Il Cavaliere cerca nuovi talenti in contesti esotici

Notizia del giorno è la comparsa dl presidente Silvio Berlusconi in quel di Milanello, tornato in Italia dopo la rigenerante vacanza a Malindi in compagnia di Flavio Briatore. Le prime indiscrezioni che si leggono su i giornali parlano di un Berlusconi disposto ad allentare i cordoni della borsa per il mercato di riparazione a Gennaio con lo scopo di ridare nuova verve ad una squadra che lui in primis ha contribuito a sfaldare questa estate con le cessioni di Thiago e Zlatan, autore tra l’altro di una prestazione sontuosa in amichevole con la sua Svezia in cui ha messo a segno un gran gol che ha scatenato molti rimpianti in tutti i milanisti, e con mancati investimenti adeguati a rimpiazzare questi due fenomeni.

Al nostro presidente da sempre piace fare la parte del supereroe, del prode cavaliere che in sella al suo bianco destriero risolve qualsiasi problema con un colpo di spada. Ma questa volta la situazione è molto diversa: quello che si presenterà alla squadra sarà un uomo senza la minima cognizione di causa e senza le necessarie risorse sia economiche che mentali per evitare la tragedia che si potrebbe abbattere sul Milan. La società infatti non ci pensa  ma se per caso dovessimo perdere i due scontri con Napoli e Juventus, come a dire il vero sembra probabile, ci ritroveremo con una classifica che parlerebbe di quattordici punti in quindici giornate e di conseguenza in piena zona retrocessione.

Agire a Gennaio potrebbe già essere tardi dunque: è necessario un colpo di mano già da subito e il gesto più consono sarebbe il licenziamento di Allegri perchè dimostratosi incapace nel gestire una squadra che nonostante non possa nemmeno sognare un posto in Champions di sicuro ha una rosa competitiva per i preliminari di Europa League. Inoltre spero che durante questo incontri si parli concretamente di futuro: Galliani come dirigente ha ormai fatto il suo tempo e a parte qualche fortunoso caso sporadico, leggasi El Sharaawy, non riesce più ad essere incisivo sul mercato come prima. È infatti dell’ultima ora il due di picche ricevuto dal tanto desiderato Yanga Mbiwa.

Mandare Braida in giro per il Sud America con una bisaccia piena di monete per poi vederlo tornare con i vari Montelongo e Viudez è l’ennesima mossa sbagliata; non può e non deve bastare per trasformare un anno di distruzione in un anno di transizione.

Posted by Angelo Raffaele Torre

Responsabile dei LIVE ed editorialista. @RaffoTorre on Twitter