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“Ogni tanto sento dire da qualche allenatore: eh ma la Juventus non ha le coppe. Ma perché non smettono già quest’anno in campionato di trovare una posizione per le coppe, così l’anno prossimo nessuno partecipa alle coppe e partecipiamo noi? E’ un invito che faccio a chi dice che la Juventus è avvantaggiata a non partecipare alle coppe: ma chi glielo fa fare a qualificarsi per le coppe? Allora dico a tutti gli allenatori di non fare le coppe così noi ci andiamo in Champions e ci andiamo contenti”.

17 dicembre 2011. La storia, ormai, la conosciamo tutti: la Juventus ci ha beffato lo scorso anno nel modo in cui tutti sappiamo e ad Antonio Conte viene rinfacciato di non essersi dimostrato migliore del Milan ma di avere semplicemente approfittato del vantaggio di non aver dovuto disputare alcuna coppa Europea (per via di due settimi posti consecutivi, cancellati dalla memoria popolare). La reazione dell’allenatore è veemente così come è quella della stampa che elogiava in pompa magna il bel gioco di Conte e l’imbattibilità bianconera dimenticando come questa è arrivata – e tra quel come c’era, appunto, il non dover giocare tre partite a settimana di cui una contro avversari di livello.

Non è un caso che il Milan abbia perso il campionato tra Catania e Fiorentina: due sfide giocate entrambe di Sabato, proprio la stessa distanza temporale che Conte definisce “affaticante” per la sua Juventus – ed in mezzo non c’era una scampagnata al Celtic Park contro una squadra da metà classifica in serie A ma il Camp Nou di Barcellona: la partita più dura che una squadra professionistica oggi possa giocare. Eppure lo scorso anno queste meravigliose anomalie erano cosa normale – il triplo impegno non incideva ed era solo una scusa per non riconoscere quella che, a dire di tutti, era stata la superiorità della Juventus.

Le cronache di questo campionato narrano di una Juventus comunque prima – e non poteva essere altrimenti visto che l’unica squadra che poteva insidiare i bianconeri ha effettuato un profondo rinnovamento – ma di una Juventus con quattro sconfitte all’attivo nel mese di Febbraio e già fuori da quella Coppa Italia dove lo scorso anno aveva raggiunto la finale. Le cronache narrano di una squadra normalissima, inferiore alla media di quelle che hanno calcato i campi di calcio italiani che gode di una stampa amica che la accosta a mostri sacri per lei inarrivabili come il Milan di Sacchi. Le cronache narrano di un Andrea Pirlo, issato a simbolo della rinascita bianconera lo scorso anno, tornato quel giocatore assolutamente normale – al limite del dannoso nelle gare che contano che era negli ultimi anni di Milan difeso da una reputazione che gli consente di nascondere le ormai numerose stecche con qualche 5,5 in pagella quando il voto reale sarebbe ben inferiore mentre il resto d’Italia nota che il nostro errore non è stato quello di non dare sei milioni per tre anni al Bresciano, semmai quello di non firmare subito Montolivo – giocatore, oggi, di ben altro spessore – pagando i 3 milioni richiesti da Corvino.

Conte è riuscito, come sempre, a superare i limiti del ridicolo lamentandosi di giocare con la Roma a “soli” quattro giorni di distanza – martedì e sabato e poco importa se per 54 anni di coppe Europee giocare il mercoledì e la domenica era la normalità: poco importa anche, ad esempio, che l’avversario diretto (il Napoli) abbia avuto un giorno e mezzo in meno di riposo e giocherà anche la prossima settimana – settimana in cui i bianconeri riposeranno. Evidentemente a Torino qualcuno pensava di avere già ampiamente vinto lo scudetto proprio come noi lo scorso anno – e ogni volta che il Napoli si avvicina partono le grida al complotto. “E’ ingiusto giocare due gare di fila in trasferta” la più comune – in effetti non sarebbe male per la Juventus abolire la classica alternanza casa/fuori che contraddistingue il campionato e giocare 38 gare al Conad, no?

La Champions purtroppo pesa e peserà anche per noi che, a differenza dei bianconeri, abbiamo di fronte un avversario vero. Inter e Lazio rappresentano i due scontri diretti in chiave terzo posto e non potevano capitare in un periodo peggiore per noi. Tra cinque partite sapremo come sarà la nostra stagione potendola già eventualmente bollare come fallimentare qualora non si rispettino le aspettative – non mi aspetto, ovviamente, di eliminare il Barcellona ma di portare la qualificazione alla seconda partita come avvenuto lo scorso anno, sì. Mi aspetto inoltre quattro punti tra derby e Lazio: se ne arrivassero sei saremmo a posto ma potrebbero essere sufficienti per stare tranquilli – quindi, se tutto va come deve andare, il peso della coppa delle grandi orecchie non ci sarà più. Sempre che per noi ci sia stato.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.