A furia di ripetere le stesse cose si diventa perfino ripetitivi: la tiritera sul continuo rimpallo delle colpe tra Allegri, Galliani e Berlusconi non cambia nulla dell’attuale crisi del Milan. Questa crisi è una delle poche in cui gran parte dei giocatori (a parte i vari Boateng e Pato nell’occhio del ciclone) non ha colpe.

Infatti, nessuno può incolpare Mesbah e Traorè di “succhiare lo stipendio” se non sono in grado di giocare nemmeno nel Novara dell’anno passato -senza nulla togliere a Morganella, Paci, Rubino e Fontana- se prima non si parla di chi li ha reclutati, di chi schiera altri giocatori fuori ruolo ecc. Ma anche questo è stato detto in tutte le salse. Ormai il tifoso medio dei rossoneri è arrivato a sperare che finisca la stagione in modo che se ne vada Allegri, ma sulla sua sostituzione ci sono ancora ombre. Immagino che Guardiola non vada al Milan così, solo schioccando le dita quando c’è il Manchester City alla finestra (presi nello staff Soriano e Beguiristain, suoi amici ed ex compagni nel Barcellona). Alla fine l’ipotesi più probabile è la promozione di Inzaghi in prima squadra, in stile Stramaccioni. Perfetta scelta in linea con il fair play finanziario e il bisogno di limitare le spese. Allora però togliete di mezzo tutti i mezzi giocatori pagati 3-4 milioni l’anno, dato che si sarebbero incassati più o meno gli stessi soldi che cedendo i due big della squadra rossonera.

Ma d’altra parte da chi voleva scambiare El Shaarawy (proprio mentre scrivo ha segnato, capitalizzando una perfetta azione azzurra su assist di Montolivo) con Kucka e Toszer non si può pretendere troppo acume negli acquisti. E un’altro fattore preoccupante di questa situazione, di cui si è già parlato, è il silenzio totale di chi negli ultimi 26 anni ha rappresentato il Milan sotto tutti gli aspetti. Sì, il presidente è andato a parlare con la squadra e tutto, è passato per quello che voleva Spalletti al posto di Allegri, ma in concreto non ha fatto nulla se non bloccare il trasferimento del “genero” Pato per Tevez che era l’unica azione di Galliani che non andava bloccata. Dopo gli innumerevoli acquisti di gente che non ha mai giocato, qualcuno per pippaggine acuta (Viudez, Mattioni, Grimi) e qualcuno perchè non è mai stato provato in campo (Vilà) comprare un giocatore vero per farlo scendere in campo sembrava un po’ troppo.

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014