sarebbe stata magari più consona una migliore gestione della rosa da parte di Allegri, che poteva risparmiare una battaglia al Pazzo alterando davanti Niang e Balotelli, e far riposare Mexes mandando in campo Yepes già dall’inzio, dato che la differenza tra i due è alla fine minima. Abbiamo quindi diverse ferite da leccarci, e alcuni buchi da riempire, e la visita di Thiago Silva oggi a Milanello lascia un po’ l’amaro in bocca, specie alla vigilia di un derby del mondo così sentito e così atteso. Andremo al Camp Nou a giocarcela probabilmente con un attacco super leggero e veloce, cosa che potrebbe rivelarsi anche positiva visto che la nostra unica arma saranno le ripartenze. Per il resto, i 20 minuti finali di Marassi ci hanno dato un assaggio di ciò che vedremo martedì, sperando però che in quella occasione non ci si debba affidare più di tanto agli ormoni di Abbiati.

Sguardo a Barcellona, verso una partita che potrebbe cambiare le sorti della nostra stagione, sia in un senso che nell’altro. Anche fossimo costretti a giocare in undici a una gamba, dovremo tirar fuori l’impossibile, anche perché non ci sarà di certo lo stesso arbitraggio di venerdì ma qualcuno pronto a penalizzarci in ogni occasione. Armiamoci e partiamo…e che la storia sia con noi.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.