buffon shevaSenza annoiare il pubblico fin dall’inizio con le solite critiche ad Allegri o le news di mercato, volevo analizzare uno strano cumulo di coincidenze tra il periodo 1994-2002 (post-Coppa Campioni vinta dal Milan di Capello) e quello attuale che dura dal 2007 (seconda Coppa dei Campioni).

Nel primo periodo abbiamo 8 stagioni di stagnazione che vedono pochi trionfi e parecchie delusioni. Nel 1994-1995 i rossoneri portano a casa un 4° posto, con qualificazione Uefa, alternando belle prestazioni a rovesci assurdi anche con squadre minori. L’unico vero exploit è dato dal campionato successivo, il 1995-1996, dove Capello aveva a disposizione gli ultimi scampoli di una squadra di assoluto pregio. E questa è l’unica differenza tra i due periodi di “intermezzo”. Nel 1996-1997, ecco che arriva una vera stagione di crisi (quella in corso è all’acqua di rose, al confronto). Tabarez viene esonerato, caso più unico che raro, all’11° giornata e sostituito dal vecchio profeta della panchina Sacchi. Ma quella stagione finisce male con l’11° posto.

Altro anno, altra delusione. L’anno pre-mondiali di Francia inizia con l’acquisto degli olandesi Bogarde e Kluivert che con Edgar Davids avrebbero dovuto formare un “trio olandese 2” (Reiziger era già stato sbolognato al miglior offerente). Ritirati Baresi e Tassotti, ceduto Simone, arrivano a sostituirli lo stesso Bogarde, Cardone (Cardone!) e tale Andersson; a parte Cardone verranno ceduti a gennaio. 10° posto e anche il Capello/bis salta. Nel 1998-99 arriva lo scudetto: la squadra arricchita dal portiere dell’Under 21 Abbiati e da Oliver Bierhoff, libera dalle coppe europee, vince sotto la guida di Zaccheroni il 16° titolo. Ma le due stagioni successive, nonostante la squadra di pregio a disposizione, sono deludenti, e il criticatissimo Zaccheroni viene sollevato dall’incarico nel 2001 dopo un 3° e un 6° posto, nonostante l’arrivo di un assoluto campione come Sheva. Arriva Terim, che salta già a novembre, e poi Ancelotti che nonostante l’infortunio di Pippo Inzaghi, acquistato a peso d’oro nell’estate 2001, riesce a centrare la qualificazione in Champions 2002-03 (che verrà vinta).

Niente Zaccheroni o Ancelotti bis, ma il periodo attuale presenta un gran numero di parallelismi con quello 1994-2002. Il 2007-08, dove i rossoneri sono reduci dalla sbornia Champions e vantano ancora Kakà, Nesta, Pirlo, Seedorf, Inzaghi e tutti i campioni, termina con un 5° posto e la qualificazione Uefa. Il 2008-09, con l’irraggiungibile Inter di Mourinho che vola, vede i rossoneri agganciare un 2° posto alla pari con la Juventus. Stesso copione l’anno successivo, ma con un preoccupante crollo finale che toglie i rossoneri dalla lotta scudetto. Entrambe le annate corredate, ovviamente, da acquisti  più di scena che di sostanza come quello di Ronaldinho e non solo, quando manca un vero ricambio difensivo e di centrocampo (interpreti sempre più vecchi, nel caso di Maldini gli stessi del vecchio ciclo). Da qui in poi il parallelismo è impressionante: tre stagioni con un allenatore criticatissimo, che nonostante grandi acquisti -Shevchenko-Bierhoff allora, Ibra-Thiago Silva-Robinho nel 2011- non riesce a fare il salto di qualità. Scudetto al primo anno, sia per Allegri sia per Zaccheroni. Poi un 2° e un 3° posto rispettivamente e allo stato attuale 6° posto per entrambi nella terza stagione. Tra l’altro, entrambi i cicli di stagnazione seguono periodi di 5-6 anni carichi di vittorie (3 Coppe Campioni tra 1989 e 1994, 2 tra 2003 e 2007).

Ora, è praticamente impossibile che due diversi periodi di una stessa squadra siano perfettamente uguali, e non voglio con questo affermare “tra 2 stagioni vinceremo sicuramente la Coppa perchè lo dice la cabala”. Semplicemente, la storia stavolta potrebbe essere utile. Nel non scegliere, per esempio, un allenatore solo per via del nome altisonante (come il turco Terim) per sostituire Allegri quest’estate. Anche il calcio è cambiato rispetto ad allora; i grandi capitali non si trovano più in Italia ma in Qatar ed Emirati Arabi, e la parola d’ordine è diventata cantera. Ecco, farla fruttare con in più innesti di qualità per quel tanto che basta, potrebbe riportarci in alto. Dopotutto, Maldini, Costacurta, Baresi, Donadoni, Albertini, Ganz, da dove venivano?

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014