mexes_allegri_milan_gettyTre punti con un Bologna costretto a non veder palla quasi per 75 minuti, con diversi spunti interessanti su cui costruire qualcosa anche nelle prossime partite. Questo lo spunto principale che si può ricavare dalla vittoria di ieri, che ci ha permesso di rosicchiare due punti su quasi tutte le squadre che ci stanno davanti e di scavalcare la Roma. Era importante vincere, e lo abbiamo fatto in modo abbastanza tranquillo.

I primi tre quarti di gara sono infatti un continuo dominio, con il Bologna richiuso all’indietro senza la possibilità di mettere mai il naso fuori dalla propria metà campo. Unica nota dolente è se vogliamo l’incapacità di metterla dentro nel primo tempo, cosa che ci riesce ormai sempre meno. Nonostante questo, la ripresa è favorevole ed un Pazzini abbonato ormai ai goal contro i rossoblu risolve la situazione prima in modo fortunoso e poi con un grandissimo goal. Tra le note positive non c’è però soltanto il Pazzo, con i suoi due goal, ma anche Niang, vera rivelazione che si conferma capace di poter giocare ad alti livelli seppur impiegato in un ruolo a mio modo di vedere non propriamente adatto alle sue caratteristiche. Il francese convince per abnegazione e costanza, che lo portano a non lasciare mai scoperta la sua fascia anche in fase di ripiegamento. Da applausi anche la prestazione di Costant, fino ad ora senza dubbio il miglior terzino sinistro degli ultimi anni in fase di spinta; resta da verificare meglio la fase difensiva contro squadre di livello diverso. Si confermano poi come sempre positivi anche Montolivo ed El Shaarawy, anche se quest’ultimo sta legittimamente rifiatando dopo una prima metà di stagione a ritmi esorbitanti.

Il nostro problema, si sa, resta la difesa, vero punto debole della squadra. Nei quindici minuti finali rischiamo infatti di mandare all’aria quanto costruito nel resto della partita. Il tutto grazie al solito Mexes, che appena è chiamato a fare qualcosa di più rispetto all’ordinaria amministrazione, abbandona tutti e ci lascia virtualmente in 10. Prima l’autogoal, poi altri interventi al limite del commentabile, lo pongono decisamente in una posizione negativa agli occhi di tutti, tifosi compresi. Sarebbe bastato pochissimo, infatti, per farci rimontare due goal nel finale, e sarebbe stato un suicidio pazzesco. Appare quindi assurdo come si possa a tutt’oggi far finta di niente, continuando a parlare di attaccanti o pezzi da novanta per il centrocampo, quando i nostri limiti più grandi sono nella retroguardia. Il signor Galliani che è tanto impegnato a cercar cavilli nella legislazione spagnola pur di portare Kakà a Milano, si impegni anche a rafforzare la squadra lì dove serve realmente, con un centrocampista di quantità ed un centrale affidabile. Se con i limiti attuali riusciamo a prender punti a tutte le squadre che ci stanno davanti, basterebbe veramente poco per fare un bel salto di qualità, e garantire alla squadra maggiore serenità e quindi maggiori risultati. Basta con i sogni o con i botti da campagna elettorale, qui serve la sostanza, e nemmeno così tanta.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.